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The Head, recensione dei primi due episodi in anteprima

Abbiamo visto in anteprima per voi i primi due episodi della nuova serie di Amazon Prime Video, The Head. La produzione originale spagnola arriverà sulla piattaforma dal 5 agosto. The Mediapro Studio, in collaborazione con HBO Asia e Hulu Japan, ha prodotto questo thriller di sopravvivenza ambientato in una stazione internazionale in Antartide. Composta da sei episodi da circa 50 minuti l’uno, la serie è frutto della collaborazione tra Ran Tellem (“Homeland”) e i fratelli Alex e David Pastor (The Occupant, The last days, Eternal). Diretta da Jorge Dorado (The Pier, Mindscape), The Head è una storia piena di suspence che si muove tra presente e passato per risolvere il mistero che avvolge la stazione artica Polaris VI.

The Head, un mistero in Antartide

L’inverno è arrivato al Polo Sud e il Sole sta per scomparire per i prossimi sei mesi. Un gruppo di scienziati da diversi Paesi è incaricato di mantenere la stazione Polaris VI operativa durante la lunga e buia stagione invernale. Sotto il comando del famoso biologo Arthur Wilde (John Lynch), gli “Invernali” porteranno avanti le loro ricerche nella lotta contro il cambiamento climatico. Johan Berg (Alexander Willaume) è il comandante della squadra estiva e prima di partire con il volo di ritorno per casa, saluta la moglie Annika (Laura Bach) che rimarrà indietro per completare la propria ricerca al fianco di Arthur.

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Sei mesi dopo però, Johan fa ritorno alla base preoccupato dopo settimane di silenzio radio. Quando lui ed il suo gruppo entrano nella base, i suoi timori sono confermati, trovando ben sette membri della squadra morti, due dispersi – tra cui la moglie Annika – e una sola sopravvissuta: Maggie (Katharine O’Donnelly), la new entry della squadra invernale. La giovane dottoressa è talmente sotto shock e confusa tanto da non riuscire a parlare per spiegare cosa sia successo, ma Johan ha bisogno che Maggie ricordi dato che è la sua sola chance per ritrovare la moglie.

Joahn e il suo gruppo decidono quindi di chiamare aiuto e di cercare nel frattempo di svelare il mistero che si cela nella stazione polare. Maggie viene spronata bruscamente da Johan nel dare spiegazioni, e dopo un primo momento di crisi, la ragazza comincia a ricordare gli avvenimenti che potrebbero aver portato a quella carneficina.

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Una produzione senza precedenti

Vista la portata della produzione, con la distribuzione mondiale e la collaborazione di HBO Asia e Hulu Japan, The Head è uno dei più grandi investimenti della Mediapro Sudio. Nonostante nelle produzioni spagnole solitamente non si impieghino molte risorse finanziarie, The Head differisce dal resto delle serie iberiche anche per questo: dato che la maggior parte della storia è ambientata all’interno della stazione polare, hanno deciso di costruire l’intero set in uno studio situato alle Tenerife e grande ben duemila metri quadrati.

Proprio grazie alle enormi dimensioni dello studio, sono stati in grado di costruire in scala 1:1 la stazione di ricerca Polaris VI, basando la struttura ed il funzionamento della stessa su alcune basi realmente esistenti in Antartide. Ciò ha permesso inoltre agli show-runner di filmare lunghe scene senza interruzioni. Gli attori erano quindi liberi di muoversi all’interno della stazione, dando così una sensazione di totale autenticità alla storia, mentre per gli esterni la compagnia di produzione ha viaggiato fino ai paesaggi aspri dell’Islanda, filmando tutte le scene che si svolgono fuori dalla base.

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The Head si propone come un thriller molto coinvolgente, in grado di tenere incollati allo schermo gli spettatori. Le puntate hanno un ritmo ben cadenzato, senza intoppi o rallentamenti eccessivi, ma anzi quasi necessari per capire bene il susseguirsi degli eventi. Il flashback è sapientemente usato per spiegare gli avvenimenti. La tecnica ricorda quella di un altro successo spagnolo, Elite, ma risulta molto meno fuorviante e scontato, con uno sviluppo di trama estremamente calcolato e ben pensato.

Un cast tutto internazionale

Se uno dei punti principali della serie è l’internazionalità dei vari personaggi, con ben tre lingue parlate durante le puntate – inglese, svedese e danese – questa particolarità si ritrova anche tra gli interpreti. Indubbiamente, i fan de “La Casa di Carta” – della cui ultima stagione parliamo in questo articolo – avranno potuto notare la presenza di Alvaro Morte, il Professore.

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In questo thriller, lo spagnolo interpreta il cuoco della Polaris VI. Un po’ burbero e non molto socievole, considera la base la propria casa. Ramón Lazaro è un personaggio misterioso e molto particolare, interessato alla filosofia e con un segreto che lo perseguita quando le morti cominciano ad avere luogo nella base.

Con un ruolo decisamente diverso dal Professore ne “La Casa di Carta”, Morte riesce ad impersonare il cuoco senza alcun affanno e anzi tirando fuori quella parte recitativa che nel grande successo spagnolo non aveva avuto modo di uscire allo scoperto. Si dimostra dunque un attore con molte sfaccettature ed una grande adattabilità, in grado di inserirsi nella storia senza però “rubare la scena” agli altri attori, amalgamandosi bene al resto della crew.

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Il merito del successo del cast però non è dato solo da Alvaro Morte. Lo spagnolo è affiancato anche da altri nomi, forse meno conosciuti del Professore ma ugualmente capaci di coinvolgere all’interno della trama. Primo fra tutti Alexander Willaume, tra i cui film di maggiore successo può annoverare Valerian e la città dei mille pianeti e Tomb Raider.

Il personaggio di Willaume, Johan, è un uomo molto gentile ma con un compito per niente facile. Riuscire a dirigere una base in cui una dozzina di persone di diverse nazionalità vive in ambienti ristretti non è un lavoro per molti. Per questo la spedizione primaverile si affida a lui quando – entrati alla base – trovano i cadaveri della squadra invernale. Willaume riesce ad interpretare sapientemente questo comandante che si trova a fare il detective per riuscire ad agire in fretta e ritrovare così sua moglie Annika.

Tra gli altri nomi possiamo trovare anche Katharine O’Donnelly, che interpreta la giovane dottoressa sopravvissuta Maggie, John Lynch nei panni di Arthur Wilde, il biologo collega di Annika, e Tomohisa Yamashita, che interpreta Aki Kobayashi. Yamashita è una star molto conosciuta in Giappone, sia a livello musicale che recitativo. Sua è anche la canzone a fine puntata della serie televisiva.

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Un thriller avvincente sottozero

The Head promette quindi di essere un thriller molto coinvolgente, in grado di tenere sulle spine gli spettatori che cercheranno di scoprire i misteri che avvolgono la base Polaris VI. Fatevi avanti e rinfrescatevi con qualche brivido di tensione e un’occhiata ai freddi paesaggi che circondano la stazione di ricerca più misteriosa delle serie tv!

Se Lara Croft è una delle vostre eroine preferite, allora alla vostra collezione non può mancare il film di Tomb Raider!