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AMD conferma: vedrete nuovi Ryzen Threadripper in futuro

A margine dell’annuncio dei nuovi Ryzen 3000 e i primi dettagli sulle schede Radeon RX 5000 Navi, il CEO di AMD Lisa Su ha affermato che l’azienda è impegnata a supportare pienamente anche la piattaforma Ryzen Threadripper, ossia la fascia High End DeskTop (HEDT) rivolta principalmente ai professionisti che devono assemblare workstation con molti core.

La dichiarazione della Su è importante, perché dopo aver annunciato l’arrivo di una nuova serie di soluzioni entro l’anno, i Threadripper di terza generazione erano misteriosamente scomparsi dalle ultime roadmap.

Il CEO di AMD non ha spiegato il motivo per cui i processori sono svaniti dalla roadmap, o quando vedremo la prossima generazione su mercato, ma ha voluto comunque rassicurare tutti.

“Non penso che abbiamo mai detto che i Threadripper non erano destinati a continuare, è qualcosa che ha preso vita propria su Internet. Vedrete senza dubbio nuovi Threadripper in futuro”.

La sfida è quella di differenziare i futuri Threadripper dai nuovi Ryzen 3000. La prima generazione di Threadripper offriva fino a 16 core, che è probabilmente il massimo – anche se il Ryzen 9 3900X si ferma a 12 core – che può offrire AMD con i nuovi Ryzen. I Threadripper di seconda generazione si sono spinti a 12/16 core per i modelli X e 24/32 core per quelli WX.

Per segnare una netta differenza con la gamma desktop mainstream, AMD dovrà probabilmente spingersi oltre, ai 64 core offerti dagli EPYC di seconda generazione (Rome), interrompendo la realizzazione di Threadripper a 12 e 16 core. Eventualità che Lisa Su sembrerebbe confermare: “se il mainstream va verso l’alto, allora anche Threadripper dovrà farlo. Ed è quello su cui stiamo lavorando”.

Lisa Su ha sottolineato che AMD “ama” il mercato HEDT e che la piattaforma ha fatto bene, posizionandosi secondo le aspettative nei mercati delle workstation e nella creazione dei contenuti.

Non male per un progetto che è partito in modo del tutto sperimentale, da un piccolo gruppo di dipendenti AMD che lavorato “nel proprio tempo libero” sfruttando le risorse legate alle CPU Ryzen, in primis l’interconnessione Infinity Fabric, spina dorsale di tutti i progetti dell’azienda.