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Adolescenti schiavi del telefono? Google aiuta i genitori

I vostri figli passano troppo tempo con lo smartphone in mano e non ascoltano i vostri saggi consigli sul limitarne l'uso? E voi spegneteglielo da remoto. Sì, si potrà fare anche questo con Family Link (disponibile sia su iOS che Android), il tool messo a punto da Google per il controllo parentale dell'attività mobile dei […]

I vostri figli passano troppo tempo con lo smartphone in mano e non ascoltano i vostri saggi consigli sul limitarne l'uso? E voi spegneteglielo da remoto. Sì, si potrà fare anche questo con Family Link (disponibile sia su iOS che Android), il tool messo a punto da Google per il controllo parentale dell'attività mobile dei minori. Il funzionamento è semplice, basterà dare l'ordine tramite Google Assitant e il gioco è fatto.

Si fa un gran parlare ultimamente del tempo che gli adolescenti (e non solo in verità) trascorrono sullo smartphone, tanto che molti sistemi operativi mobili stanno introducendo funzioni di misurazione nella speranza di scoraggiare chi trascorre la maggior parte del suo tempo in questo modo. La soluzione proposta da Family Link però è più drastica. Per alcuni forse anche troppo, ma ricordiamoci che stiamo parlando di minori di 13 anni.

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Sì, perché chi ne ha di più dovrà comunque dare il proprio consenso (ve lo immaginate?), altrimenti i genitori non potranno procedere. La soglia di età comunque dovrà essere stabilita in ciascuna nazione, a seconda delle leggi vigenti, perciò in Italia le cose potrebbero non stare esattamente così. Per i minori di 13 anni comunque saranno molte le funzioni che i genitori potranno decidere unilateralmente di attivare, dalla limitazione del funzionamento solo in determinati orari al controllo delle app installate, del tempo passato sul Web e degli eventuali soldi spesi (vi ricordate il problema degli acquisti in-app di molti giochi free to play?).

Basterà tutto questo? La risposta, ovviamente, è no. Senza un lavoro preventivo di formazione da parte dei genitori i ragazzi vivranno tutto questo soltanto come un inutile divieto, un'imposizione degli adulti che "non capiscono" le loro esigenze. Del resto fare i genitori, si sa, è il mestiere più difficile del mondo. Soprattutto se si passa la maggior parte del tempo libero appiccicati allo smartphone.