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Vince Tempera: la nostra intervista

Ci sono delle persone che hanno un fascino irresistibile, delle persone che staresti ad ascoltare per ore e ore ammaliato dai loro racconti e dalle loro massime. Tra questi troviamo eminenze di varie materie, capaci di segnare indelebilmente il proprio campo di competenza e di tracciare la strada a diverse generazioni. Per quanto riguarda il panorama musicale italiano una delle figure di maggior rilievo è senza ombra di dubbio alcuno quella di Vince Tempera, tastierista e compositore dietro alcune delle sigle più famose della nostra cultura, tra cui l’immortale melodia di Ufo Robot. Guai però a chiamarle sigle: per Vince Tempera si tratta infatti di vere e proprie canzoni, capaci di conquistare tanto i giovani spettatori quanto il pubblico più maturo.

Vince Tempera ci tiene proprio a precisarlo: lui ha sempre composto canzoni, non single. Le sigle, per il celebre compositore, altro non sono infatti che un riempitivo della carriera di un musicista, fatte tanto per riempire la pancia e il portafoglio durante la rincorsa al sogno della propria vita. Per il compositore milanese non è però mai stato così e, anzi, nelle proprie creazioni ha sempre messo al primo posto l’amore per la musica, arrivando a creare delle opere a dir poco immortali. Proprio per scoprire qualcosa di più sul celebre compositore abbiamo recentemente avuto l’occasione di incontrare Vince Tempera e di rivolgerli alcune domande sulla sua carriera.

Cerea Comix

Palcoscenico perfetto per scambiare due chiacchiere con Vince Tempera si è rivelato essere la prima edizione del Cerea Comix, tenutasi gli scorsi 15 e 16 febbraio nell’omonimo paese in provincia di Verona. Un evento in crescita ed animato da contenuti ed appuntamenti interessanti.

Perfetto luogo di incontro non solo per gli innumerevoli appassionati della zona, che hanno potuto trovare tra i numerosi stand pane per i loro denti, ma anche per i semplici curiosi, che hanno potuto immergersi per un week-end nel magico mondo della cultura pop e non solo. Fumetti, giochi da tavolo, videogiochi e molto altro ancora: al Cerea Comix era presente veramente di tutto.

Ufo Robot Goldrake

Vince, immaginiamo te lo chiedano un po’ tutti ma dobbiamo farlo anche noi: com’è nata la leggendaria sigla di Ufo Robot? Ti saresti mai immaginato un successo simile per tale canzone?

No, non ci saremo assolutamente mai immaginati di arrivare a dei risultati così straordinari con la sigla di Ufo Robot. Né io né Luigi Albertelli né Ares Tavolazzi (i co-autori della sigla ndr.) ci potevamo aspettare di raggiungere il milione di copie vendute e ottenere il disco d’oro, si è trattato di una bellissima sorpresa, di qualcosa di assolutamente inaspettato.

Per quanto riguarda la genesi dell’opera il tutto è avvenuto quasi per caso: io e Luigi Albertelli ai tempi eravamo a Roma e stavamo aspettando da diverse ore una persona per discutere di futuri progetti. Durante la nostra attesa arrivò però una chiamata dalla RAI che era alla ricerca di musicisti per comporre la sigla di un cartone animato giapponese che sarebbe andato in onda da lì a poco: visto l’elevato ritardo del nostro ospite abbiamo quindi deciso di andare proprio noi due. Agli uffici RAI ci fecero vedere alcune scene di Ufo Robot in una situazione a dir poco rivedibile: il tutto ci fu infatti vedere in uno stato decisamente precario, con tanto di interferenze dovute ad un sistema di riproduzione non adeguato, ma fummo subito folgorati da quanto visto e ci mettemmo all’opera. In poco tempo componemmo la melodia e subito dopo il testo sopra di essa: il nostro processo funzionava sempre cosi, magari basandosi anche su qualche fenomeno del momento. Pensa, ad esempio, che la celebre fanfara iniziale di Ufo Robot è stata ispirata dal leggendario tema di Rocky che ai tempi tanto spopolava.

Nonostante il grande ed incredibile successo di Ufo Robot il nome di Vince Tempera è comunque legato anche a quello di molte altre sigle decisamente celebri. A quale di esse sei più legato, e perché?

Sicuramente una di quelle a cui sono più legato è Na-no na-no/Mork & Mindy (sitcom spin-off di Happy Days uscita a cavallo degli anni ’70 e ’80 con Robin Williams ndr.), ma ho a cuore anche la sigla di molti cartoni, magari anche commercialmente non troppo fortunati, come Capitan Futuro o Daitan 3. Ho dei bellissimi ricordi di quei tempi, non eravamo controllati e abbiamo quindi potuto dare libero sfogo al nostro estro creativo.

Kill Bill Vol. 3

Passando da un media ad un altro alcune tue composizioni sono state utilizzate per il celeberrimo Kill Bil Vol.1. Come sei venuto a sapere di tale possibilità, come ti sei sentito a fare parte di tale progetto?

Ai tempi Quentin Tarantino in Italia non godeva certo della fama che possiede oggi, era allora considerato un regista quasi di nicchia, ma si è trattato pur sempre di un grandissimo onore. La storia alla base dell’utilizzo della mia composizione proveniente da Sette Note in Nero nel film è molto semplice: ai tempi Tarantino stava cercando un’ultima traccia per completare la sua opera e la trovò proprio all’interno della colonna sonora del film di Lucio Fulci. Quentin Tarantino ai tempi era fidanzato con Sofia Coppola che, in occasione di un compleanno, regalò al celebre regista un 45 giri proprio del thriller italiano. Durante l’ascolto Tarantino trovò quindi l’agognata traccia mancante, inserendola in Kill Bill Vol.1 durante l’immortale e indimenticabile scena del risveglio della sposa interpretata da Uma Thurman.

Continuando sullo stesso argomento si è recentemente tenuta la cerimonia degli Oscar di quest’anno, in cui proprio Quentin Tarantino era uno dei grandi favoriti. Il regista non è però alla fine riuscito ad aggiudicarsi l’agognato premio con il suo Once Upon a Time in Hollywood. Che ne pensi della sua ultima opera, secondo te avrebbe meritato tale onorificenza?

Purtroppo non ho avuto occasione di seguire la cerimonia degli Oscar e non sono ancora riuscito a vedere l’ultima opera di Quentin Tarantino. Devo però dire che Tarantino è un regista sempre interessante, capace di riutilizzare il “vecchio repertorio” del cinema e di re-inventarlo in modi sempre nuovi. Si tratta di un lavoro che ho fatto anche io nel corso della mia carriera per quanto riguarda la musica: bisogna riutilizzare sempre in modi nuovi quello che è già stato fatto, non dimenticare mai il passato.

Se vi è venuta voglia di riguardare per l’ennesima volta Kill Bill Vol.1 potete recuperare l’immortale opera di Quentin Tarantino comodamente a questo indirizzo.