Libri e Fumetti

Robin – la spalla di Batman e la sua legacy

Il nome di Batman è associato a tantissimi aspetti della cultura pop dai fumetti, al cinema, alle serie TV e ai videogiochi. Ognuno di noi ha il “proprio” Batman eppure c’è qualcosa che accomuna la presenza del Cavaliere Oscuro nell’immaginario comune: Robin, il Ragazzo Meraviglia e sua spalla.

In occasione dei suoi primi 80 anni riviviamo il percorso di un eroe che da semplice sidekick si è trasformato in un eroe a tutto tondo tracciando il percorso per una legacy che ancora è viva e vitale più che mai e che la leggenda vuole ispirò la concorrenza a dare ad un eroe teenager la propria testata, eroe che diverrà poi il simbolo di quella stessa concorrenza, ma questa come si suol dire è un’altra storia.

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Le Origini di Robin

Come tutti sappiamo su Detective Comics #27 – pubblicato il 30 marzo 1939 ma con data in copertina di maggio 1939 – debuttò Batman e con il suo debutto la testata, che inizialmente era antologica come si usava all’epoca, iniziò velocemente a indirizzare i suoi contenuti verso il nascente genere supereroistico abbandonando le influenze pulp e hard-boiled dei personaggi che fino ad allora ne avevano occupato le pagine come Slam Bradley o Speed Saunders.

Anche Batman iniziò a mutare con alcuni cambiamenti evidenti – primo fra tutti l’abbandono delle pistole con cui si equipaggiava nelle primissime avventure – e iniziò a codificarsi il suo mito con le origini narrate sul Detective Comics #33 tuttavia ad un anno circa dal suo debutto bisogna già intercettare il gusto di un pubblico in rapida ascesa.

Per attrarre un pubblico giovane la DC pensò bene di dotare il Cavaliere Oscuro di una giovane spalla, un teenager con cui proprio i lettori più giovani potessero identificarsi: su Detective Comics #38 – pubblicato il 6 marzo 1940 ma con data in copertina di aprile 1940 – debutta quindi Robin.

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  • Potete leggere questa seminale storia su svariati volumi e albi italiani: Batman (Glenat) # 11, Glénat (Feb 1993), Gli Archivi di Batman # 2, Play Press (Dic 1996), Classici del fumetto (Bur) # 16 – Batman, Rizzoli (Mar 2001), Batman Chronicles # 1, Rw Lion (Dic 2012), Batman Speciale Vita di Robin # 1 – Vita di Robin, pt 1, Rw Lion (Set 2013), Le Grandi Storie Deluxe # 2 – Batman, Rw Lion (Nov 2017)

Introdotto da Bill Finger e Bob Kane, le menti dietro la creazione di Batman, Robin debuttò con un costume e un look completamente differenti dal suo mentore. Il suo nome era ispirato originariamente non al pettirosso, uccello a cui nel corso degli anni verrà associata la sua iconografia, ma al classico Robin Hood al quale Jerry Robinson – mente dietro alla creazione di Joker – si ispirò sia per il nome sia per il costume “medievale” ripreso da una versione del libro in suo possesso illustrata da N. C. Wyeth.

In pochi mesi le vendite di Batman e Detective Comics raddoppiarono e Robin inaugurò un nuovo proficuo filone narrativo da esplorare per gli eroi DC: i giovani sidekicks.

La popolarità di Robin fu così repentina che la casa editrice fu costretta ad inserire addirittura delle avventure in solitaria, le prime in assoluto, del Ragazzo Meraviglia nella antologica Star Spangled Comics a partire dal #65 – data di copertina febbraio 1947 – e fino al #130.

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Dick Grayson  – Il primo Ragazzo Meraviglia

Le origini di Dick Grayson sono rimaste pressoché invariate nel corso dei suoi 80 anni di vita fatta eccezione per qualche piccolo intervento di ret-con che però non ha di fatto inficiato la sua mitologia.

Dick è un giovanissimo artista circense e membro della famiglia di acrobati nota come “I Grayson Volanti”. Il mafioso Tony Zucco sabotò il trapezio con cui i Grayson si sarebbero dovuti esibire, come monito al circo stesso per non aver pagato la “protezione”, causando così la morte dei genitori di Dick. Bruce Wayne, assistendo inerme nel pubblico alla tragedia, decide di adottare il giovane Dick e convogliare la sua sete di giustizia nella lotta al crimine. Dopo un periodo di addestramento Dick viene presentato come il più giovane membro della famiglia di acrobati conosciuti come “i Grayson Volanti”; la sua vita cambiò tragicamente quando vide i suoi genitori essere uccisi dal mafioso Tony Zucco, che li fece precipitare sabotando il trapezio durante uno spettacolo per estorcere denaro al circo in cui lavoravano.

Bruce Wayne, che aveva assistito al delitto, decise di prenderlo con sé come pupillo in modo da convogliare la sua sete di vendetta verso la giustizia. Seguì un periodo di duro addestramento e il successivo debutto come Robin.

I Teen Titans e la nascita di Nightwing

Il filone narrativo dei sidekicks troverà in Robin un importante catalizzatore culminando nell’esordio su The Brave and the Bold #54 – data di copertina luglio 1964 – dei Teen Titans una squadra che riunirà le altre giovani spalle come Aqualad, Kid Flash e Wonder Girl – il nome Teen Titans verrà però ufficializzato nel successivo The Brave and the Bold #60.

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Robin diventerà il leader di questa squadra ma qualcosa di clamoroso si presenta ai lettori su Batman #217 – data di copertina dicembre 1969 – perché Dick Grayson era cresciuto in oltre 20 anni di pubblicazioni e finalmente si era diplomato! Per Dick e quindi anche per Robin si tratta di abbandonare Gotham per la prestigiosa Hudson University: per la prima volta Batman si ritrova senza spalla mentre Dick vive le sue avventure in solitaria – in appendice alla storica Detective Comics – e in compagnia proprio dei Teen Titans.

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Altro punto di svolta per Dick Grayson è rappresentato dal rilancio dei Teen Titans, con il nome The New Teen Titans, nel 1980. Questa nuova versione della squadra di ormai ex-sidekicks è uno dei più grandi successi della DC del periodo e culmina, per Dick, in Tales of the New Teen Titans #44 in cui l’identità di Robin viene accantonata in favore di Nightwing – personaggio della mitologia kryptoniana a cui Dick si ispira per la sua nuova identità segreta.

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Da Nightwing a Batman e ritorno!

Dick Grayson sarà Nightwing per tutti gli anni ’80 e fino al 1994 quando gli eventi della saga Prodigal lo porteranno ad indossare i panni del suo mentore diventando di fatto Batman!

La saga, famigliare ai lettori più addentrati del Cavaliere Oscuro, è il seguito della altrettanto famosa saga Knightfall in cui Bruce Wayne viene ferito quasi mortalmente da Bane e costretto a lasciare il suo manto ad Azrael. Dopo aver riacquistato l’uso delle gambe Bruce si impossessa nuovamente del manto di Batman scontrandosi prima contro Azrael stesso e poi contro Bane tuttavia, ancora convalescente sia dal punto di vista fisico che mentale, Bruce preferisce lasciare ancora per un po’ il manto di Batman scegliendo questa volta Dick: l’idea di legacy trova il suo perfetto compimento.

La saga non è stata mai raccolta in un unico volume in Italia – la trovate sul Batman spillato della Play Press e sulla collana Batman La Leggenda – fortunatamente è stata recentemente raccolta invece in volume negli USA con il titolo Batman – Prodigal. 

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Dick Grayson tornerà ad essere Nightwing circa un anno dopo ottenendo nel 1996 la sua prima serie regolare firmata da Chuck Dixon e Scott McDaniel che lo vedrà fra le altre cose trasferirsi da Gotham alla vicina Blüdhaven e dove diventerà anche un agente di polizia.

La serie, composta da 9 volumi più quello iniziale intitolato in maniera appropriata Nightwing Anno Uno, è stata pubblicata integralmente sia in italiano da Planeta DeAgostini che in inglese. Purtroppo molti dei volumi italiani sono esauriti e reperibili quindi solo nel mercato dell’usato sarete sicuramente più fortunati se deciderete di recuperare la serie in lingua con i volumi tutti disponibili come Nightwing Year One e Nightwing Vol. 1 – Blüdhaven.

Da Nightwing a Batman per la seconda volta…

Dick Grayson indosserà nuovamente il manto di Batman. Dopo gli eventi di Batman R.I.P e Crisi Finale, nel 2009, Grant Morrison realizza la sua personale versione del Dinamico Duo unendo il giovane Damian Wayne – il figlio di Batman introdotto all’inizio della sua gestione e divenuto Robin – con Dick nei panni di Batman e in quelle inedite di mentore.

Nasce così la serie Batman and Robin.

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Tuttavia anche questa volta Dick è destinato a restituire il manto di Batman a Bruce Wayne e riprendere quelle di Nightwing entrando nell’era New 52 dove sarà fondamentale il suo ruolo nella saga La Corte dei Gufi orchestrata da Scott Snyder e Greg Capullo.

…e da Nightwing ad Agente 37 e ritorno!

Per Nightwing però non c’è tregua e proprio nel bel mezzo dei New 52 è protagonista, o vittima, dell’evento Forever Evil. La sua identità viene rivelata al mondo e per lui si aprono le porte di una nuova missione finanziata sempre da Batman: infiltrarsi in Spyral, una organizzazione dedita allo spionaggio delle attività metaumane e non solo. Dick diviene Agente 37 con Tom King, Tim Seeley e Mikel Janin che confezionano una delle migliori serie degli ultimi anni e una delle migliori con protagonista lo stesso Dick che si trova più volte ad interrogarsi sul suo ruolo e sulla sua identità.

La serie è stata raccolta integralmente in italiano in due volumi Grayson di Tom King Volume 1 e Grayson di Tom King Volume 2.

Con il Rebirth, Dick Grayson torna a vestire i panni di Nightwing anche se sarà vittima, ancora una volta, degli eventi venendo ferito alla testa da Bane con le conseguenze che si stanno dipanando ancora nelle serie regolari batmaniane in corso di pubblicazione.

Jason Todd – il secondo Ragazzo Meraviglia

Pur essendo stato il primo Robin, e quello per antonomasia associato all’immaginario comune, Dick Grayson non è stato l’unico Ragazzo Meraviglia. Nel 1983 infatti, con una mossa editoriale rischiosa, la DC introduce in Batman #357 – data di copertina marzo 1983 – Jason Todd che, con origini pressoché identiche a quelle di Dick, diventa ufficialmente Robin in Batman #366 – data di copertina dicembre 1983.

Jason Todd, creato da Gerry Conway e Don Newton, viene accolto tiepidamente dai lettori e l’evento Crisi sulle Terre Infinite è l’occasione per rilanciare il personaggio. Con le origini e gli avvenimenti che riguardavano Dick rimasti invarianti, le origini di Jason vengono rimaneggiate in maniera radicalmente differente: un ragazzino di strada che viene sorpreso da Batman a rubare gli pneumatici della Batmobile come da iconica copertina di Batman #408 – data di copertina giugno 1987 – che apriva, fra le altre cose, le pubblicazioni Glenat in Italia dedicate a Batman nel settembre del 1992.

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Jason è un Robin molto diverso da Dick. Più impulsivo e ribelle del suo predecessore, incline alla violenza anche a causa delle origini che lo collocano in uno scenario di degrado di una Gotham mai così malfamata, Jason viene tenuto a fatica in riga da Batman.

È bene chiarirlo: Jason non fa breccia nel cuore dei lettori. La DC prende allora una decisione incredibile: far decidere ai lettori se farlo vivere o morire attraverso un sondaggio telefonico il cui risultato avrebbe deciso il finale della saga, divenuta fondamentale, Una Morte in Famiglia di Jim Starlin e Jim Aparo.

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Jason soccombe ucciso a colpi di piede di porco da Joker.

La morte e il ritorno come Cappuccio Rosso

L’evento segnerà profondamente Batman mentre Jason finirà nel “dimenticatoio” fino al 2002/2003 quando durante l’acclamatissima Batman: Hush viene fatto credere che Jason sia resuscitato cosa che è effettivamente accaduta. Jason Todd tornerà di lì a pochi mesi a Gotham sotto l’identità di Cappuccio Rosso per l’evento Giochi di Guerra di Judd Winnick e Doug Manhke fra gli altri, esaurita in italiano, ma disponibile in due volumi in inglese.

La nuova identità scelta non è casuale ed è un rimando al primo incontro fra Batman e Joker, e all’incidente che lo ha reso tale, tant’è vero che Jason rinfaccerà a Batman di non essere riuscito a salvarlo. La caratterizzazione di Jason, anche dopo la sua resurrezione, rimane sostanzialmente invariata ed è quella della proverbiale “pecora nera” della bat-famiglia.

Durante i New 52, Jason fonda gli Outlaws con Starfire e Arsenal (Roy Harper) sostituiti poi durante il Rebirth da Artemis e Bizzarro per una delle migliori serie che lo vedono protagonista e che vi consigliamo di recuperare magari in lingua originale dato che in italiano non è ancora stata raccolta in volume.

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Tim Drake – il Robin definitivo

Gli eventi di Una Morte in Famiglia sono la causa di una lenta ma progressiva discesa di Batman in una fase molto buia della sua carriera in cui vi è un totale rifiuto da parte del Cavaliere Oscuro di addestrare nuovi sidekicks. L’editor Denny O’Neil, già fondamentale scrittore batmaniano dalla fine degli anni ’60, decide comunque di tentare la fortuna e in piena batmania post-pellicola del 1989 introduce Tim Drake, personaggio creato da Marv Wolfman e Pat Broderick che omaggiano nella scelta del nome il regista Tim Burton, e che compare per la prima in Batman #436 – data di copertina agosto 1989.

Tim ha un ruolo importante sia nella saga Batman Anno Tre che nella successiva Un Luogo Solitario per Morire in cui indossa per la prima volta il costume di Robin – su Batman #442 con data di copertina dicembre 1989 per la precisione.

La gestione e la caratterizzazione di Tim sono da manuale e il personaggio si guadagna istantaneamente l’affetto e la stima dei lettori. Il ragazzo infatti è ossessionato da Batman e Robin, ne segue le gesta sin dal loro esordio come Dinamico Duo, ed era addirittura presente al circo quando i genitori di Dick furono uccisi. La connessione fra i personaggi incuriosisce i lettori e Tim arriva addirittura a presentarsi alla porta di Villa Wayne avendo dedotto, dopo anni di ricerche, che Bruce Wayne è Batman.

Ma Batman è molto, molto restio ad accettare Tim come Robin e lo sottopone ad un addestramento fisico durissimo che spinge al limite anche la sua intelligenza già fuori dalla norma. Eppure Tim passa a pieni voti le prove propostegli dal Cavaliere Oscuro divenendo uno degli alleati più preziosi e affidabili in saghe come Knightfall o Terra di Nessuno.

Il Robin definitivo e il primo con una sua serie regolare

Tim Drake è convinto che così come ci debba essere sempre un Batman a difendere Gotham, ci debba essere sempre anche un Robin perché se si dimostra che si può dare la caccia e uccidere la spalla di Batman, a morire è soprattutto il senso di giustizia.

Il successo del terzo Robin è tale che la DC decide di varare una testata a lui dedicata: è la prima volta in assoluto che un Robin ha una propria serie regolare. La serie, scritta da Chuck Dixon, è stata pubblicata integralmente in Italia da Planeta DeAgostini nella collana Universo DC in 6 corposi volumi in cui viviamo le sua avventure in solitaria e conosciamo fra le altre cose la sua famiglia, Tim infatti non è orfano come i suoi predecessori.

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Con il passare degli anni, così come già fatto da Dick, Tim evolve e si guadagna sempre più spazio prima come leader della Young Justice, scritta da Peter David, e poi come leader di una nuova incarnazioni dei Giovani Titani, scritta da Geoff Johns, in cui si incontrano la seconda e la terza generazione di sidekicks, le cui vicende sono raccolte in due volumi Giovani Titani di Geoff Johns Vol. 1 e Giovani Titani di Geoff Johns Vol. 2.

Ma non è tutto. Tim si affranca ben presto dalla figura di Robin non solo con un restyling del costume ma assumendo l’identità di Red Robin.

Durante i New 52 purtroppo Tim viene un po’ bistrattato non solo a causa di un costume davvero pessimo ma anche dell’incapacità di capitalizzare su quanto di buono fatto con il personaggio nei due decenni precedenti. Dovremmo attendere il Rebirth per ritrovare un Tim Drake riconoscibile dai fan di vecchia data grazie alla gestione di James Tynion IV di Detective Comics che è stato raccolto in volume anche in italiano: trovate QUI il Volume 1, QUI il volume 2 e QUI il volume 3.

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Attualmente Tim guida una nuova versione di Young Justice così come rimaneggiata da Brian M. Bendis.

Damian Wayne – Robin, il Figlio di Batman

Nel 2006 Grant Morrison prende le redini di Batman e porta alle estreme conseguenze il concetto stesso di legacy. Su Batman #655 introduce Damian, il figlio di Bruce Wayne concepito con Talia Al Ghul, la figlia del temibile Ras Al Ghul. Lo scrittore scozzese recupera quindi alcune storie di Neal Adams e Denny O’Neil realizzate negli anni ’70 e il graphic novel Son of the Demon di Mike W. Barr del 1987 raccolta nel volume italiano La Nascita del Demone.

Damien è stato creato in laboratorio, addestrato per essere il successore di Batman e un guerriero perfetto. Questo si traduce in un carattere tutt’altro che ben disposto nei confronti delle regole con cui Batman ha impostato la sua crociata contro il crimine e il rapporto fra padre e figlio – nella dualità fra Bruce e Damian e fra Batman il Dottor Hurt, il villain principale della sua gestione – è decisamente il filo conduttore del lavoro di Morrison.

Potete recuperare il primo incontro fra Batman e Damian in Batman e Figlio, primo volume che raccoglie la gestione di Grant Morrison sul personaggio.

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New 52 e Rebirth – lo sviluppo del personaggio

Per quanto Morrison abbia il merito di introdurre il personaggio, la sua sembra quasi una imposizione e una caratterizzazione appena abbozzata non contribuisce a rendere simpatico l’arrogante Damian ai lettori.

Bisognerà attendere i New 52 e l’arrivo dello scrittore su Peter J. Tomasi e del disegnatore Patrick Gleason sulla testata Batman and Robin per avere una cura migliore di questo nuovo Robin che diventa finalmente un personaggio tridimensionale grazie sempre al confronto/scontro con il padre che viene però messo sotto una luce diversa, più intima a tratti. La serie è assolutamente imperdibile e infatti è stata raccolta in un omnibus in lingua originale che la raccoglie in maniera integrale.

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Fra i New 52 e il Rebirth, Damian godrà anche di una serie regolare, poi di una miniserie e guiderà la sua personale versione dei Giovani Titani. Proprio in epoca Rebirth però il lavoro migliore è sempre firmato da Peter J. Tomasi ed è la serie Super Sons anch’essa raccolta integralmente in un omnibus in lingua originale.

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Nella serie Damian fa coppia con Jon, il figlio di Superman, per una serie di avventure spassosissime. Dopo un esordio interlocutorio, Damian si è guadagnato l’apprezzamento dei lettori e una fetta di fan agguerriti!

Stephanie Brown e Carrie Kelley – le Robin

Come tutti i personaggi DC ci sono una miriade di Robin alternativi provenienti da elseworlds e realtà parallele. Due però meritano una menzione speciale.

Stephanie Brown – la Robin licenziata

Introdotta su Detective Comics #647 – data di copertina giugno 1992 – e presentata come la fidanzata di Tim Drake, Stephanie Brown è la figlia del criminale Cluemaster e vigilante in erba nota come Spoiler. 

Il personaggio è sempre stato al centro di numerosi archi narrativi molto discussi. Nella serie regolare Robin – nel 1998 – si scopre incinta e con l’aiuto di Tim decide di dare il bambino in adozione e in Robin #111 rivela che da bambina ha subito violenza sessuale da uno dei “colleghi” del padre.

Quando Tim Drake appende il manto di Robin al chiodo, su richiesta del padre che aveva scoperto il suo segreto, Stephanie convince Bruce a reclutarla come nuova Robin ma dopo aver disobbedito più volte alle direttive di Batman sul campo viene licenziata. Ma Stephanie non si dà per vinta e mette in moto, nella speranza di provare il suo valore, gli eventi del già citato Giochi di Guerra, sempre disponibile in due volumi in inglese, che culmineranno con la sua morte… ovviamente apparente.

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Stephanie ritornerà dopo qualche mese come Spoiler diventando addirittura Batgirl. Peccato che la sua vita come Batgirl sia stata cancellata sia dai New 52, in cui comparirà solo nella parte finale nella serie settimanale Batman Eternal, mentre nel Rebirth sarà protagonista del Detective Comics di James Tynion IV che è stato raccolto in volume anche in italiano: trovate QUI il Volume 1, QUI il volume 2 e QUI il volume 3.

Carrie Kelley – la Robin de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

Di tutti i Robin “alternativi” quello più caratteristico è senz’altro Carrie Kelley, la Robin de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.

Sarebbe ridondante ritornare sulla valore della seminale serie di Frank Miller, mentre per quanto riguarda la presenza della giovane Carrie la leggenda vuole che sia stato John Byrne a suggerire l’idea di una Robin femminile a Miller con tanto di sketch. Carrie Kelley verrà poi introdotta nella continuity ufficiale durante i New 52 ma come semplice compagna di classe di Damian Wayne, quindi più un easter-egg che una vera  propria reintroduzione.

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Carrie è la prima ad essere salvata da Batman appena rientrato in attività e decide di unirsi a lui anche come forma di protesta nei confronti dei genitori che Miller lascia intendere siano stati esponenti della controcultura ora assuefatti alla realtà presentata dai mass media.

Aggiungete il Dinamico Duo, Batman e Robin, alla vostra collezione di Funko POP!