Cinema e Serie TV

Live action Disney: tutti i film usciti al 2020

Quali sono i live action Disney disponibili? Quali trasposizione dal cartoon al “reale” o al digitale hanno avuto successo e quali invece sono state una delusione?  Nonostante si pari di cartoon o di film dei Classici Disney son piene le sale cinematografiche. Lo abbiamo vissuto pochi mesi fa con Aladdin, lo stiamo vivendo ora con Il Re Leone, lo vivremo di nuovo a breve con Lilli e il Vagabondo e Mulan.

Ormai è un fatto assodato: la casa madre fondata dal padre delle storie che fanno sognare grandi e piccini da generazioni, stanno riproponendo uno dopo l’altro i lungometraggi dedicati ai titoli riconosciuti a livello mondiale, grazie a una puntuale traduzione in una miriade di lingue e in altrettanti libri, album da colorare e chissà quante altre versioni narrative diverse. Una cosa è certa: squadra che vince, non si cambia. Per quanto possa variare la modalità e il linguaggio narrativo utilizzati, se la storia rimane imperitura nel tempo, la base di partenza è già significativa.

Update Aprile 2020

Il periodo non è dei migliori, nel mondo dell’entertainment. Come tutti sappiamo, parecchi film in uscita nelle sale cinematografiche sono stati rimandati o perfino cancellati. Quest’ultimo non è il caso di Mulan, il live action di cui vi parlavamo in un precedente update e previsto in uscita fine marzo. L’uscita del titolo è attualmente riprogrammata al 24 luglio 2020, in un periodo che ci auguriamo sia decisamente più tranquillo di quello che stiamo vivendo e che ci consenta di tornare in sala.

Update Marzo 2020

Nonostante il periodo davvero difficile che si sta vivendo a livello praticamente planetario, o quasi, anche il mondo della cinematografia ne sta risentendo parecchio, ma non tutto è perduto. Consoliamoci con una buona notizia che riguarda i classici Disney, ultimamente soggetti a una serie di ritorno sugli schermi grazie ai live action che la casa madre sta sfornando. Questa volta si tratta di Lilli e il Vagabondo, remake prodotto nel 2019, diretto da Charlie Bean e scritto da Andrew Bujalski e Kari Granlun, uscito solo pochi giorni fa sulla piattaforma streaming Disney Plus. Al momento infatti la magica storia dei due cagnolini può essere rivissuta solo su questo servizio in abbonamento, ma come possiamo perderci il rifacimento del classico, uscito per la prima volta nel 1955 e narra le avventure del cocker e del bastardino, annoverati tra i più famosi cagnolini della storia del cinema.

Update Gennaio 2020

Nuovo anno iniziato… ed ecco le novità previste da Disney per i live-action in arrivo o annunciati!

Mulan – (Marzo 2020)

Previsto in arrivo il 26 marzo 2020, la storia dell’eroina nata nell’estremo oriente torna a farci vivere le avventure di Mulan, interpretata da Liu Yifei, la quale ha dato il volto a una valorosa combattente dell’esercito comandato dall’imperatore cinese. L’ennesimo live action tratto dall’originale cartone animato del 1998 si appresta a popolare i grandi schermi delle nostre sale, cercando di fare breccia tra colori, combattimenti e atmosfere orientali: riusciranno a creare un ottimo effetto nostalgia nel cuore di chi ben conosce il cartone animato? Sarà un’altra croce e delizia per i fan come l’edizione 2019 de Il re leone? Non ci resta che attendere un paio di mesi e vedere da vicino il risultato della regia di Niki Caro.

Cruella (2021)

Dopo la posticipazione dell’uscita del nuovo film dedicato a una delle classiche figure delle “cattive” Disney, siamo sempre più incuriositi dalla performance di Emma Stone nel prossimo live action Cruella, la famigerata cacciatrice di dalmata de La carica dei 101. Dalla regia di Craig Gillespie, il film recupera le origini di uno dei villain che abbiamo progressivamente “perso per strada”, andando a rispolverare una storia sicuramente classica e molto famosa, ma sulla quale si sono ormai posate le polveri del tempo trascorso. Dobbiamo però attendere parecchio per vedere la bella Stone nei panni, o meglio nella pelliccia, più temuta dai cani Disney.

Peter Pan e Wendy (2020)

Tornare all’Isola-che-non-c’è? Perché no! Il bambino che non voleva mai crescere torna sugli schermi in un live action Disney ancora in lavorazione e dal titolo Peter Pan e Wendy, una lieve variazione sul tema che potrebbe stare a indicare una maggiore presenza nella storia della protagonista femminile, ma senza dimenticare che si tratta anche del titolo originale del romanzo di J. M. Barrie. Il titolo sembra voler dare anche spazio a Giglio Tigrato, la nativa americana descritta come una provetta cavallerizza e brava tiratrice d’arco, guerriera che protegge l’Isola che Non C’è e i Bimbi Sperduti dal malvagio Capitan Uncino. Sembrano esserci quindi dei presupposti interessanti per capire di più su quanto frulli in testa a David Lowery e Toby Halbrooks, rispettivamente regista e sceneggiatore; potrebbe probabilmente sbarcare sulla piattaforma streaming Disney +, dal 31 marzo in Italia, ma non ci sono ancora notizie rilevanti e definitive in merito.

Film Live action Disney

Alla luce degli ultimi film usciti in sala, e al netto delle considerazioni circa la quantificazione del loro successo in termini di biglietti venduti al botteghino, vi sono altri aspetti formali da tenere in considerazione. Primo fra tutti, la trasposizione sempre più costante e quasi accanita in live action dei capolavori Disney, originariamente ideati in forma di cartoni animati. La spasmodica ricerca di questo passaggio in termini tecnici, e talvolta anche contenutistici, a cosa sta portando? Quali sono i riflessi sui prodotti e sulla conseguente percezione che il pubblico ha di questi? Prima di provare ad avanzare ipotesi in questo senso, è bene recuperare la cronologia dei film live action Disney, per aiutarci ad avere una visione d’insieme il più completa possibile.

Mowgli – Il libro della giungla (1994)

Mowgli - Il libro della giungla

Primo fra i live action Disney ad essere apparsi in sala, l’esordio di questa nuova tipologia di lungometraggio trova le sue radici nel lontano 1994, a un quarto di secolo trascorso finora, con una delle storie più esotiche e antiche del guazzabuglio letterario e narratologico delineato negli ultimi centocinquant’anni di letteratura. Mowgli – Il Libro della giungla veniva interpretato da un giovane Jason Scott Lee, nei panni di quel bimbo rimasto orfano a soli cinque anni e immaginato da Rudyard Kipling al declino del diciannovesimo secolo, tra animali selvaggi e feroci accanto a umani dal cuore (non sempre) d’oro. Il primo lungometraggio in live action ha così aperto una strada dapprima battuta con sospetto e in modo guardingo, per poi sfociare in una produzione sempre più ricca e una lista decisamente lunga, che prevede anche diversi rifacimenti di questo stesso titolo.

VOTO METACRITIC: n/d
VOTO ROTTEN TOMATOES: n/d

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La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera (1996)

In realtà la magia non è stata molto vera, stando a considerare i voti di pubblico e critica nei confronti della prima trasposizione live action Disney della tenerissima Carica dei 101. Se da un lato l’interpretazione del personaggio di Crudelia Demon da parte di Glenn Close è stata simbolica e ben combacia con l’originale, dall’altro ci sono state diverse falle nel film, a partire dalla minore importanza attribuita ai cuccioli di dalmata e alle loro vicende (chi non ricorda con commozione e affetto il piccolo dalmata nella neve che esclama esausto “Sono stanco e ho fame, ho la coda gelata, e il naso gelato, e le orecchie gelate, e i piedi gelati”?). Il problema della parziale o quasi totale spersonalizzazione dei protagonisti o di una minore efficacia nella resa emozionale delle battute, spesso dovute a effetti speciali e mimica ben riproducibili nei cartoon, un po’ meno nell’uso di animali e persone reali, è un fatto riscontrato diverse volte nei film anche successivi a questi primi esperimenti…

VOTO METACRITIC: 49 – UTENTI: 6.0
VOTO ROTTEN TOMATOES: 39% Tomatometer: UTENTI: 40%

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La carica dei 102 – Un nuovo colpo di coda (2000)

…non migliorati nei quattro anni che hanno separato il primo film dal secondo live action Disney: La carica dei 102. Questa volta si tratta di una storia originale, che nulla aggiunge al film sui 101, se non il centoduesimo cucciolo necessario per guarnire la nuova pelliccia di Crudelia con un cappuccio. Si accentuano ancora i toni caricaturali e lo humour greve ma con qualche precauzione animalista: diverse citazioni e un’avvertenza finale cerca di prevenire dall’olocausto di dalmata, fenomeno che seguì l’uscita del primo episodio nel 1996, per ricordare un fenomeno di vent’anni fa che nulla poteva suscitare se non scalpore e, volendo, disgusto di fronte a un comportamento inaccettabile. Glenn Close si riconferma per quello che sa essere, affiancata da un Gérard Depardieu che sa fare coppia con la prima, ma la somma non è riuscita a fare il totale, nemmeno stavolta.

VOTO METACRITIC: 35 – UTENTI: 5.0
VOTO ROTTEN TOMATOES: 31% Tomatometer: UTENTI: 32%

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Alice in Wonderland (2010)

Saprà far tornare i conti fra i live action Disney allora la tenera biondina persa nella tana del Bianconiglio? Passa un decennio e il silenzio sui live action viene rotto da una storia visionaria di per sé e da questi tratti accentuati da un cast e una colonna sonora scelti con una certa cura, abbastanza per migliorare il risultato rispetto ai titoli precedenti, ma ancora nulla a che vedere o quasi con la successiva proliferazione. Alice in Wonderland esce nel 2010 portando sullo schermo un Johnny Depp che sveste i panni del pirata e torna tra le braccia di Tim Burton, diventando così un personaggio quasi più iconico della stessa Alice e una colonna sonora firmata da Avril Lavigne che sa interpretare l’atmosfera della pellicola, ma il vero punto debole è stata l’uscita della pellicola a breve distanza da Avatar e dal fenomeno che si era rivelato essere all’epoca. Emerge dalle acque ferme della produzione di questa tipologia, ma ancora non si respira sufficiente ossigeno.

VOTO METACRITIC: 53 – UTENTI: 5.8
VOTO ROTTEN TOMATOES: 51% Tomatometer: UTENTI: 55%

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Maleficent (2014)

Si prende un po’ più quota con l’arrivo di una (non troppo) trasfigurata Angelina Jolie nei panni della perfida Malefica nella storia che prende spunto dalla fiaba de La bella addormentata nel bosco e fa suo il punto di vista dell’antagonista per eccellenza. La “signora del male”, il cui ritorno è previsto proprio in ottobre 2019, si presenta tra le musiche maleficamente conturbanti di Lana del Rey, aprendo il sipario su un personaggio che sa tenere le redini dell’attenzione del pubblico, guadagnandosi così l’apprezzamento significativo rispetto a quanto fatto finora. Non privo di difetti, Maleficent riesce a dare lustro e un po’ più di vigore alla produzione Disney, che ne esce un po’ più rincuorata, speranzosa e fiduciosa nei confronti delle successive lavorazioni che decide di mettere in cantiere.

VOTO METACRITIC: 56 – UTENTI: 6.8
VOTO ROTTEN TOMATOES: 53% Tomatometer: UTENTI: 70%

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Cenerentola  (2015)

Dal “dark side” a quello opposto, è parso un attimo. Dai fumi verdastri e velenosi della magia nera si passa al candore e al sogno principesco di Cenerentola, riscoprendo i toni fiabeschi e paradisiaci di una storia romantica e senza tempo. La scarpetta di cristallo più famosa della storia ha saputo davvero riscaldare i cuori di audience e critica, ottenendo apprezzamenti senza precedenti grazie alla presenza sullo schermo di una infallibile Cate Blanchett, matrigna algida e impeccabile di Ella, incarnata nella giovane rivelazione di Lily James. Unire il talento di un cast elegante e ben combinato, con una nuova partecipazione di Helena Bonham-Carter, e tenuto insieme dalla regia raffinata di Kenneth Branagh, attore e regista dallo stile britannico che ha saputo regalarci un live action Disney degno di nota.

VOTO METACRITIC: 67 – UTENTI: 7.5
VOTO ROTTEN TOMATOES: 85% Tomatometer: UTENTI: 78%

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Il libro della giungla (2016)

Anni d’oro per Disney. Applausi scroscianti dalla platea in piedi per congratularsi con un nuovo lungometraggio, dalla riuscita ancora migliore di quello precedente. Le vette raggiunte sono sempre più alte con il nuovo remake de Il libro della Giungla, uscito nel 2016 con il piccolo Neel Sethi che riesce a far commuovere e intenerire anche il cuore più duro, circondato dalla banda di animali migliore che ci sia. La Disney torna con un suo grande classico, stavolta mantenendo il film d’animazione come punto di riferimento costante, ma inserendo anche delle piccole variazioni che non stravolgono brutalmente la trama. Il realismo immaginario proposto nel film è ben amalgamato da una scrittura e una tecnica che si accompagnano bene, volando sempre più in alto nelle classifiche della critica e nelle vendite al botteghino.

VOTO METACRITIC: 77 – UTENTI: 7.5
VOTO ROTTEN TOMATOES: 95% Tomatometer: UTENTI: 86%

Alice attraverso lo specchio  (2016)

Come Icaro ha volato troppo in alto, anche per la Disney si sono sciolte abbastanza in fretta le ali che hanno trasportato così in alto la produzione, e di conseguenza il pubblico. Alice torna qualche anno dopo la sua prima avventura, cresciuta (forse un po’ troppo) e con qualche sbandata eccessiva nel percorso su cui prosegue la sua avventura, stavolta scritta dalla regia di James Bobin. Un’eredità grossa, quella che gli è stata affidata da Burton, e che ha saputo gestire a fatica, come ha dimostrato nel difficile avanzamento della vicenda in questo nuovo capitolo. Se consideriamo Alice in Wonderland come punto di partenza della nuova fase contemporanea dei remake Disney, questo secondo step della storia visionaria è in realtà un evidente scivolone verso il baratro, dovuto a una commistione di linguaggi e prese in prestito da altri film che ben poco hanno avuto a che fare con l’universo immaginato da Lewis Carrol. Una battuta d’arresto piuttosto brusca per la sequela di live action che stava finalmente vivendo un periodo davvero interessante.

VOTO METACRITIC: 34 – UTENTI: 5.9
VOTO ROTTEN TOMATOES: 29% Tomatometer: UTENTI: 48%

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La bella e la bestia  (2017)

Svestendo i panni di Hermione Granger, la Bella Emma Watson è riuscita nell’intento di incarnare la giovane fanciulla che ha saputo guardare oltre le apparenze di una Bestia inguardabile ai più, ma dal cuore d’oro. Nel 2017 esce La Bella e la Bestia, la tradizionale storia romantica che ancora una volta ha incantato grandi e piccini sul grande schermo. Una produzione firmata dalla regia di ci porta in un film dallo storytelling fresco e in grado di sprizzare la bellezza fanciullesca di una storia dai buoni valori etici e morali, dalla capacità di aprire gli occhi del cuore e andare oltre le apparenze, come ci insegnerebbe anche il buon Piccolo Principe. Al fianco di Dan Stevens, la bella coppia di attori ha fatto sognare famiglie intere nel rivivere una delle storie più iconiche e affascinanti, riuscendo a fare breccia nel cuore del pubblico. “Stia con noi” è il motto davvero adeguato a questo ritorno allo splendore dei film Disney, grazie a un lungometraggio che desidera riportare in alto il livello d’attenzione del pubblico e tornare a far puntare su di sé le luci dei riflettori e (incrociando le dita) della ribalta. Un live action Disney di successo.

VOTO METACRITIC: 65 – UTENTI: 6.7
VOTO ROTTEN TOMATOES: 71% Tomatometer: UTENTI: 80%

Ritorno al Bosco dei 100 Acri (2018)

Come Alice è cresciuta nel tempo, anche il piccolo amico dell’orsetto goloso di miele ha trovato lavoro e messo su casa e famiglia, portandosi con sé i segni del tempo di un adulto spento e troppo preso dalle faccende lavorative. Ritorno al Bosco dei 100 Acri è una pennellata agrodolce della vita adulta raffrontata a quella bambina e spensierata, dove Ewan McGregor, già camerlengo in Angeli e demoni, ora padre di famiglia, ritrova Pooh e tutta la banda, passando il testimone in parte alla figlia. Proprio l’orsetto golosissimo di miele e non troppo perspicace sa compensare questa sua mancanza con tenerezza e goffaggine che lo rendono amorevole agli occhi della platea, lui come tutti gli altri della compagnia del Bosco dei 100 Acri, mostrando di avere “stoffa” per l’avventura, nel vero senso della parola. Proprio il coraggio di questi peluches e la loro capacità di risvegliare l’animo bambino anche nel più arido cuore, hanno meravigliato di nuovo il pubblico, con tanto amore e sincerità, grazie anche a una perfetta resa tecnica dell’inserimento dei pupazzi (in)animati in un contesto umano con un’alta dose di naturalezza. Sicuramente un ulteriore passo in avanti per i live action Disney alla conquista di pubblico e mercato.

VOTO METACRITIC: 60 – UTENTI: 7.4
VOTO ROTTEN TOMATOES: 73% Tomatometer: UTENTI: 83%

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Dumbo (2019)

La magia però si perde nel 2019, con un altro tuffo al cuore e una nuova deviazione sul percorso che sembrava tornare diritto e senza intoppi intrapreso dai live action Disney. Dumbo e Tim Burton. Un’accoppiata che non è riuscita a fare il botto probabilmente atteso dalla Disney. Non parliamo di certo di un risultato scarso come certe cadute di stile del passato, ma è stato triste vedere un’opera di Burton riuscire male nell’intento di far riaffiorare alla memoria del pubblico una storia sì commovente, ma qui mal riuscita. Personaggi poco incisivi, un melting pot davvero caotico e caleidoscopico di macchiette mai del tutto approfondite balzano sullo schermo ovunque, segnando così in maniera definitiva uno dei problemi che il pubblico comincia a riscontrare in film dove ci sono soprattutto gli animali a recitare la parte dei protagonisti principali: non si riesce a fare centro. Nel caso di Dumbo, probabilmente la ricezione non è stata al massimo delle aspettative, poiché porta su di sé la firma di Tim Burton e ci troviamo di fronte invece a una favola quasi infantile e lontana dal calibro delle sue capacità. Bene, ma non benissimo: cominciano a farsi sempre più evidenti le spaccature dell’opinione pubblica circa la tendenza in crescendo della produzione dei live action Disney, e più forti i toni di chi comincia a mal tollerarli.

VOTO METACRITIC: 51 – UTENTI: 6.0
VOTO ROTTEN TOMATOES: 47% Tomatometer: UTENTI: 50%

Aladdin (2019)

Stesso anno, problemi simili anche per il successivo live action Disney. Will Smith sì, Will Smith no. Jafar non è cattivo, Aladdin e Jasmine sono così carini. Uno degli ultimi regali che Disney ci ha sfornato sono proprio le ambientazioni esotiche in stile Mille e una notte, portandoci in volo su un tappeto magico tra le strade di Agrabah e creando scompiglio davvero nella ricezione di pubblico e critica. Se le opinioni divergenti e non molto ben promettenti si erano già sollevate all’uscita del trailer, seguendo l’intera pellicola abbiamo avuto a che fare con un cast di volti non troppo noti, eccezion fatta per il principe di Bel Air alias Will Smith, che ha magistralmente tenuto alto il mood del film con la sua carica adrenalinica, ma senza oscurare il resto dei personaggi. La bella sorpresa di Aladdin è la capacità di rimanere aderente davvero all’originale, fatto salvo per qualche battuta e qualche parola nei brani della colonna sonora, ma al netto di qualche modifica, l’atmosfera brillante e calda delle notti d’oriente non è tramontata.

VOTO METACRITIC: 53 – UTENTI: 6.7
VOTO ROTTEN TOMATOES: 57% Tomatometer: UTENTI: 94%

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Il re leone (2019)

Ultimo – per ora – live action Disney arrivato sul grande schermo. “La cena è servita. Stia con noi!” non è propriamente la battuta che ci aspettiamo in questo lungometraggio. I fan più attenti sanno che ci stiamo riferendo a qualche film citato poco sopra, ma Jon Favreau ha deciso di creare piccoli crossover di questo tipo che sono come balsamo per l’animo dei fan, piccole perle inaspettate che impreziosiscono un lavoro dall’opinione nuovamente divergente. Una delle critiche maggiormente mosse contro quest’ultimo lavoro in live action riguarda l’espressività dei personaggi, qui decisamente più esigua e poco marcata rispetto all’originale, dove gli sguardi e le movenze degli animali della Savana erano decisamente tutt’altra poesia, “tutta frenesia”. La partecipazione a Marco Mengoni ed Elisa nella colonna sonora della versione italiana è riuscita a fare bella figura e dare un tono con la propria personalità a un film che in diverse sequenze sembra una puntata di Superquark, nel bene e nel male.

VOTO METACRITIC: 55 – UTENTI: 6.8
VOTO ROTTEN TOMATOES: 53% Tomatometer: UTENTI: 88%

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Le questioni che hanno diviso il pubblico sono davvero parecchie, come abbiamo avuto modo di notare, primo fra tutti il tema “trasposizione o non trasposizione”: i puristi della tradizione Disney non stanno vedendo di buon occhio questa moda, ormai sempre più fuori controllo che ambisce a rimettere le mani in pasta e sfornare nuove versioni di storie che hanno fatto la storia dell’infanzia di buona parte del pubblico contemporaneo.

Live action Disney: si o no?

La questione ha cominciato a dividere il pubblico, tra coloro che proprio non sopportano di vedere nuove trasposizioni del cartone animato “di una volta” in un live action, considerato più “sterile” e meno espressivo, e coloro che invece si aprono anche a questa opportunità di vedere concretizzarsi sullo schermo quelle che una volta erano solo figure animate. Se per buona parte dell’audience quindi si parla di mero “copia e incolla” mal riuscito degli originali, d’altro canto c’è chi sostiene che una reinterpretazione nei live action Disney sia d’uopo e che non si possa pretendere di rivedere la stessa versione del cartone animato, ma al contempo la vera domanda sta a monte. In molti si interrogano se esista davvero questa necessità impellente di riportare sullo schermo i classici Disney. Le risposte sono molteplici e possiamo ipotizzarne diverse: da un punto di vista economico, la produzione di questi titoli porta incassi bene o male garantiti, al netto dell’opinione di critica e pubblico.

In secondo luogo, non sempre i linguaggi cambiano o le avventure vengono attualizzate, così come bisogna tenere conto del fatto che, da un lato, un’effettiva riproposizione della storia identica all’originale potrebbe essere tacciata di mancanza di inventiva, sperimentando così nuove tecniche di animazione e nuove visioni del cinema. Una risposta però che ci sentiamo di dare a coloro che mal sopportano questa linea di produzione in live action è che probabilmente non è corretto fare paragoni tra le due versioni, in quanto si tratta di due dimensioni creative e simboliche diverse.

Considerando che tra le prossime recenti uscite dei live action Disney è previsto anche Lilli e il Vagabondo, prendiamo il caso della rielaborazione dei protagonisti animali: è effettivamente difficile fare sì che l’espressività dei cartoni animati sia pari a quella in live action. La finzione permette di creare espressioni, movenze ed energia che in un live action che si rispetti è difficile ricreare.

Se invece ponessimo la questione sul lato del rispetto di battute, citazioni e testi delle canzoni, la scelta di non rispettare pedissequamente le versioni originali può rientrare nell’ottica di ridare al pubblico un prodotto totalmente privo di creatività alla base, a meno che le variazioni non modifichino il senso vero e proprio del contenuto. Live action o cartone animato dunque? A quale team sentite di appartenere di più?