Quando un processore è talmente potente da far girare 400 copie simultanee di Doom senza nemmeno sudare, forse è il momento di ripensare i nostri parametri di valutazione delle prestazioni. Il canale YouTube Level1Techs ha recentemente messo alla prova un sistema basato su AMD Threadripper Pro 9995WX in una dimostrazione che ha dell'incredibile, rivelando come la potenza di calcolo moderna abbia raggiunto livelli che sfiorano l'assurdo. La cosa più sorprendente? L'host Wendell si è accorto di aver lasciato accidentalmente 100 copie di Doom in esecuzione solo quando ha notato un punteggio leggermente inferiore al previsto in Cinebench 24.
Quando Crysis diventa un gioco da ragazzi
Il sistema testato da Level1Techs rappresenta una vera e propria meraviglia dell'ingegneria moderna, come lo definisce lo stesso Wendell. Alla domanda provocatoria "Può far girare Crysis?", la risposta è tanto tecnica quanto divertente: il Crysis originale va in crash con troppa VRAM disponibile, ma il sistema può tranquillamente eseguire otto istanze simultanee del gioco, ognuna con 24GB di VRAM dedicata. Questa capacità deriva dalla presenza di otto GPU discrete con 24GB di VRAM ciascuna, ricavate da appena due schede fisiche.
La configurazione del Falcon NorthWest Talon utilizzato nel test include infatti due GPU RTX Pro 6000 da 600W, per un totale di 192GB di VRAM. Il tutto poggia su una scheda madre Asus WRX90 Sage SE, dotata di slot DIMM e PCIe in abbondanza, oltre a numerose porte I/O ad alta velocità.
L'apocalisse Doom in 400 istanze
La dimostrazione più spettacolare arriva quando Wendell mostra quattrocento copie di Doom funzionanti contemporaneamente. La strategia vincente si è rivelata quella di utilizzare quattro macchine virtuali, ciascuna con 100 istanze del gioco. Secondo il creatore, questa configurazione utilizza soltanto quattro o cinque dei dodici chiplet disponibili nel processore, lasciando ampi margini di manovra per ulteriori carichi di lavoro.
La scelta iniziale di 96 istanze di Doom non era casuale: rispecchiava i 96 core e 192 thread offerti dal Threadripper Pro 9995WX. Questa dimostrazione ha evidenziato come i benchmark tradizionali risultino inadeguati per valutare sistemi di tale portata, incapaci di sfruttare la scalabilità dei thread disponibili.
Prestazioni oltre ogni limite
Wendell utilizza abitualmente il suo Threadripper Pro in overclocking, ottenendo un miglioramento del 18% su tutta la linea. Questa configurazione comporta un salto da 350W a 700W di TDP, ma il sistema rimane stabile anche sotto carichi di lavoro prolungati. Il raffreddamento è affidato a un AiO SilverStone, mentre la configurazione di base include 256GB di RAM, espandibile fino a 512GB o riducibile a 64GB per test specifici.
L'architettura del sistema beneficia dell'approccio AMD che consente a ogni chiplet di avere il proprio percorso verso il die I/O. Questa soluzione si dimostra particolarmente efficace nei progetti del mondo reale che utilizzano texture 12K, dove le differenze nei risultati diventano sorprendenti.
Al di là del gaming estremo
Nonostante le dimostrazioni ludiche, sistemi come questo non sono destinati a maratone di gaming simultaneo. Gli acquirenti di workstation di tale calibro le impiegano tipicamente per carichi di lavoro creativi complessi, elaborazioni AI avanzate o per gestire numerose macchine virtuali che richiedono risorse computazionali sostanziali. Il sistema Talon, disponibile già configurato, rappresenta un esempio di come la potenza di calcolo professionale abbia raggiunto vette che rendono obsoleti i parametri di valutazione tradizionali.
Come sottolinea Wendell con soddisfazione, il sistema "non ha RGB, come dovrebbe essere" - un dettaglio che evidenzia l'orientamento puramente professionale di una macchina progettata per prestazioni estreme piuttosto che per l'estetica.