Cinema e Serie TV

Luca, ultima perla della produzione tricolore animata

Lu sole, lu mare, lu ientu. Ma anche un po’ di montagna. No, non stiamo parlando delle vacanze italiane di quest’anno molto particolare, più unico che raro, dove tanti turisti si ritrovano, volenti o nolenti, a dover trascorrere la maggior parte del proprio tempo estivo tra i confini della propria nazione. L’annuncio arriva nei giorni più caldi dell’anno, più poeticamente potremmo definirlo come il “sogno di una notte di mezza estate”, quando il cielo è azzurro, ma non sopra Berlino, per ricordare una citazione che accompagna i nostri ricordi dalla vittoria dei Mondiali di Calcio di 14 anni fa. Questa volta il punto guadagnato tirando la palla in porta ha il sapore di una nuova pellicola cinematografica, una nuova figlia della grandissima famiglia Pixar, che stavolta però porta il nome e le origini tutte italiane. Parliamo di Luca, il nuovo film in arrivo agli albori della prossima estate 2021, nato dalla mente di Enrico Casarosa e ambientato in un luogo racchiuso tra mari e monti, la Liguria, terra natìa del regista ormai negli Usa da anni.

LUCA
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L’avventura dell’omonimo ragazzo che vedrà il debutto sul grande schermo tra quasi un anno non è la sola produzione animata, nella storia della cinematografia italiana, a ottenere una posizione importante e di prestigio nella cronaca nazionale e internazionale. Il nostro passato non annovera forse un passato di grandi aziende e companies di indiscusso rilievo planetario, come potrebbe essere appunto la produzione continua che viene sfornata dalle fucine di The Walt Disney Company, ma abbiamo anche noi dei titoli di cui andare fieri. Approfittiamo di questa occasione per capire a che punto della nostra storia cinematografica italiana sia giunto Luca.

Dal primo Pinocchio agli anni Settanta italiani

La produzione in Italia di cartoni animati ha visto le sue origini in epoca piuttosto recente, dovuta in particolare alle proposte inter-europee legate alla Rai e alle altre reti nazionali, prendendo piede di conseguenza nei principali e storici centri produttivi dell’azienda di servizio pubblico nazionale: Roma, Milano e Torino. Tanto tempo è passato da quelle Avventure di Pinocchio del 1936, pellicola coscritta de I quattro moschettieri, quando era appena nata la CAIR (Cartoni Animati Italiani Roma) ed era il periodo determinato da prove ed errori, con produzioni non sempre andate a buon fine.

Bisogna attendere gli esordi di una leggenda tutta italiana, che porta il nome di Bruno Buzzetto, classe 1938 e ancora oggi attivissimo nelle sue produzioni e presenze a eventi di dominio pubblico, come l’edizione del 2016 di Lucca Comics&Games. Era il 1965, quando usciva West & Soda (titolo che a orecchio ci ricorda il “whisky ‘n’ soda ‘n’ rock’n’roll” della celebre canzone Tu vo’ fa’ l’americano), la folle pellicola western che vede il pistolero Johnny affrontare un perfido proprietario terriero, meglio conosciuto come “il Cattivissimo”, e i suoi due sgherri Ursus e Smilzo, per salvare la dolce Clementina. Acclamato come un capolavoro del cinema d’animazione italiano, ben lontano dalle produzione precedenti, e non solo italiane, si dimostrò anche anticipatore del cinema demenziale degli anni Settanta e Ottanta, seguito a stretto giro da un’altra chiave parodica.

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Vip – Mio fratello superuomo esce nel 1968 sempre dalla mente di Bozzetto, che parla di supereroi “rivisitati” e approfittando dell’occasione per criticare stili e ritmi di vita legati al consumismo dell’epoca (chissà cosa ne sarebbe uscito oggi, se la produzione fosse stata contemporanea). I protagonisti qui sono due fratelli supereroi decisamente diversi tra loro e  nati dal matrimonio di un superuomo con una cassiera di un supermercato. L’ironia è già in seno a questa strana coppia, da cui nascono Supervip e Minivip, due nomi facili da ricordare e dalle caratteristiche ben intuibili, ma non fatevi ingannare dalle apparenze: sarà Minivip a dimostrarsi più brillante di suo fratello maggiore.

L’ispirazione ai prodotti Disney arriva però nel 1976 con Allegro non troppoaltro prodotto “bozzettiano” e che usa come calco di riferimento il Fantasia a lungo bersaglio di critiche. A differenza di quest’ultimo, il terzo lungometraggio di Bozzetto è stato accolto con maggiori apprezzamenti: suddiviso in sei episodi all’interno di una cornice girata dal vero, la colonna sonora vanta nomi decisamente importanti nel mondo dei classici, da Debussy a Vivaldi, concorrendo a realizzare una nuova produzione piuttosto bizzarra.

I ruggenti anni Novanta

Se non teniamo in considerazione l’arrivo in tv della prima serie animata dedicata a La Pimpa, il famoso cagnolino a pois rossi e bianchi, dobbiamo far passare quasi quindici anni per arrivare al 1991 e ritrovarsi con Volere Volare, un film premiato ai David di Donatello per la Miglior sceneggiatura che ha saputo unire animazioni e riprese dal vivo, sulla falsa riga di Chi ha incastrato Roger Rabbit?dove il protagonista Maurizio conosce per caso Martina, ma un giorno l’uomo comincia a trasformarsi in un cartone animato.

Continuano anche le riprese dei classici e dei racconti per bambini: se sessant’anni prima era toccato a Pinocchio, ora è il tempo de La freccia azzurra (1996), film che segna l’esordio di Enzo D’Alò al lungometraggio e ispirato all’omonimo racconto di Gianni Rodari, la cui colonna sonora di Paolo Conte è stata premiata ai David e ai Nastri d’argento. Solo due anni dopo arriva il capolavoro che chiude il secondo millennio in grande stile: firmato ancora da D’Alò, parliamo de La gabbianella e il gatto (1998), nato dal libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare del compianto Luis Sepúlveda.

Finora abbiamo citato film dalla caratterizzazione grafica piuttosto singolare, che avvicina lo stile quasi ai film d’autore e non alle produzioni blockbuster d’oltreoceano. Sarà il terzo millennio a cercare di portare con sé una nuova ventata di freschezza, colore, narrazione nella cinematografia italiana. Il primo tentativo arriva subito nel 2001 con Aida degli alberi, vittima di un contenzioso non di poco conto per via di alcune somiglianze con il film Avatar di James Cameron, uscito alcuni anni dopo, e risolto con una trattativa svoltasi nel 2010 tra le due case di produzione, lo studio torinese Lanterna Magica e 20th Century Fox.

Diretto da Guido Manuli, la trama è liberamente tratta dall’opera lirica Aida di Antonio Ghislanzoni, messa in musica da Giuseppe Verdi, una discendenza musicale di un certo peso e supportata a sua volta dalla produzione della colonna sonora di Ennio Morricone. Non contenti di questi nomi importanti sulla colonna sonora, si tratta anche del primo lungometraggio di animazione italiano realizzato con tecniche 3D in sequenze complete.

“La tua mano è nella mia”

Se nel 2003 abbiamo un nuovo tentativo con L’apetta Giulia e la signora Vita, il primo cartone animato italiano realizzato con la tecnologia 3D e girato dal regista Paolo Modugno, e nello stesso anno il lancio di Totò Sapore e la magica storia della pizza, il vero franchise che ha vita ancora oggi è quello nato dalla mente di Iginio Straffi e prodotta da Rainbow in co-produzione con Rai e Nickelodeon: si tratta della serie animata Winx Club, trasmessa in prima TV su Rai 2 il 28 gennaio 2004.

Il successo della serie TV, distribuita in circa 150 paesi, ha concorso alla realizzazione di un vero e proprio franchise, al quale appartengono un omonimo fumetto, una trilogia di film d’animazione in CGI, svariati live show, un parco a tema e un ampio reparto di merchandising, senza dimenticare la serie tv Netflix. Abbiamo di fronte forse l’unico vero brand in grado di aver portato “l’italianità” nel mondo, non solo per quantità e qualità di contenuti, ma anche per longevità del prodotto stesso, ma non scevra da accuse di stereotipizzazione del femminino.

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Winx Club è stato accusato di veicolare un’immagine sessista direttamente a un pubblico di bambine, un’accusa mossa in particolare dalla scrittrice Loredana Lipperini nel libro Ancora dalla parte delle bambine e dalla semiologa Giovanna Cosenza. Le due donne hanno criticato in particolare l’eccessiva magrezza delle fatine alate, il loro corpo “iper femminile” e dai connotati sessuali accentuati, ma soprattutto il montaggio delle sequenze sceniche che attira spesso lo sguardo sulle parti più intime del loro corpo.

Non solo, la critica era nata anche nel documentario di Lorella Zanardo, Il corpo delle donne, dove si analizza la rappresentazione mediatica del corpo femminile nella televisione italiana. Ma se volessimo spezzare una lancia nei confronti delle Winx, possiamo dire che questa rappresentazione distorta sarebbe propria anche di cartoni animati più a target maschile, come i Gormiti, sbarcati in TV con una serie animata nel 2008.

Pinocchio_Roberto_Benigni

Dopo questo grande exploit, gli anni Dieci hanno visto “solo” il Pinocchio del 2012 con D’Alò, proponendo l’adattamento animato del sopracitato Le avventure di Pinocchio, da non paragonare solo con la versione Disney, ma anche con quella live action di Benigni, accanto ad altri titoli come Gatta Cenerentola (2017), che si distingue per originalità all’interno del panorama dell’animazione tricolore, e La famosa invasione degli orsi in Sicilia (2019), adattamento dell’opera di Buzzati grazie a Mattotti.

Rimani aggiornato anche sui live action Disney nel nostro articolo dedicato e costantemente aggiornato!

Siamo dunque di fronte a un panorama che ha saputo raccontare tante storie, parecchie delle quali sono però rimaste entro i confini nazionali e hanno avuto dunque non poche difficoltà nello sbarcare il lunario. Motivo per cui a maggior ragione, ci attendiamo grandi cose da un regista già presente nei credits di titoli del calibro di Ratatouille, Up e Coco.

Se la storia qui brevemente tracciata ha delineato uno scenario forse spesso arretrato nelle tecniche di realizzazione e nella resa finale, e tendenzialmente arroccato sulla trasposizione su schermo di racconti che hanno già visto la luce, è tempo di ribaltare questa situazione e portare l’Italia nel mondo, ancora una volta, confidando nella prossima produzione Pixar che farà conoscere il territorio ligure al mondo intero.

Recuperiamo il libro Ancora dalla parte delle bambine, accanto a Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, il DVD La Gabbianella E Il Gatto e l’ultima fatica di Benigni, Pinocchio, in DVD e Bluray.