Apple ha modificato il suo accordo di licenza per sviluppatori introducendo clausole che permettono alla società di Cupertino di recuperare commissioni e compensi non pagati direttamente dalle somme generate tramite gli acquisti in-app. La mossa, annunciata mercoledì, rappresenta un significativo rafforzamento della capacità di Apple di far rispettare le proprie politiche di monetizzazione in un panorama frammentato dove alcune giurisdizioni impongono l'apertura a sistemi di pagamento esterni.
Le modifiche riguardano specificamente gli sviluppatori che operano in regioni dove la normativa locale consente di integrare link verso sistemi di pagamento di terze parti. In questi mercati, gli sviluppatori mantengono l'obbligo di rendicontare ad Apple le transazioni effettuate esternamente per versare le commissioni dovute. La nuova formulazione contrattuale fornisce però ad Apple strumenti concreti per recuperare quanto ritiene le spetti nel caso rilevi una sottostima dei ricavi dichiarati.
Il contesto normativo è estremamente articolato: nell'Unione Europea vige il Digital Markets Act che impone maggiore apertura, negli Stati Uniti la questione delle commissioni è ancora sub judice dopo che una corte d'appello federale ha stabilito all'inizio del mese che un tribunale distrettuale dovrebbe valutare se consentire ad Apple di riscuotere una quota delle transazioni esterne, seppur non l'intero 27% precedentemente richiesto. Il Giappone si è recentemente aggiunto alla lista dei mercati dove Apple deve adeguare le proprie pratiche commerciali.
Secondo il testo aggiornato dell'accordo, Apple si riserva il diritto di "compensare o recuperare" quanto ritiene le sia dovuto, includendo esplicitamente "qualsiasi importo raccolto da Apple per conto dello sviluppatore dagli utenti finali". In pratica, la società può trattenere denaro proveniente dagli acquisti in-app di beni digitali, servizi, abbonamenti o dal prezzo di vendita delle applicazioni a pagamento. Il documento non specifica quali criteri Apple utilizzerà per determinare l'esistenza di debiti pregressi, limitandosi a dichiarare che le trattenute potranno avvenire "in qualsiasi momento" e "di volta in volta".
Le tipologie di pagamenti che variano nel tempo sono limitate ma significative: commissioni standard, tariffe specifiche e imposte. Particolarmente rilevante è la Core Technology Fee (CTF) nell'Unione Europea, attualmente fissata a 0,50 euro per ogni prima installazione annuale oltre il milione nei precedenti dodici mesi. A gennaio 2026, Apple sostituirà la CTF con la Core Technology Commission (CTC), una struttura tariffaria basata su percentuali più complessa che si applicherà alle app che utilizzano metodi di pagamento esterni o sono distribuite secondo i termini commerciali alternativi previsti per il mercato europeo.
L'accordo aggiornato estende ulteriormente la portata delle azioni di recupero crediti: Apple può riscuotere importi non versati da "affiliate, società controllanti o controllate" collegate all'account debitore. Tradotto in termini pratici, la società può prelevare fondi da altre applicazioni dello stesso sviluppatore o da prodotti pubblicati dalla casa madre. Le modifiche sono contenute negli Allegati 2 e 3, sezione 3.4, dedicata alla distribuzione delle applicazioni agli utenti finali.
Le novità contrattuali non si limitano agli aspetti economici. Apple introduce sezioni dedicate alla sua tecnologia di verifica dell'età, nuovi termini specifici per le app iOS in Giappone e requisiti aggiuntivi su funzionalità emergenti. Particolarmente interessante è la definizione di requisiti per assistenti vocali basati su intelligenza artificiale attivabili tramite il tasto laterale dell'iPhone, accompagnata dal divieto di registrazioni effettuate senza consapevolezza degli utenti.
Quest'ultima clausola riguarda registrazioni audio, video e dello schermo, strumenti comunemente utilizzati dagli sviluppatori per identificare problemi nell'esperienza utente o individuare bug. Apple non vieta categoricamente queste pratiche, ma inserisce un'esplicita dichiarazione: "La vostra applicazione non deve essere progettata per facilitare registrazioni di terzi senza la loro consapevolezza". L'interpretazione che la società darà a questa formulazione rimane da verificare nell'applicazione pratica, lasciando margini di incertezza per gli sviluppatori che integrano sistemi di analisi comportamentale o assistenza tecnica.