Tom's Hardware Italia
Cinema e Serie TV

The Boys, dal fumetto iconoclasta alla serie TV Amazon

The Boys è pronta a sbarcare su Amazon Prime Video dal 26 luglio. Ma com'è nato e come si è sviluppato il fumetto di Garth Ennis?

È in procinto di sbarcare sulla piattaforma Amazon Prime Video la serie TV basata sul fumetto, omonimo, The Boys, da un’idea di Garth Ennis e i disegni di Darick Robertson. Cerchiamo di mettere quindi un po’ d’ordine alle idee e ai ricordi, per fare il punto sulla serie più scorretta, violenta e sboccata di anti-supereroi mai letta e farci trovare preparati il prossimo 26 luglio, data d’uscita della prima stagione.

Le origini dell’idea

Un concetto prezioso e, da sempre, stimolante dal punto di vista narrativo, quello reso più che celebre, sacro dal capolavoro del 1986 di Alan Moore, Watchmen. Una domanda che ormai spessissimo ricorre nel genere supereroistico, all’incirca ogni volta che si cerca di de-costruirlo per usarne le parti in maniera “impropria”.

Siamo nel 2006 e il mondo, oltre che il nuovo millennio, ha visto l’alba di una nuova epoca di supereroi. Non ancora al cinema, dove manca pochissimo per il seminale Iron Man di Jon Favreau e per il quale già da qualche mese imperversa il Batman Begins di Nolan. Prima ancora dell’Universo Ultimate di Marvel, Warren Ellis aveva già saputo raccogliere l’onerosa eredità di Watchmen con una serie, anch’essa pubblicata da DC Comics, per l’etichetta Wildstorm, ben presto assurta a modello di riferimento.

Dopo la sperimentalissima parentesi, anch’essa ormai di culto, di Planetary (sempre per Wildstorm-DC Comics) Ellis partorisce Authority: un gruppo di supereroi vagamente ispirati alla Justice League ma con molti meno scrupoli, alle prede con le difficoltà e le contraddizioni, anche sociali e politiche, di un mondo narrato come attuale e identico al nostro. Se non per il particolare dei supereroi, beninteso. Lobby e burocrazie, corruzione e integrazione sono tutti temi donati dagli autori tra cui, non a caso, fanno capolino sia Hitch al disegno che Millar ai testi.

Ed ecco che, già nel 2002, proprio Mark Millar e Bryan Hitch vengono assoldati da Marvel e assegnati ai neonati Ultimates: nome nuovo di pacca per un reboot dei Vendicatori, altro gruppo di supereroi dalla lunga, troppo lunga tradizione alle spalle, rinarrati come fossero nati all’alba del nuovo millennio, con problemi di autostima, autocontrollo, alcolismo e chi più ne ha più ne metta. Ma se l’influenza politico-sociale di Authority era stata pienamente assorbita (autori compresi) dagli Ultimates, dov’era finita quella sulla violenza e la perversione del potere, strangolato tra le bramose dita di un manipolo di superuomini senza regole?

The (Bad) Boys

La risposta è ovvia: ci pensa Garth Ennis a catalizzare tutti quegli elementi in un solo, potentissimo fumetto. Quel fumetto è The Boys, solo per i primi sei mesi pubblicato da Wildstorm, e poi talmente iconoclasta nei confronti del supereroismo da venire sospeso da DC Comics. Ormai celebre l’aneddoto per cui la casa madre fosse talmente contenta di essersi tolta questo “sassolino”, da compensare con grande gentilezza verso gli autori, Ennis e il disegnatore Darick Robertson, cedendo loro tutti i diritti per portare i personaggi altrove, dove volessero e fossero ben accetti.

Sarebbe stato uno scherzo del destino, fossero finiti proprio in Marvel, dove tra l’altro Ennis era conosciuto e ben voluto per più di una run sul Punitore. Ma la figura del superuomo in The Boys era, ironicamente, davvero troppo sudicia, moralmente e talvolta fisicamente, da poter sopportare i riflettori delle major. Così i “Ragazzi” finiscono su, e vengono pubblicati da, Dynamite Entertainment.

Privo di legacci creativi, in The Boys Ennis dà sfogo a tutta la sua fantasia che ribalta completamente l’icona dell’eroe, giocando peraltro metanarrativa con l’incredibile nuova fama di cui i “super” stanno godendo nel mondo reale. Anche nel mondo di The Boys i supereroi sono famosi fino a e oltre questo punto. Tanto che risultano non solo privilegiati dal sistema legale, ma intoccabili, impuniti e, a maggior ragione, fuori controllo (tema esplorato anche dalla Civil War marveliana, nei fumetti e nel film).

È qui che entra in gioco la squadra di Billy Butcher, a capo di un quintetto di agenti, tra cui la “recluta” Hughie Campbell, incaricati dalla C.I.A. di mettere in riga e, se necessario, togliere di mezzo i supereroi quando quest’ultimi escono (spesso) dai confini della legge. Ma come fanno cinque umani, oltretutto vessati da un bruciante complesso di inferiorità e un violento bisogno di vendicarsi, a tenere loro testa, minacciarli e addirittura farli fuori?

Da un grande siero derivano grandi responsabilità

Nel mondo di The Boys la maggior parte dei supereroi esiste grazie a un composto segreto in possesso della Vought American, azienda che promuove e gestisce l’attività supereroistica dalle relazioni con la stampa agli accordi con il Governo americano, nel quale ambisce ad insinuarsi. Il composto, creato dai nazisti tra le due guerre mondiali, è ora esclusiva della V.A., che lo usa per creare nuovi gruppi di supereroi da manipolare per i propri scopi aziendali.

Ci sono poi diverse versioni del composto, spesso e volentieri tagliate con diversi tipi di droga, che causano effetti semi-imprevedibili: guarigione, sensi aumentati, resistenza fisica, trip, mutazioni e, eventualmente, poteri. Un esempio è la Blue, taglio di cocaina e Composto V leggero, distribuito alle prostitute per renderle in grado di sopravvivere al sesso con i supereroi. E questa è solo la punta dell’iceberg della cupezza di Ennis, a briglia sciolta. In fondo, i Boys, loro stessi sottoposti a versioni alterate del Composto, sarebbero dei Punitori alternativi (Butcher somiglia persino a Frank Castle) se non fossero mossi più da sete di vendetta e istinto alla violenza che da reale spirito di giustizia.

I Personaggi Principali: The Boys vs The Seven

I due principali gruppi che si trovano a fronteggiarsi nei 72 episodi del fumetto (più 18 divisi in tre spin-off) sono i Boys, ovviamente, da una parte e I Sette dall’altra. Ci accingiamo a presentarveli uno ad uno ma tenete bene a mente che, in molti casi, la descrizione dei poteri, o dell’identità di un personaggio conterrà rivelazioni e SPOILER sulla serie a fumetti, ipso facto passibili di spoilerare anche la serie Amazon. Continuate, perciò, “a vostro rischio e pericolo”.

Billy Butcher – The Boys

Dopo che il Colonnello Mallory, fondatore del gruppo, si ritira in seguito all’uccisione delle sue nipotine da parte di uno dei Sette, il comando dei Boys viene passato al violento, rabbioso, cinico e vendicativo Billy Butcher. È quest’ultimo, inglese, a decidere il nome del gruppo: “The Boys” come i bestioni cui, a Londra, viene affidata la risoluzione di problemi che solo la forza bruta e senza scrupoli può risolvere. Ed è sempre lui che, all’inizio della serie, recluta Hughie Campbell, sfruttando il suo desiderio di vendetta. Anche Billy, in realtà, è in cerca di giustizia per le violenze e le umiliazioni subite da sua moglie per mano di un supereroe. Usa i suoi compagni come strumenti votati a un obiettivo, sfruttandone i punti di forza e le debolezze. Ha esperienza militare ed è un valido stratega del ricatto e della violenza. Ha anche un cane, Terrore, membro onorario del gruppo, un bulldog addestrato a copulare con le prede a comando.

Hughie Campbell – The Boys

Detto anche “il piccolo Hughie”, è in realtà capace di grande determinazione, intelligenza e, quando si arrabbia, potenza. Billy lo convince ad aiutare i Boys per rivalersi su A-Train, speedster dei Sette colpevole di aver coinvolto la sua dolce metà in un incidente mortale. Poi, nel confronto con un gruppetto di super minori, gli inietta una versione leggera del Composto V e Hughie, non ancora abituato, buca il petto di uno di loro con un semplice pugno. A quel punto, la sua permanenza nel gruppo non è più in dubbio. Si ritaglia, comunque, uno spazio speciale nel “cuore” di Billy, con cui intrattiene una versione distorta di relazione paterna-filiale. È ben visto dal capo a tal punto da suscitare l’invidia dei colleghi. Ma l’unica cosa che desidera è farla pagare a A-Train e tutti quelli come lui.

Il Francese  – The Boys

Come si può immaginare, è francese, caratteristica che Ennis rimarca con testi sbagliati e stranierismi a ogni piè sospinto. Altre parole per descriverlo sono: killer, ingegnere, esperto balistico, tutte qualità che mette con grande generosità a disposizione del gruppo. La verità è che probabilmente è solo un sadico, deciso almeno a devolvere la propria passione per la violenza sugli altri contro quello che ritiene un male peggiore. Ma si diverte nel farlo, probabilmente troppo. È una sorta di Batman, anzi, un Joker dell’assassinio, sa poco di moltissime materie e usa tutta la sua conoscenza per capire come ogni particolare supereroe possa, e debba, essere fatto fuori. È pazzo, ma non il più pazzo del gruppo.

La Femmina della Specie – The Boys

Assassina psicotica con la mania di eviscerare le proprie vittime, prende il “nome d’arte” da una poesia di Kipling. Lei è la più pazza, violenta, incontrollabile dei Boys. Non parla mai, comunica comunque con lo sguardo di non toccarla, in nessunissimo caso. L’ultimo supereroe che l’ha fatto ci ha rimesso un occhio. Probabilmente la sua situazione psichiatrica è dovuta a fortissimi traumi subiti nell’infanzia, già trascorsa all’insegna della sopravvivenza e nel nome della legge del più forte. Billy si ostina a considerarla, e trattarla, come un mero strumento. Il problema, d’altronde, è identificare il suo lato umano.

Latte Materno – The Boys

Omone afroamericano esposto al Composto V fin dall’utero materno, con la madre schiavizzata in una fabbrica Vought American. È stranamente calmo e pacato, non per questo non incute un certo timore. Alla bisogna è disposto, e capace, di combattere e, quando lo fa, si nota. In ogni caso, Latte Materno è il cervello del gruppo, che coordina e informa su e tramite strumenti tecnologici. Il suo nome d’arte viene dal suo bisogno ossessivo di nutrirsi di latte, anche in età avanzata, attraverso il quale, da infante, assumeva il composto dai seni materni.

Il Patriota – The Seven

In originale “Homelander”, è un incrocio egomaniaco, perverso e dispotico, per quanto formidabile a mantenere una facciata di eroismo, tra Captain America e Superman. Impossibile non pensare alla run di Spencer sul Cap agente dell’Hydra, o al Red Son di Millar, what if che vede il kryptoniano atterrare sul suolo dell’Unione Sovietica. È il capo e, che si sappia, il più potente dei Sette, l’altra faccia di questa medaglia supereroistica sporca di sangue e budella. La squadra più famosa, ricca e potente del mondo, gioiello della corona della Vought America (cui risponde anche il Patriota) è d’altronde tutta una versione pervertita della Justice League. Homelander, comunque, di cui è sconosciuto un qualsiasi nome di battesimo, è super-forte, super-resistente, può volare ed emettere laser energetici dagli occhi. Vi ricorda qualcuno? La stessa storia che la V.A. racconta al pubblico parla di un alieno atterrato sul suolo americano, cresciuto dai valori e in difesa della patria. La realtà non potrebbe essere più diversa.

Queen Maeve – The Seven

Queen Maeve è la Wonder Woman del gruppo: super-forte, super-resistente, vola e si veste da guerriera. In quanto quota rosa, insieme alla recluta Starlight, fa spesso con lei fronte comune contro le molestie sessuali dei loro colleghi. Una volta strenua combattente in favore di parità e diritti di genere nel famelico business dei supereroi, è rimasta traumatizzata, e demoralizzata, dalla fallimentare gestione dei Sette dell’attacco terroristico dell’11 settembre, che ha portato alla distruzione del Ponte di Brooklyn e alla creazione stessa dei Boys, oltre che la stessa Queen Maeve all’alcolismo.

A-Train – The Seven

Il Flash della situazione, super-veloce ma anche super-strafottente. È per la sua noncuranza ed egoismo che Hughie Campbell assiste alla morte della sua ragazza (da molto vicino) per mano, anzi, per piede suo. A-Train è il più giovane dei Sette, promosso nel gruppo per sostituire Mister Maratona. Prima faceva parte di un gruppo satellite di supereroi minori, i Teenage Kix, peraltro antagonisti dei Boys nei primissimi numeri della serie. Fa uso di droghe e bullizza, tra le altre nefandezze, Starlight.

Jack from Jupiter – The Seven

Versione alternativa, naturalmente distopica, del Martian Manhunter della DC Comics, si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo) di un alieno gioviano con una grave dipendenza dall’uso di droghe pesanti, comuni o improvvisate. Moralmente tra i meno compromessi dei Sette, ogni tanto fa loro da voce della coscienza, non sempre ottenendo grandi risultati. Neanche a dirlo, forse per ragioni di budget, forse per altre di natura narrativa, è stato rimpiazzato nella trasposizione televisiva di Amazon Prime da Translucent, col potere dell’invisibilità. Jack from Jupiter, invece, vola e può rendere la propria pelle indistruttibile pronunciando una parola magica. Non vi diremo quale, ma non è “shazam!”.

Black Noir – The Seven

Il più misterioso del gruppo, ricorda con il suo cupo atteggiamento quello di Batman che, anzi, sorpassa in introversione. Non parla di sé né, se è per questo, parla mai. La sua identità, così come il suo aspetto sempre celato da una maschera nerissima total body, resta avvolta nel mistero per molto, moltissimo tempo. Persino le sue abilità non sono ben specificate, ma si vocifera sia fortissimo, persino più forte del Patriota. Forse per questo è annoverato nei “big three” dei Sette, insieme a quest’ultimo e a Queen Maeve (come la Trinità nella Justice League).

L’Abisso – The Seven

Ricalcato sul personaggio di Aquaman, ma vestito di una tuta da palombaro, particolare accuratamente rimosso dalla trasposizione televisiva di Amazon. Nel fumetto, comunque, sostiene di non poterlo rimuovere l’ingombrante tuta a causa di una maledizione. Oltre al titolo di Re dei Sette Mari, può volare, picchiare duro e incassare forte. È leggermente più pacato degli altri sei del super-gruppo, ma non abbastanza da non partecipare al tentato abuso di Starlight.

Starlight – The Seven

La giovane, ottimista e, inizialmente piuttosto naive, ultima arrivata rappresenta probabilmente il profilo più originale della crew, supereroisticamente parlando: oltre a volare, praticamente un requisito standard, può manipolare e incanalare l’energia e la luce, convogliandole in potenti onde d’urto capaci di accecare e colpire i nemici in un colpo solo. Comunque ispirata alla meno nota Stargirl di casa DC, Starlight perde molto in fretta la sua ingenuità quando viene assunta dai Sette, in seguito al “pensionamento forzato” di Fiaccola, equivalente di Ennis per Lanterna Verde.

Ennis e l’antieroismo

The Boys non è certamente l’unica storia di Garth Ennis a mostrare, in modo tanto crudo e rivoltante, il lato più sordido e viscido dell’Umanità, tutt’al più sotto steroidi e superpoteri. Ma questa rappresenta forse il caso di maggiore quantità e densità degli elementi ennisiani. Tanto che l’impatto sul pubblico, dopo l’imbarazzo della transizione da DC a Dynamite Entertainment, fu esplosivo. Non sorprende che, riprendendo così tanto i personaggi della Justice League, l’editor di Batman e Superman si sia voluta distinguere dalla sua produzione.

In Italia, però, dove la figura iconoclasta dell’antieroe è forse celebrata persino più spesso di quella classica, dell’eroe positivo, Panini è stata spinta a collezionare ristampe dei volumi periodici e di seguito, nel 2012, ri-pubblicare da capo la serie a cadenza mensile. Ora, con l’MCU nel suo apice di successo e magnetismo, l’idea dei Boys torna prepotentemente attuale, e non è un caso che venga ripresa da Amazon per una serie TV su piattaforma digitale (secondo il format collaudato da Netflix per i fiacchi Defenders). Dopo Preacher, alla soglia della quarta e ultima stagione, un altro fumetto di Garth Ennis sta per vedere la luce sul piccolo schermo. Speriamo conservi ogni libbra della sua carica deflagrante, colpisca duro allo stomaco e incarni di nuovo, per un’altra generazione di utenti video, la storia sui supereroi che nessuno vi racconta. Finora.

La serie Amazon

Nonostante l’arrivo della prima stagione della trasposizione seriale su Amazon Prime Video sia ormai vicinissimo, fissato per il 26 luglio prossimo, sappiamo ancora molto poco sulla trama. Qualcosa è trapelato dalla campagna pubblicitaria e dal casting, che rivelano come il personaggio di Jack from Jupiter, nei Sette, sia stato sostituito con Translucent, dal celebre potere dell’invisibilità.

Non è ancora chiaro quanto, in video, la serie spingerà sull’acceleratore in quanto a violenza e sregolatezza, ma alcune presenze nel cast tecnico, come la scrittura di Seth Rogen (inizialmente previsto anche in regia), oltre a qualche immagine dai trailer fanno sperare in una versione piuttosto fedele al “sogno” di Garth Ennis. Gli altri due scrittori saranno Evan Goldberg e Eric Kripke.

In quanto al cast: un gradito Karl Urban come Billy Butcher, Jack Quaid come Hughie Campbell, Laz Alonso sarà Latte Materno, Karen Fukuhara è la Femmina, Tomer Kapon interpreterà il Francese. Erin Moriarty sarà Starlight, Antony Starr il Patriota, Dominique McElligott Queen Maeve, Jessie Usher sarà A-Train mentre Chace Crawford, senza elmo da palombaro (particolare per cui ringraziare gli autori Amazon) darà il volto all’Abisso.