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La stanza segreta degli enigmi, la recensione del nuovo thriller storico di Fabrizio Santi


La stanza segreta degli enigmi
Genere
Thriller
Autore
Fabrizio Santi
Editore
Newton Compton Editori

La stanza segreta degli enigmi è il nuovo romanzo dello scrittore italiano Fabrizio Santi, divenuto famoso a livello internazionale per il bestseller Il quadro maledetto. L’autore ritorna nelle terre italiane dell’alto Lazio, precisamente a Tuscania, con un altro grande thriller storico edito da Newton Compton Editori.

Una matrioska di enigmi

Fabrizio Santi è un abile scrittore di thriller che in La stanza segreta degli enigmi cerca di portare il lettore all’interno di una storia nella storia. Il protagonista è Giulio Salviati, uno scrittore in crisi durante la stesura del suo prossimo romanzo giallo, che si ritrova immischiato in un nuovo difficile intrigo. Salviati, Elena e la sua amica Arianna vengono ingaggiati da Arnaldo Piermarini, un ex professore universitario di Filologia germanica e grande appassionato di arte, per catalogare l’intero contenuto della biblioteca privata della famiglia. Proprio mentre stanno ordinando i numerosi volumi, Arianna viene aggredita ed esattamente nel punto dell’aggressione, tra gli scaffali della libreria, compaiono alcuni testi enigmatici sicuramente cercati dallo stesso ladro.

Tra questi c’è il celebre “Indovinello del re” che, nel XVI secolo, aveva fatto impazzire Rodolfo II di Boemia e la cui soluzione porterebbe all’apertura delle porte della Camera di giada. Proprio mentre i tre indagano sull’accaduto e sugli enigmi scovati, accadono fatti strani tra sparizioni di persone, tra cui il proprietario del maniero, e omicidi. Apparentemente sono tutti scollegati fra di loro, ma Giulio Salviati nota dei punti di congiunzione davvero interessanti.

Un insolito thriller

L’autore ci porta nuovamente in Italia, da Roma a Torino e dalla Toscana alla laguna di Venezia con qualche breve gira fuori porta ai confini europei con la Russia. Saremo costantemente in compagnia dello scrittore Salviati, delle sue due collaboratrici, ma anche dell’intramontabile Restelli e del celebre indovinello del re. Santi mette, quindi, il lettore alla prova con intriganti enigmi, rebus, intrighi e puzzle che vanno completati con i giusti pezzi. La stanza segreta degli enigmi, inoltre, non è un classico thriller: in primis non vi è unicamente la ricerca di un potenziale ladro e assassino e in secondo luogo questa prima ricerca si collega perfettamente all’indagine sulla risoluzione del mistero più complesso, ovvero quello legato all’Indovinello del re. Proprio lo scioglimento di quest’ultima matassa porta alla soluzione complessiva del mistero, ma non sarà solo il professor Salviati ad indagare, ma saremo anche noi lettori ad aiutarlo.

Giulio Salviati, infatti, è uno scrittore di gialli abile come il suo creatore Fabrizio Santi: ha quindi una mente da detective con una grande cura e attenzione ai dettagli. Le sue conoscenze lo portano quasi sempre verso la giusta direzione anche grazie alle sue capacità dialettiche e al suo coraggio. Non si lascia intimorire da niente e nessuno, neanche quando c’è in pericolo la sua stessa vita, ma non sopporta restare da solo e pertanto si fa aiutare da vari personaggi che incontra durante il racconto e soprattutto da Elena, Arianna e implicitamente da noi lettori. Vivremo una costante curiosità unita ad una forte riflessione e ad un climax crescente, ma ben diluito nel tempo. Le indagini, inoltre, a volte fanno spazio alla cultura storica tanto apprezzata dall’autore che riesce a mixarla perfettamente alla fantasia senza risultare troppo lontana dalla realtà. Santi, infatti, riesce a conquistare il lettore grazie ai suoi ragionamenti trasposti da Salviati. Questi sono spesso complessi e articolati poiché spaziano in vari ambiti non sempre perfettamente collegati tra di loro, ma spingono il lettore a voler approfondire le conoscenze apprese e a voltare subito pagina per metterle in pratica. La stanza segreta degli enigmi diventa, quindi, anche un testo di informazione sebbene alcune cose siano interamente frutto di fantasia (al termine del romanzo c’è una pagina apposita in cui vengono spiegate i motivi dell’introduzioni di questi elementi fantasiosi).

Lo stile narrativo

La lettura scorre facilmente grazie anche ad uno stile di scrittura semplice e ritmato. La narrazione, invece, risulta fin troppo lineare e distante da quanto ci si aspetterebbe da un thriller. Non stiamo dicendo che non sia apprezzabile, ma semplicemente crediamo che un thriller debba mettere in difficoltà i protagonisti durante il racconto, magari con qualche ostacolo o con qualche indizio fallito che possano rendere più complicata l’indagine. In questo caso, invece, tutto scorre senza intoppi e i vari indizi vengono collegati così velocemente e facilmente che anche gli eventi più complessi riescono ad essere risolti in maniera elementare.

Manca quindi la sensazione di essere in un vicolo cieco e il senso di inquietudine che spesso culmina con un colpo di scena. Altro dato negativo, infatti, è la mancanza di veri e propri colpi di scena con relativo finale a sorpresa. Il finale, infatti, non è telefonato, ma arriva con una leggerezza tale da risultare moscio e poco d’impatto. Stupisce ancora di più questa scelta narrativa perché Fabrizio Santi è famoso per inserire un buon numero di pagine ricche di elementi sconvolgenti e inaspettati che, invece, in questo caso ha deciso di non mettere e che potevano essere decisamente utili.

Il punto di vista editoriale

Per quanto riguarda la componente editoriale, La stanza segreta degli enigmi è un prodotto qualitativamente superiore agli standard classici di Newton Compton Editori. La copertina rigida è di ottima qualità, arricchita da una sovraccoperta che riprende lo stesso stile della copertina. La rilegatura è robusta e resistente e la qualità della carta è di ottima manifattura con una buona grammatura e ruvidità. Ottima anche la stampa che non presenta refusi degni di nota.

Conclusioni

La stanza segreta degli enigmi è un romanzo di pregevole fattura. Il lettore è catapultato all’interno di una storia che unisce il reale al fantasioso e pertanto è spinto ad approfondire maggiormente ogni aspetto del racconto. Lo stile narrativo è ricercato, ma di facile lettura e le caratterizzazioni sono così accurate da non confondere mai il lettore sia sui luoghi di svolgimento delle vicende sia sui personaggi che le svolgono. Questa semplicità, però, porta ad una narrazione fin troppo semplice, lineare e senza particolari colpi di scena e ad un finale alquanto moscio.

La stanza segreta degli enigmi

Giulio Salviati sta aiutando Elena e una sua amica a inventariare la biblioteca di un vecchio maniero di campagna, quando la donna viene aggredita alle spalle da uno sconosciuto. Per fortuna si salva, ma rovistando tra gli scaffali, Salviati scopre alcuni libri che parlano di indovinelli ed enigmi storici mai risolti. Tra questi c’è il celebre “Indovinello del re”. La soluzione dell’enigma avrebbe condotto alla leggendaria “Camera di giada”, una camera segreta colma di pietre preziose. Dopo poco tempo anche il proprietario del maniero scompare senza lasciare traccia di sé. Quando una serie di omicidi coinvolgono persone legate a libri che hanno a che fare con quell’indovinello, Giulio Salviati, scrittore detective, si mette subito all’opera per svelare il mistero.


Verdetto

La stanza segreta degli enigmi è un buon thriller che si riesce a leggere velocemente e con semplicità. Lo stile narrativo usato dall'autore lo rende di facile lettura e comprensione, inoltre svolge anche un importante ruolo informativo riguardo ad alcune nozioni storiche. Si perde un po' nella narrazione fin troppo lineare e semplicistica che finisce per spezzare la tensione e regala un finale non all'altezza delle aspettative.

Pro

-Enigmi coinvolgenti e ben studiati
-Luoghi e personaggi egregiamente caratterizzati
-Interessante l'aspetto didattico
-Narrazione semplice e veloce...

Contro

-...ma troppo lineare, senza ostacoli e senza colpi di scena
-Finale non all'altezza delle aspettative