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Inception di Christopher Nolan, gioco di incastri

Pagina 1: Inception di Christopher Nolan, gioco di incastri

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Nota del curatore: c’è una domanda che fanno spesso i bambini e che curiosamente li accomuna ad alcuni fisici. Esistiamo davvero? E se fossimo il sogno di qualcun altro? La differenza è che i bambini si limitano a domandarsi se per caso sono il sogno di una qualche creatura magica, perché stanno ancora cercando di capire la differenza tra la “realtà” e le storie che leggiamo loro.

Certi fisici, invece, ritengono del tutto possibile che sia l’intero universo ad essere una simulazione digitale. Come se fossimo dentro a Matrix o semplicemente personaggi di un videogioco nelle mani di chissà chi.

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Ecco, non è forse meraviglioso il fatto che un bambino di 5 anni e uno scienziato con decenni di studi alle spalle si facciano la stessa domanda. E che seguano strade diverse per giungere alla stessa conclusione: rispondere è impossibile.

Ed è curiosamente la stessa domanda che alimenta tutta la Narrativa, tutte le storie che ci raccontiamo da sempre. Raccontarsi storie, storie Fantastiche in particolar modo, è per noi un’azione dal duplice scopo: da una parte tentiamo di comprendere la realtà, interrogandoci su cosa sia e come funziona, speculando su cose che non possiamo comprendere. Dall’altra con le storie creiamo nuove realtà, ma è la stessa cosa: inventiamo realtà alternative e consumiamo quelle create da altri, perché alla fine dei conti non siamo assolutamente certi di cosa sia la realtà stessa.

Valerio Porcu