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Star Wars Galaxy’s Edge: la maestosità ad un nuovo livello

Finalmente ci siamo. L’area Star Wars Galaxy’s Edge è ufficialmente aperta nella sua interezza. Considerata l’uscita ormai imminente di Star Wars: L’ascesa di Skywalker il 18 Dicembre in Italia ed il 20 Dicembre negli USA non poteva essere scelto momento migliore, peraltro l’apertura di Rise of the Resistance presso il parco Disney Hollywood Studios esattamente il 5 Dicembre è stato un omaggio al grande Walt Disney, nato proprio il 5 Dicembre. Come avevamo già preannunciato presso il parco Disneyland in California, aprirà invece il 17 Gennaio 2020. Dunque, è arrivato il momento di parlare nel dettaglio delle attrazioni di Star Wars Galaxy’s Edge, un progetto semplicemente senza pari per una lunga serie di motivi, da quelli di tipo economico per l’entità dell’investimento, passando per le tecnologie usate, le dimensioni e non ultimo l’importanza che Star Wars ha rivestito e continua a rivestire ai giorni nostri. Ma andiamo con ordine, partendo dall’inizio.

Un po’ di storia e generalità

Il 30 Ottobre 2012, la Disney acquistò l’intera Lucasfilm per 4,05 miliardi di dollari. Un affare d’oro, in quanto grazie alle capacità tecniche, artistiche ed economiche della casa di Topolino con soli quattro film l’incasso cinematografico globale ha sfiorato i 5 miliardi, ai quali vanno aggiunti chiaramente le innumerevoli entrate collaterali, dall’home video al merchandising. Ma non finisce qui. All’amministratore delegato Bob Iger, la mente dietro ogni grande manovra, erano chiare fin da subito le potenzialità enormi che Star Wars avrebbe avuto all’interno dei parchi tematici Disney. Dunque, già dal primo istante era stato deciso di portare a Disneyland questa importantissima proprietà intellettuale. I lavori di sviluppo cominciarono subito, per essere ufficialmente annunciati il 15 Agosto 2015. I cantieri partirono poco dopo, ad Aprile del 2016. Presso i Disney Hollywood Studios, ad Orlando fu designata un’area del tutto nuova. Un’espansione. Invece a Disneyland in California, si optò per la costruzione all’interno del parco principale, accorciando leggermente il percorso del giro in battello Mark Twain Riverboat e modificando in modo minimo il percorso di Disneyland Railroad. In ogni caso le due aree sono state progettate identiche sotto ogni aspetto attrazioni incluse ovviamente, a parte qualche differenza risibile negli accessi che in un parco sono due (ad Orlando), in un’altro tre (in California). Da adesso in poi farò riferimento a Star Wars Galaxy’s Edge in generale, visto che sono uguali.

Fin da subito lo sviluppo è partito da alcuni punti chiave imprescindibili:

  • Realizzare un pianeta nuovo, del tutto inedito, arricchito da una serie infinita di elementi di Star Wars. Il nome poi scelto è stato Batuu.
  • L’area non doveva essere visibile dal resto del parco, in modo da aumentare l’immersività. Così sono state fatte accurate misurazioni con i palloni aerostatici, in modo da determinare cosa e da dove si sarebbe visto. Sempre a scopo d’isolamento, è stata prevista una enorme barriera artificiale accuratamente rimboschita. Questo è stato praticamente il primo lavoro ad essere svolto, in modo che gli alberi, anche se piantati abbastanza grandi, avessero qualche anno per poter crescere.
  • Il budget per Star Wars Galaxy’s Edge non era un problema. La cosa importante piuttosto sarebbe stata la qualità delle attrazioni e delle scenografie. Sarebbero dovute essere le migliori mai realizzate nella storia dei parchi a tema. E dunque ecco stanziata la cifra più alta mai spesa per realizzare un’area tematica: 1 miliardo di dollari per ciascun parco. Per rendere l’idea di quanto questa cifra sia assurdamente alta, basti tenere presente che per qualunque parco in giro per il mondo spendere intorno ai 20 milioni è già uno sforzo economico enorme. Anche tra tutti i parchi Disney, non era mai successo prima.

Ed alla fine missione compiuta. Star Wars Galaxy’s Edge è l’area tematica più grande del mondo (56.000 mq), costruita da 5500 persone. Affinché l’area funzioni perfettamente, vi lavorano 1700 cast member. Numeri impressionanti per un’area impressionante. Tuttavia, non scordiamoci mai che la qualità si paga. Ad esempio per accedere un giorno a Disneyland California servono tra 104 e 149 dollari. Questo è giusto un esempio. Con i pacchetti per più giorni, cumulando anche altri parchi, soprattutto ad Orlando, il costo medio giornaliero si riduce. A tal proposito consiglio la lettura della guida per organizzare le vacanze a Disney World.

Vediamo adesso nel dettaglio le attrazioni di Star Wars Galaxy’s Edge, un’area che sta facendo la storia dei parchi a tema, definendo nuovi standard un tempo impensabili. Tecnicamente impossibili da realizzare, estremamente complessi anche solo da pensare.

L’attrazione di Star Wars Galaxy’s Edge Millennium Falcon – Smugglers Run

È quella minore delle due. Anche se un diminutivo associato a Star Wars: Galaxy’s Edge è un ossimoro. Basti pensare che all’esterno, e siamo solo all’ingresso, c’è una ricostruzione estremamente fedele del celebre Millennium Falcon…in scala reale: 38 metri x 28 metri ed altezza 9,2 metri. La spettacolare foto qui sopra, ha suscitato inizialmente non poche perplessità, in quanto in molti, non conoscendo il progetto, avrebbero giurato si trattasse di un’immagine realizzata in computer grafica. Invece no, non potrebbe essere più reale. Per quanto riguarda l’esperienza, si parte con una queue line ultra tematizzata, (che tra le altre cose offre anche una meravigliosa panoramica dell’astronave dall’alto) e si procede dunque verso il preshow: Hondo Ohnaka ha chiesto e preso in prestito da Chewbecca il Millennium Falcon per attività di contrabbando. Recluta equipaggi per recuperare e consegnare la merce. Dopo di ciò si entra all’interno del Millennium Falcon, ricostruito esattamente per com’è stato presentato nei film. Sarà possibile camminare tra diversi suoi corridoi e sale, prima di imbarcarsi nella cabina di pilotaggio. Qui in sei per volta (due piloti, due artiglieri e due ingegneri guideranno il Millennium Falcon e lo manterranno operativo per svolgere la missione.

Tecnicamente è la nuova frontiera della simulazione. Il cockpit è una piattaforma che si può muovere in ogni direzione, come su Star Tours e come i simulatori di volo dove si addestrano i piloti di linea. I due piloti saranno responsabili del salto nell’iperspazio e di far muovere l’astronave. Gli artiglieri sparano ai nemici, e gli ingegneri riparano i guasti della nave. Queste ultime sono le figure meno interessanti, mentre i piloti quella più divertente. Portare a 6 il numero di persone per navetta è stato imprescindibile, per aumentare la portata oraria dell’attrazione. Per quanto riguarda i piloti, uno si occupa dei movimenti orizzontali, l’altro di quelli verticali. Allo stesso modo una persona controlla il fucile di destra, un’altro quello di sinistra. Il tutto davanti ad uno schermo ad altissima risoluzione che non è un filmato pronto per l’uso, bensì un vero e proprio videogioco interattivo, con più ambienti e diverse combinazioni possibili. Sta alla bravura delle sei persone nel cockpit portare a temine la missione di 5 minuti. Ogni azione avrà conseguenze sull’evoluzione di quello che accadrà dopo. Il video qui di seguito mostra l’esperienza completa a bordo, includendo anche preshow e queue line.

tra scenari e ruoli diversificati è stato fatto un ottimo lavoro nel rendere l’attrazione ripetibile. Ogni ruolo infatti offre un’esperienza diversa.

L’attrazione di Star Wars Galaxy’s Edge: Rise of the Resistance

È l’attrazione più complessa mai creata all’interno di un parco a tema. Centinaia di milioni sono stati destinati soltanto per la creazione di questo capolavoro. Per la prima volta al mondo, andiamo oltre la classica dark ride, piuttosto questa è sì presente, ma in un contesto più grande, ovvero come l’ultima di una serie di esperienze che compongono l’attrazione nella sua interezza, portando quindi la durata complessiva dell’esperienza tra i 15 ed i 20 minuti, grazie alla presenza di un simulatore, la dark ride vera e propria e sezioni walkthrough.

Ricordiamo che in California aprirà il prossimo 17 Gennaio.

L’accampamento della resistenza e la sala del briefing

La queue line si sviluppa in mezzo ad un accampamento della resistenza. Al momento il parco applica una politica sulle code molto diversa da quanto ad oggi conosciuto. Non esiste la possibilità di mettersi in fila, attendendo ore. La mole di persone che vogliono farla è talmente elevata che questo sistema al momento non può funzionare. Quantomeno nel primo periodo, sicuramente per tutte le feste, si accede solo previa prenotazione via smartphone, prenotazioni che si esauriscono in fretta per tutta la giornata. Un aspetto importante da tenere presente.

La prima vera esperienza è la sala briefing dentro la grotta. Qui Ray sotto forma di uno spettacolare ologramma ottenuto con la tecnica pepper ghost assegna la missione agli ospiti.

Il trasporto spaziale

Si viene accompagnati passando per il campo base della resistenza (dov’è possibile ammirare tra le altre cose l’ X-wing di Poe Dameron) a bordo di una navicella da trasporto: un’attrazione a se stante, che è un simulatore. La diretta evoluzione di Star Tours. Al suo interno l’animatronic di Bek parla agli ospiti durante il viaggio spaziale. Viaggio che non giunge al termine, perché la navicella viene intercettata e portata a  bordo di uno Star Destroyer imperiale mediante il raggio traente. Niente è stato lasciato al caso. Animatronics di alta qualità, movimenti fluidi e soprattutto cast members in divisa. A seconda del punto in cui ci si trova le divise cambiano, insomma immersività sempre al top.

A bordo dello Star Destroyer e l’interrogatorio

Aperte le porte del simulatore si viene scortati dai cast member in uniforme dentro l’hangar, e ci si ritrova davanti a quella che praticamente all’unanimità da chi ha avuto la fortuna di poterci salire in questi primi giorni d’apertura, viene definita la migliore tematizzazione mai creata all’interno di un’attrazione. In questo caso, un’immagine vale più di mille parole

intimidatorio. Esattamente come dovrebbe essere. Impressionante l’immensa vista sullo spazio, ottenuta mediante l’utilizzo di proiettori 4K. Inoltre gli stormtroopers non sono immobili. Compiono dei piccoli movimenti, come se fossero soldati umani. Perché non lasciarli immobili e risparmiare qualche milione ? Un ragionamento che per la Disney è fuori discussione. Star Wars Galaxy’s Edge è qualità a 360°. Niente è stato lasciato al caso, dalla sapiente scelta e collocazione dell’illuminazione fino alla musica ed il theming negli angoli più nascosti.

Si procede dunque verso la sala dell’interrogatorio. Una vera e propria piccola cella senza uscita. Una scelta davvero coraggiosa, necessaria per mantenere la storia credibile. Quindi chi soffre di claustrofobia è avvisato, come peraltro chiaramente specificato all’ingresso. Qui ennesima sorpresa…e la dark ride formalmente non è ancora neanche iniziata: arrivano Kylo Ren e Armitage Hux per interrogare gli ospiti prigionieri in modo da scoprire dove si trova la nuova base della resistenza. Dai video non rende benissimo, ma in tanti affermano di non essere in grado di capire se si tratta di attori veri o proiezioni, talmente sono fatti bene, incluse le loro ombre. Su questo punto è bene non svelare di più.

Alla fine con l’aiuto di Finn arriva in soccorso la resistenza che apre un varco nel muro. Ennesimo effetto splendidamente riuscito inserito nell’attrazione. Ed è qui che inizia effettivamente la dark ride. Potremmo definirlo il clou di Star Wars Galaxy’s Edge: la dark ride trackless da 4 minuti e 30 secondi. Il video seguente ripercorre tutta l’esperienza finora esposta, dall’ingresso al momento antecedente la fuga.

La fuga

Finn spiega il piano: salire a bordo di un veicolo da trasporto del Primo Ordine pilotato da un’unità R5. L’obiettivo è quello di scappare tra i corridoi dello Star Destroyer fino a raggiungere le navicelle di salvataggio in modo da sganciarsi e tornare con i piedi per terra. La fuga non si rivela semplice. Buona visione:

e dunque, quando veniva pubblicizzata come l’attrazione più complessa mai realizzata all’interno di un parco a tema, decisamente non era un’esagerazione. La mole di tecnologia presente dentro Rise of Resistance è immensa. Tecnologia peraltro inventata ad hoc per l’occasione. Vale la pena di analizzare in dettaglio alcuni accorgimenti tecnici ben studiati, in particolare le luci. Creare i colpi delle armi non era per niente semplice, e la diffidenza era d’obbligo, ma la Disney lo ha fatto, sincronizzando tutto alla perfezione. Il diverse interviste i dipendenti del dipartimento Walt Disney Imagineering hanno spiegato il perché di questa apertura in differita. La mole di programmazione necessaria per far funzionare tutto a dovere è qualcosa di mai visto prima. Non solo, anche questo dal video non si nota, ma l’attrazione si sviluppa su due piani e con due percorsi simili tra loro ma non identici in modo da raddoppiare la portata oraria. Ciò ha permesso di ricreare gli AT-AT a grandezza naturale, con il prezzo da pagare della necessità di ben quattro ascensori, due per salire e due per scendere, che sono stati un’ottima occasione per inserire l’effetto della spada laser che taglia il tetto. Infine la maxi sorpresa finale. Lo sgancio delle navicelle di salvataggio non è fittizio, c’è una vera mini torre di caduta che simula alla perfezione lo sgancio. Sezione replicata quattro volte per consentire l’operatività a ciclo continuo.

Star Wars Galaxy’s Edge: la migliore attrazione del mondo ?

In definitiva sorge decisamente spontanea la domanda: si tratta davvero della migliore attrazione del mondo ? Fornire una risposta univoca è impossibile. Sicuramente si tratta dell’esperienza più completa in assoluto quella offerta dentro quest’attrazione in Star Wars Galaxy’s Edge, ma non si possono paragonare tipologie d’attrazioni differenti, quali sono ad esempio Avatar Flight of Passage o Pirates of the Caribbean: Battle for the Sunken Treasure, altri due capolavori. Un altro aspetto del quale non si può che tenere conto sono le preferenze personali. Davanti ad una realizzazione tecnica ineccepibile, giustamente, c’è anche chi non ama Star Wars, ed è una platea piuttosto estesa sul totale dei visitatori. Lo stesso d’altronde vale tanto per Avatar quanto per i Pirati dei Caraibi. Anzi, a dirla tutta, chi non conosce la saga non capirà assolutamente nulla dell’attrazione, così come di Star Wars Galaxy’s Edge in generale. Apprezzare visivamente la qualità sì, ma senza conoscere i personaggi l’esperienza lascerà delle lacune più o meno grandi, cosa che in tante altre attrazioni, con un tema preciso sì, ma di respiro più ampio non avviene.

Il collegamento con L’ascesa di Skywalker

Primo caso al mondo, l’attrazione Rise of the Resistance dentro Star Wars Galaxy’s Edge spoilera qualcosina sull’imminente film conclusivo della saga.

Durante il giro si apprende che i pochi sopravvissuti a seguito degli eventi in The Last Jedi, sotto la guida di Leila Organa si sono organizzati con una nuova base segreta sul pianeta Picaara. È proprio questo il segreto che Kylo Ren vuole estorcere. Esattamente durante il preshow Rey invita tutti a salire sulla navicella da trasporto perché Batuu non è più sicuro visto l’arrivo imminente di un’astronave del Primo Ordine. Il pianeta Batuu verrà citato anche nel film l’Ascesa di Skywalker.

Sempre dentro l’attrazione vediamo uno scontro con una resistenza ben organizzata. Ciò lascia intendere che è tornata in forma come un tempo, ed è questa probabilmente la rivelazione più interessante.

Consigliamo l’ombrello con LED spada laser e torcia integrata disponibile in sette diverse colorazioni.