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Cinema e Serie TV

This Giant Beast That Is Global Economy: recensione in anteprima della nuova serie TV Amazon

Oggi vi proponiamo in anteprima la recensione (senza spoiler) della nuova serie TV Amazon Prime This Giant Beast that Is Global Economy, una docu-fiction girata con piglio e il ritmo dei migliori serial attuali, per scoprire quanto i meccanismi della grande finanza ci riguardino da vicino.

Quando si parla di economia o si pensa al mondo della finanza e dei grandi capitali, la maggior parte di noi ha un’idea molto vaga dell’argomento, sicuramente lo trova poco attraente e soprattutto ne ignora sostanzialmente l’impatto, reale e molto concreto, sul nostro quotidiano. Dal prossimo 22 febbraio però tutto questo cambierà grazie a This Giant Beast That Is Global Economy, la nuova docu-fiction che andrà in onda su Amazon Prime Video, realizzata da Adam McKay (La Grande Scommessa e il recentissimo Vice – L’Uomo nell’ombra) e con protagonista Kal Penn (Dr. House e How I Met Your Mother, ma anche ex Associate Director of Public Engagement per Obama).

In otto, frizzantissime puntate, questa docu-fiction che ha il piglio delle migliori comedy attuali o degli show televisivi più amati, ci porterà in un vorticoso viaggio attorno al mondo, attraverso ben 13 Paesi, al fine di mostrarci su scala mondiale quanto in realtà argomenti che a noi possono sembrare astratti e astrusi influiscano sull’economia globale e sulle nostre vite.

Il ritmo è elevato e in ogni puntata si analizza, in modo divertente ma sempre acuto e interessante, un aspetto particolare del mondo dell’economia e della finanza, per comprenderne i veri meccanismi. Il denaro esiste davvero? Come si ricicla quello sporco? Acquistare prodotti contraffatti di grandi marche finanzia davvero il terrorismo? Cosa sono i bitcoin? Sono solo alcuni dei temi trattati nella serie, attraverso una serie di incontri con esperti “particolari” e spesso sopra le righe come ad esempio Jane e Rick Austin, famosi per le loro trasmissioni di sopravvivenza, il direttore del Future of Humanity Institute all’Università di Oxford, Nick Bostrum, o ancora Chad Braverman, che dirige un’azienda di famiglia specializzata in sex toys.

A contribuire notevolmente al fascino di questo prodotto sono infine anche le location, sempre originali e mai scontate, che contribuiscono a trasmettere un senso di spaesamento, che fa da contraltare agli argomenti trattati, sottolineandone la paradossale assurdità e al tempo stesso l’estrema concretezza, quantomeno per le ricadute che hanno sulla vita reale.

Le crypto-miniere di Praga, le piantagioni di gomma della Thailandia, uno sconsolato cimitero di aeroplani nel deserto del Mojave, una fabbrica di dildo a Los Angeles, contribuiscono a comporre uno sfaccettato mosaico di non-luoghi in cui perdersi per comprende più a fondo la natura sfuggente e transnazionale del denaro.

Forse leggendo tutto questo potreste pensare che siamo dalle parti di Michel Moore e dei suoi documentari, ma pur riconoscendo al regista un indubbio humor corrosivo, i prodotti di McKay hanno un approccio molto più contemporaneo e sono più vicini alla fiction che non al documentario classico, sia come linguaggio visivo che come stile narrativo.

This Giant Beast of Global Economy è un prodotto fresco, veloce (le puntate durano circa 40 minuti ciascuna), che intrattiene con profondità o approfondisce divertendo. Forse non riderete a crepapelle, ma sicuramente in ogni puntata arriverete in fondo col sorriso sulle labbra, attraversando mondi che credevate non esistessero nemmeno, per scoprire poi di aver comunque compreso qualcosa in più riguardo a fenomeni che per molti di noi sono così incomprensibili da diventare invisibili. Adam McKay e Kal Penn ve ne sveleranno i segreti con grande humor e ve li faranno diventare concreti mettendoli in rapporto con aspetti della vita semplici e familiari. Ma non fatevi trarre in inganno da questa ritrovata familiarità: l’economia globale è e resta una bestia gigante, il cui peso può schiacciarci in qualsiasi momento. Una risata non ci salverà, ma potrebbe aiutarci a scansarci al momento giusto.