Cinema e Serie TV

Transformers, 36 anni dei robottoni più famosi di sempre

Era il 17 settembre 1984 quando per la prima volta il pubblico di tutto il mondo poté osservare e conoscere i celebri robottoni trasformabili in comuni automobili conosciuti come Trasformers.

Quel giorno, infatti, andò in onda la prima volta la serie d’animazione Transformers (G1) co-prodotta dal 1984 al 1987 dallo studio americano Marvel Productions, dalla casa di produzione Sunbow e animata dalle giapponesi Toei Animation e Tokyo Movie Shinsha. A distanza di 36 anni scopriamo insieme in che modo si sono evoluti i Trasformers e quale impatto hanno avuto nella cultura pop.

I cartoni animati: quando il doppiaggio assume un’importanza fondamentale

I Transformers si sono fatti conoscere per la prima volta sotto forma di cartoni animati, dunque l’approfondimento in questione proseguirà osservando in che modo questa tipologia mediatica si è evoluta nel tempo. Soprattutto analizziamo come il doppiaggio ebbe un ruolo fondamentale per lo sviluppo della storia. Infatti la prima volta che i Transformers giunsero in Italia nella metà degli anni ’80, i Decepticons erano chiamati Distructor, Optimus Prime veniva chiamato Commander, gli Autobot erano conosciuti come Autorobot, i Dinobot erano chiamati Dinorobot e Grimlock veniva chiamato Tiran.

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Questo era dovuto ai nomi dei giocattoli distribuiti da GiG. I nomi originali e un adattamento più fedele vennero inseriti in un ridoppiaggio moderno dovuto alla distribuzione DVD che si ebbe soltanto nel 2008. La quarta stagione, invece, venne doppiata in italiano dalla Sanverproduction solo nel 2011.

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In ogni caso la serie venne terminata il 25 febbraio 1987 e successivamente vennero prodotte nuovi show conosciuti come Transformers: Headmasters e Transformers: Zone. Nel 1996 ebbe inizio la prima serie totalmente in 3D conosciuta come Beast Wars che venne seguita da Beast Machines nel 1996. La prima serie venne trasmessa in Italia poco dopo l’uscita negli Stati Uniti, mentre la seconda arrivò solo 10 anni dopo la messa in onda, ma unicamente in versione Home Video. Beast Wars presentava alcuni stessi problemi di doppiaggio di Generation 1, mentre Beast Machines aveva tutti i nomi originali. Tra le due serie, comunque, ci sarebbe anche Beast Wars Neo, serie anime giapponese disegnata in chiave tradizionale finora mai arrivata in Italia.

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Appena quattro anni dopo, nel 2000, arrivò una nuova serie legata unicamente alla narrazione giapponese che prese il nome di Transformers: Car Robots. Quest’ultima venne importata negli Stati Uniti con il nome di Transformers: Robots in Disguise (nonché lo stesso nome di un’altra serie originale statunitense che non ha nulla a che vedere con quella giapponese) e il doppiaggio presentava solo alcuni problemi di pronuncia, ma i nomi dei personaggi erano quelli originali.

Nel 2002 arrivò la prima vera trilogia conosciuta come Trilogia Unicron. Questa era formata da Transformers: Armada, Transformers: Energon e Transformers: Cybertron, ma sebbene siano state prodotte in Giappone, le prime due presentavano un’idea di realizzazione americana e la terza non aveva alcun legame con le altre due. Per cercare punto di congiunzione, il doppiaggio americano modificò i dialoghi e quello italiano fece lo stesso.

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Le più recenti serie sono interamente statunitensi e troviamo Transformers Animated (2007), Transformers: Prime (2010), Transformers: Rescue Bots (2012), Transformers: Robots in Disguise (2015) e Transformers: Cyberverse (2018). Robots in Disguise è il sequel di Prime e quest’ultima viene collocata dalla stessa Hasbro come seguito del videogioco Transformers: La battaglia per CybertronRescue Bots, invece, è un’opera destinata prevalentemente ad un pubblico infantile.

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Di recente annuncio, infine, Transformers: War for Cybertron Trilogy, noto anche come Transformers – La battaglia per Cybertron: La trilogia, una serie Netflix basata sulla linea di giocattoli Hasbro. Si tratta comunque di una co-produzione statunitense e nipponica.

Le pellicole cinematografiche tra alti e bassi

I robottoni, però, si sono fatti conoscere al grande pubblico grazie alle pellicole cinematografiche. Il primo film uscì nel 1986 e prese il nome di Transformers – The Movie. Era sempre un film d’animazione ambientato 20 anni dopo la seconda stagione della serie The Transformers e un anno prima della terza. Ebbe, come vedremo dopo, anche due adattamenti fumettistici.

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Nel 2007 uscì al cinema il live-action Transformers con gli iconici Shia LaBeouf e Megan Fox nei panni rispettivamente di Sam Witwicky e Mikhaela Banes. Il film, diretto da Michael Bay, fu campione di incassi con un guadagno internazionale di ben 709.709.780 dollari. Inoltre fu candidato a ben tre Premi Oscar, ma fu anche l’inizio delle candidature ai Razzie Award: questa volta solo uno come peggior attore non protagonista per Jon Voight.

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In ogni caso il successo permise di realizzare altri due sequel: Transformers – La vendetta del caduto nel 2009 e Transformers 3 nel 2011. Il secondo film fu considerato uno tra i più brutti della trilogia tanto da essere candidato a sette Razzie Award e vincendo quello al Peggior film, Peggior regista a Michael Bay e Peggior sceneggiatura a Ehren Kruger, Alex Kurtzman e Roberto Orci.

Fu anche nominato alla Peggiore attrice protagonista a Megan Fox, Peggiore attrice non protagonista a Julie White, Peggior coppia a Shia LaBeouf e a scelta tra Megan Fox o qualsiasi Transformer, e Peggior prequel, remake, rip-off o sequel. Tuttavia fu candidato anche a un Oscar al miglior sonoro.

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Il terzo film, invece, venne considerato nettamente migliore del secondo, ma peggiore rispetto al primo. Nonostante ciò fu anche il film ad incassare più di tutti, ovvero 1.123.794.079 dollari, ma continuò a ricevere otto candidature ai Razzie Award e tre agli Oscar, senza vincerne nessuno.

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Dopo la suddetta trilogia, sempre Michael Bay diresse un quarto film. Stiamo parlando di Transformers 4 – L’era dell’estinzione, un semi-rebot della trilogia con un cast totalmente nuovo e l’inserimento dei Dinobot, robot conosciuti per la loro capacità di prendere le sembianze di dinosauri. Anche questa volta il successo di pubblico fu altissimo, con gli incassi che raggiunsero quota 1,104,039,076 dollari, ma la critica lo stroncò nominandolo a sette Razzie Award e facendogliene vincere due tra cui Peggior Regista.

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Nel 2017 arrivò anche un sequel, Transformers: l’Ultimo Cavaliere, che raccontava una storia molto complessa e cupa che aveva a che fare con il passato, il presente e il futuro dei Trasformers, del loro pianeta Cybertron e della stessa Terra. Tra i 12 Cavalieri di Cybertron, il mago Merlino e i Cavalieri della Tavola Rotonda, il film fece registrare un crollo degli incassi che portarono alla cancellazione del sequel atteso per il 28 giugno 2019 e l’annuncio di uno spin-off su Bumblebee.

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Ecco, quindi, che nel 2018 arriva Bumblebee diretto da Travis Knight. La trama viene ambientata negli anni ’80 e vede come protagonista uno degli scout degli Autobot più famosi. Il regista cambiò il look dei robot adattandolo più alle loro versioni originali e in generale il film non fu un successo economico, ma la critica lo ha promosso a pieni voti.

I fumetti tra adattamenti e serie originali

Passiamo adesso ad un aspetto forse meno conosciuto dei Transformers: i fumetti. Ebbene sì, dopo il successo del cartone animato, Marvel Comics decise di produrre una serie di ben 80 numeri. Dopo il grande successo riscontrato, nel 1992 venne realizzata una miniserie di 12 numeri, Generation 2, dove i Transformers si uniscono per avviare un’epica battaglia contro i Decepticon. Marvel realizzò anche un adattamento fumettistico di Transformers – The Movie nel 1986.

I fumetti americani ebbero un successo incredibile e allora i giapponesi provarono a seguire il trend positivo realizzando, dal 1990 al 2000, dei manga ispirati a G1 e a Beast Wars. Il successo, però, non fu lo stesso e infatti i volumi non superarono mai i confini del territorio nipponico.

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Dopo un lungo periodo di silenzio, i Transformers ritornarono in edicola e fumetterie grazie alla Dreamwave di Pat Lee. Venne realizzata una mini serie di sette numeri dal titolo Transformers Generation 1. Nonostante il grande successo di vendite e di critica, la Dreamwave dichiarò inaspettatamente bancarotta e nel 2004 uscirono solo gli ultimi episodi conclusivi. Dopo solo un anno, però, l’azienda si riprese grazie a dei finanziamenti esterni, ma ormai i diritti del marchio erano passati alla Hasbro e alla IDW Publishing.

Nel 2006, quindi, iniziò la mini serie Infiltration, seguita poi da Escalation e Devastation, oltre a una piccola parte parzialmente slegata chiamata Stormbringer e la serie Spotlight. Queste servirono all’azienda per comprendere l’interesse del pubblico e capire come muoversi con le pubblicazioni. Da quel momento la trama si allargò talmente tanto da diventare un unico universo con pubblicazioni a cadenza mensile.

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IDW realizzò, come accennato poco sopra, anche adattamenti dei film cinematografici, prequel e sequel degli stessi ed opere in continuità con i videogiochi. Il primo fu Transformers: The Animated Movie del 2006 il quale venne realizzato per il 25° anniversario della pellicola Transformers – The Movie.

Poi continuò con Transformers: La battaglia di Cybertron e Transformers: La caduta di Cybertron. Altra pubblicazione fu una breve collana intitolata Transformers: Robots in Disguise, dedicata all’omonima linea di giocattoli uscita nel 2016, ma che dal numero 35 prese semplicemente il nome di Transformers perché il precedente venne usato per un’altra collana uscita in parallelo.

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Recentemente, nel 2018, IDW ha avviato l’ultima fase delle collane con il crossover Transformers: Unicron. Quest’ultima terminò nel novembre del 2018 con la chiusura delle collane Optimus Prime e Transformers: Lost Light. L’editore, però, in collaborazione con la Hasbro ha riavviato Transformers: Unicron nel marzo del 2019.

La parentesi videoludica

In conclusione, i Trasformers sono anche sinonimo di videogiochi. Sono legati al franchise ben 24 titoli tra giochi originali, crossover e titoli brandizzati come Angry Birds Transformers. Tra i più famosi possiamo ricordare Transformers del 1986, Transformers: The Headmasters del 1987, Beast Wars: Transformers del 1997, Transformers: The Game del 2007 e Transformers: Rise of the Dark Spark del 2014.

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Insomma, i Transformers hanno accompagnato intere generazioni appassionando milioni di spettatori curiosi di scoprire tutte le varie spettacolari trasformazioni di questi colorati robottoni che prendevano sembianze variopinte e molto realistiche. Inutile negarlo, ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sperato che una macchina parcheggiata sotto casa si trasformasse. La speranza, comunque, è sempre l’ultima a morire così come quella di vedere un buon film dedicato al franchise.

Ecco a voi l’esclusiva raccolta in Blu-Ray di tutti i film dei Transformers, compreso lo spin-off su Bumblebee.