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Mission: Impossibile e altre indimenticabili serie action

Pagina 1: Mission: Impossibile e altre indimenticabili serie action

Arriva finalmente nei cinema nostrani il nuovo, attesissimo capitolo della serie Mission: Impossible, vero e proprio caposaldo del genere action, con quel tocco di contaminazioni da spy story tale da renderlo un successo.

Mission: Impossible Fallout è al cinema, e noi lo abbiamo già recensito per voi! 

Che amiate o meno Tom Cruise, è innegabile che il suo Ethan Hunt sia diventato, col tempo, uno dei grandi personaggi del cinema moderno, complice una serie di film la cui fascinazione per lo stunt estremo è diventata uno dei suoi grandi selling point.

Il suo ritorno al cinema, per altro accolto in modo estremamente positivo da botteghino e critica, ci ha quindi fatto ritornare la voglia per il cinema di genere, per l’action coniugato, più o meno in tutte le salse, attraverso alcune indimenticabili serie del cinema.

Poiché sarebbe difficile tracciare in modo dignitoso una lista che comprenda davvero tutti i generi, abbiamo è scelto di fare riferimento solo ai film della frangia più “realistica”.

Motivo per cui, ad esempio, non troverete in lista né Matrix, né Terminator.

Mission: Impossibile

Partiamo proprio da Mission: Impossible, brand nato nel lontano 1966 su ideazione di Bruce Geller, talentuoso sceneggiatore e regista che ha portato avanti il progetto sino alla sua definitiva chiusura, avvenuta nel 1973.

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Mission: Impossible nasce infatti come serie televisiva, tant’è che la serie di Tom Cruise può a tutti gli effetti essere considerata una sorta di reboot, se non anche un sequel per ciò che concerne il primo film.

Il selling point della serie, sia in cinema che in TV, era dunque quello dello spionaggio, cercando di riprendere la fascinazione per le spy stories nate in seguito all’avvento della Guerra Fredda.

Non è poi da sottovalutare l’influenza dell’allora nascente brand di 007, che dal 1962 (Licenza di Uccidere) aveva portato al cinema già 4 film di successo, praticamente uno all’anno.

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Paramount, che deteneva i diritti del franchise, e che da sempre avrebbe voluto portarlo al cinema per controbattere, ancora una volta, al brand di 007, trovò quindi in Tom Cruise (fan sfegatato della serie televisiva), il compagno perfetto per avviare la produzione.

Senza Cruise, non solo come attore ma anche come revisore della sceneggiatura e co-produttore, Mission: Impossible probabilmente non sarebbe mai nato. Anzi, è proprio al carisma attoriale di Cruise, e alla sua volontà di restare in qualche misura attinente alla serie originale, che il film incontrò il successo.

Nonostante le critiche dei fan della vecchia serie televisiva, Mission: Impossible fu un successo istantaneo tanto di critica, quanto di pubblico. Sebbene la consacrazione del brand avvenne solo con il passaggio di testimone da Brian De Palma al più esagerato John Woo, che diresse ad arte Mission: Impossible 2.

La serie decollò, e con esso la carriera di Tom Cruise, che già con il primo film ottenne un budget circa 5 volte superiore al suo cachet medio (70 milioni di dollari, a fronte della sua paga media di appena 15 milioni).

Il successo fu tale che ad oggi Mission: Impossibile è il 18° franchise più lucroso della storia, con oltre 3 miliardi di dollari per un totale con i precedenti sei film.