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Legione: la recensione del terzo numero di Samuel Stern

Legione, il terzo numero di Samuel Stern, è un punto importante per la serie di Bugs Comics. Una nuova uscita, specialmente in un periodo complicato per l’editoria a fumetti come quello attuale, deve riuscire a trovare una propria dimensione, andando ad intercettare i gusti dei potenziali lettori. Samuel Stern, sin dal suo annuncio, si è dovuto scontrare con lo scomodo paragone con una leggenda del calibro di Dylan Dog. Un paragone, onestamente, del tutto fuori luogo.

Legione, cosa ci attende nel terzo albo di Samuel Stern?

Samuel Stern utilizza, infatti, l’orrore in un modo completamente diverso da quanto fatto da Dylan Dog, specialmente nei primi numeri della serie dell’Indagatore dell’Incubo. La creatura di Sclavi non utilizzava l’orrore come un fulcro narrativo con cui andare ad impressionare i lettori, ma utilizzava il concetto di mostro nell’accezione latina del termine, monstrum, inteso come portento. Che spesso esulava dalla comprensione quotidiana, lasciando che l’orrore arrivasse dalla normale vita di ogni giorno. E l’orrore di Dylan Dog è sempre stato incredibilmente reale.

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Samuel Stern, invece, utilizza l’orrore in un modo totalmente diverso, al punto che il paragone con Dyd è inutile, per non dire fuorviante. La creazione di Fumasoli e Filadoro utilizza un senso di horror più vicino alla visione di opere come Hellblazer o Outcast. La concezione della possessione conosciuto all’interno dei due precendenti numeri, in particolare ne Il mausoleo nero, si presenta come una variazione sul tema interessante, su cui gli autori stanno costruendo la continuity della futura serie. Ad oggi, i tre numeri hanno una maggior concretezza nella narrazione verticale, accennando solo lievemente trama orizzontale che dovrebbe levare i diversi capitoli delle avventure di Samuel Stern. Presentare la possessione demoniaca come una predisposizione dell’animo umano, privare questo classico dell’orrore della sua forma classica è avvincente, ma può bastare per dare solidità all’impianto narrativo e rendere Samuel Stern una serie duratura?

Serviva espandere questo concetto mostrando anche l’altro, il demone. Difficilmente vediamo i demoni sotto un aspetto diverso da quel del cattivo, dell’alieno, ma con Legione, terzo numero di Samuel Stern, si cerca di approfondire questa figura.

Il demone che non ti aspetti

Quando William Chambers si presenta nella libreria di Samuel, l’ometto sorprende l’esorcista con una richiesta particolare: aiutarlo a salvare il suo amico Ringo. O meglio, il suo demone Ringo. William pare aver trovato un equilibrio con il suo demone, una simbiosi perfetta che inizialmente sembra esser inconcepibile per Samuel, che dopo un sospetto di trovarsi di fronte ad un pazzo, scopre che Chambers ha una sincera amicizia con il suo demone interiore.

Piagato da una difficile infanzia con un padre violento, costretto in una vita senza sbocchi in cui è un attore impotente, William si ritrova a vivere un’esistenza in cui il suo senso di inadeguatezza rompe diventa il punto di ingresso per il demone che diventerà in seguito il suo amico Ringo.

Questo incontro diventa per Samuel l’occasione di scoprire cosa sia realmente Legione. Nell’immaginario collettivo, Legione è il nome con cui viene identificato l’esercito demoniaco, complice una non proprio letteraria interpretazione di questo concetto esoterico nel mondo della narrativa, dai fumetti al cinema. Fumasoli e Filadoro vanno oltre il concetto tradizionale di Legione, rendendolo un inferno per le creature demoniache.

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L’idea di mostrare questo mondo così temuto da parte dei demoni è un buono spunto. Tramite Ringo, Samuel va oltre la sua conoscenza della possessione, scoprendo una realtà ulteriore che offre una nuova identità anche per i demoni. Ringo, in particolare, esula dalla classica concezione horror del demone, ma sembra esser quasi la sua antitesi, diventando il lato migliore di questa particolare simbiosi con William.

Fumasoli tenta di stupire il lettore ribaltando la classica concezione della possessione, in cui la componente umana diventa la parte oscura. La costruzione emotiva della relazione tra demone e ospite è innovativa, si discosta dalla tradizione del genere, diventando la caratteristica più importante di questo terzo volume di Samuel Stern.

Legione, nonostante questo slancio narrativo, mostra però alcune fragilità della serie. Fin dal primo numero alcuni dialoghi sembrano mostrare una certa asetticità, mancando di mostrare la profondità emotiva dei personaggi. In Legione la condizione di William e Ringo si apre ad una maggior emotività, che viene sfiorata in alcuni dialoghi, ma che non trova pienamente la sua concretezza.

Marco Perugini, autore dei disegni di questo numero di Samuel Stern, non delude le aspettative. Disegni puliti, ben definiti e in grado di presentare al meglio le emozioni dei personaggi. L’interpretazione di Perugini rimane all’interno del lavoro dei precedenti artisti all’opera sulle pagine di Samuel Stern, dando un senso di continuità, pur mostrando un’identità artistica propria.

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Particolarmente efficace la realizzazione dei flashback della vita passata di William, realizzati con un effetto di nebuloso ricordo in scala di grigi perfetto per dare un’emozionante veridicità al passato di William.

Le fragilità di Samuel Stern

Il punto dolente è però la conclusione oramai scontata che ci attende sul finale degli albi. Le storie di Samuel Stern hanno la caratteristica a concludersi nello stesso modo, andando oltre quello che si può considerare una cifra stilistica delle avventure dell’esorcista, ma che diventa un ripresentarsi di situazioni che il lettore attende, da cui non rimane più sorpreso. Andare oltre questo limite potrebbe essere la chiave per dare a Samuel Stern dei finali che non siano scontati e prevedibili, lasciando il lettore in tensione sino all’ultima pagina. È una speranza sincera, dato l’impegno che Fumasoli, Filadoro e la Bugs Comics stanno investendo in questa avventura, e limare le ultime asperità potrebbe essere la chiave per dare a Samuel Stern una maggior continuità tra i diversi albi.

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Dopo aver letto Legione, permane la sensazione che Samuel Stern possa essere una proposta interessante per il fumetto italiano, ma diventa sempre più urgente dare alla serie una maggior definizione nella trama orizzontale delle avventure dell’esorcista di Edimburgo, cercando di risolvere i problemi legati ai finali.