Giochi di ruolo

Van Richten’s Guide to… Ravenloft? La Recensione

E’ uscito da poco il nuovo manuale per Dungeons & Dragons Quinta Edizione intitolato Van Richten’s Guide to Ravenloft e, come avrete intuito dal titolo, ho qualche dubbio su questo volume, soprattutto sul titolo. Cercherò di fornire le mie motivazioni nel corso della recensione. Come al solito ci tengo a precisare che le impressioni proposte sono date dalla sola lettura del manuale e non, ancora, da lunghe sessioni di gioco.

L’occhio vuole la sua parte

Van Richten’s Guide to Ravenloft

Come ci ha abituato da tempo la Wizards of the Coast il manuale di Van Richten’s Guide to Ravenloft vanta ben due copertine: una regular e l’altra variant. Devo dire che questa volta entrambe le copertine sono di ottimo livello ed è davvero difficile scegliere quale sia la migliore. La regular è opera di Anna Podedworna già conosciuta per i suoi lavori con CD PROJEKT RED, sviluppatori di Cyberpunk e The Witcher, e League of Legends, che ha scelto di rappresentare il Dottor Rudolph van Richten e Ez d’Avenir alle prese con il cattivo per antonomasia di Ravenloft: Strahd von Zarovich.
La Variant è opera di Scott M. Fischer, conosciuto per le cover dei fumetti di Buffy The Vampire Slayer e per le sue collaborazioni con Disney e Microsoft, che ha scelto di ritrarre la cacciatrice di mostri Ezmerelda D’Avenir con sullo sfondo alcuni dei Signori Oscuri di Ravenloft. La solidità e la qualità dei materiali del volume sono come sempre di ottimo livello. Le illustrazioni interne sono molte e rimandano a un immaginario horror piuttosto “patinato” e poco sanguinolento. Da segnalare tra i cartografi l’italianissima Francesca Bearald autrice di alcune splendide mappe.

Ravenloft tra passato e presente

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Ravenloft è un’ambientazione che risale ai primi anni ottanta ed è stata modificata e rivista più volte nel corso degli anni. I vecchi giocatori si chiederanno sicuramente se Van Richten’s Guide to Ravenloft sia una riedizione o un aggiornamento delle vecchie edizioni. Direi che si tratta di un reboot vero e proprio con un distacco dal passato. Certo ci sono ancora le Nebbie il concetto di prigione dei Signori Oscuri ma il mondo di gioco è stato riorganizzato e i Domini sono più difficilmente accessibili, sono zone separate e non hanno rapporti tra di essi. Inoltre i vari Domini hanno una meccanica “restart quindi sconfitto un Signore Oscuro non è detto che questo non ritorni in “vita” dopo qualche tempo rendendo le azioni dei Personaggi poco incisive sugli eventi futuri. Difficilmente potremo dare vita a una campagna, più facilmente a delle singole avventure più o meno lunghe. Un’altra variazione che salta subito all’occhio è stato il cambio di genere di alcuni Signori Oscuri, diventati di genere femminile, probabilmente per equilibrarne il numero decisamente sbilanciato a favore della controparte maschile nelle edizioni precedenti. Visto l’allargarsi dei giocatori a una larga componente femminile, e i cambiamenti sociali di questi anni, mi pare una scelta condivisibile e che comunque non inficia assolutamente l’ambientazione.

Contenuti

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Se in Van Richten’s Guide to Ravenloft cercate tonnellate di nuove regole, archetipi, oggetti magici, armi, incantesimi in gran quantità, ne rimarrete sicuramente delusi. Il focus del manuale è sicuramente sulla narrazione e meno sulle regole. Ma tra le opzioni aggiuntive possiamo sicuramente segnalare i tre nuovi Lignaggi, che di fatto sostituiscono le razze: i Dhampir, mezzi vampiri che conducono un’esistenza sospesa tra la vita e la morte, gli Hexblood, frutto della magia e di patti oscuri con le Streghe, e i Reborn, creature che dovrebbero essere morte ma non lo sono e vanno in cerca di risposte. Anche i Doni Oscuri sono un’aggiunta interessante che permettono ai Personaggi, in situazioni particolari, di essere tentati dalla Potenze Oscure con dei poteri che però richiedono sempre un prezzo da pagare. Grande spazio viene ovviamente lasciato alla descrizione dei vari Domini che compongono Ravenloft. E’ interessante notare che non vengono fornite le statistiche dei Signori Oscuri dei Domini, ma si rimanda al Manuale dei Mostri per le statistiche di base e si accenna ai loro poteri. E’ sicuramente una precisa scelta visto che invece ci si dilunga molto sulla loro personalità, ambizioni, motivazioni desideri e frustrazioni. Infine non poteva mancare una serie di nuovi mostri, trentadue, che offrono ai Dungeon Master nuovi nemici da mettere sul cammino dei Personaggi.
Come detto Van Richten’s Guide to Ravenloft è un manuale ricco di contenuti che definirei narrativi, contenuti che mirano ad aiutare i Master a inserire elementi horror nella loro campagna. Tutti i tipi di horror: dal classico gotico, a quello di storie di fantasmi, all’horror cosmico, ispirato ovviamente ai miti di Cthulhu, psicologico fino agli investigatori dell’occulto. Il manuale offre spunti, suggerimenti e raccomandazioni per sviluppare al meglio avventure basate su tali stili. E, a mio, parere lo fa in maniera egregia.

Spaventare i giocatori o i Personaggi?

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Una delle cose che ho notato è che mi ha colpito maggiormente sono i numerosi richiami all’interno del volume a voler sottolineare come un buon Master dovrebbe confrontarsi con i propri giocatori per decidere il livello di paura che verrà adottato al tavolo da gioco: da come sia meglio non affrontare certi argomenti se ritenuti troppo sensibili o spaventevoli per i giocatori coinvolti, a come bisognerebbe mirare a spaventare più i Personaggi che i giocatori. Mi sembra evidente che la Wizards of the Coast stia cercando di rendere i suoi prodotti usufruibili in maniera sicura da sempre un maggior numero di giocatori e probabilmente sta anche cercando di evitare che Dungeons & Dragons cada preda di polemiche o controversie. All’interno del volume sono presenti delle apposite regole per gestire la Paura e lo Stress che, così a prima lettura, non mi sembrano validissime ma per un giudizio definitivo credo vadano provate in gioco.

Vecchi amici

In Ravenloft sono ancora presenti i Vistani, che ora vengono proposti come commercianti che vagano tra i vari Domini, unici a potersi muovere liberamente tra le nebbie e che come era già noto hanno perso tutte le loro caratteristiche legate al classico immaginario zingaresco. Ritornano anche diversi Personaggi Non Giocanti di una certa fama come Ez d’Avenir, Rudolph van Richten, il figlio Erasmus e altri. Torna anche il duo di investigatori Alanik Ray e Arthur Sedgwick, gli Sherlock Holmes e Watson di Ravenloft, anch’essi ammodernati sia nella rappresentazione grafica sia nel loro rapporto divenuto palese tanto da essere sposati.
Come nel caso dei Signori Oscuri anch’essi non sono dotati di un blocco di statistiche ma solo di una descrizione, delle loro motivazioni e dei brevi spunti per qualche avventura, rendendoli facilmente inseribili un po’ ovunque. Avrei forse preferito che il volume si dilungasse maggiormente su questi “vecchi amici”, che presentati in questo modo mi sembrano essere messi lì unicamente perché fa molto Ravenloft, e perché se non fossero stati inseriti avrebbero causato l’ira dei fan.

Conclusioni

E qui vengo ai dubbi del titolo. Secondo me, alla luce di quello che ho scritto, avrei ritenuto più giusto chiamare il manuale “Van Richten’s Guide to Horror e non “to Ravenloft“. Di Ravenloft rimane la fama e i fasti passati, ma c’è stata una netta sterzata di tipo narrativo e in fondo il manuale è una vera e propria guida, molto ben fatta, all’horror in generale. I singoli domini sono delle “bolle” a sé stanti, molto ben caratterizzate, dove ambientare delle singole avventure legate ai vari tipi di horror proposti. Interessante la scelta di non indicare le statistiche dei Signori Oscuri, suggerendo così che i Personaggi farebbero meglio ad avere un’interazione non violenta con essi. Anche perché sconfiggerli sul piano “fisico” conta poco visto che sono destinati a ritornare al loro posto dopo un po’ di tempo.  Le nuove regole sono poche ma bene fatte soprattutto per quello che riguarda i Lignaggi e i Doni Oscuri che possono portare scompiglio nel gruppo dei Personaggi.
Lo ritengo quindi un manuale interessante e valido soprattutto per i Master che vogliano inserire elementi horror nelle loro avventure e campagne di Dungeons & Dragons meno per quelli che sono in cerca di un’ambientazione alternativa. Il manuale dimostra anche come Dungeons & Dragons (e quindi la Wizards of the Coast) stiano andando sempre più verso le richieste di inclusività e uguaglianza che vengono invocate a gran voce dalla moderna società civile. Direi in maniera del tutto legittima.

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Van Richten’s Guide to Ravenloft


Un valido accessorio per tutti i Master che vogliano aggiungere un tocco horror, di qualsiasi tipo, alla propria campagna di Dungeons&Dragons. Poco utile per chi stia cercando un'ambientazione per una lunga campagna di gioco.

Pro

  • Sono trattati molti stili di horror diversi
  • Il materiale è facilmente adattabile a qualsiasi campagna
  • Ottima veste grafica

Contro

  • Di Ravenloft è rimasto poco
  • Non adatto per una lunga campagna