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Brevetti, un primo attacco a Linux

Dopo le polemiche scaturite della parole Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft, sull'infrazione di alcuni brevetti proprietari da parte del mondo Linux, arriva una causa che colpisce da vicino il mondo open-source. A sferrare l'attacco non è Microsoft, bensì IP Innovation LLC.

IP Innovation LLC ha citato in giudizio Red Hat e Novell per la presunta violazione di alcuni brevetti riguardanti l'interfaccia utente. Più precisamente si tratta del brevetto "User Interface with Multiple Workspaces for Sharing Display System Objects" rilasciato il 10 dicembre 1991, e di altri brevetti. Per lo stesso brevetto, IP Innovation aveva già citato in giudizio Apple giungendo a un accordo fuori dalle aule del tribunale.

IP Innovation linux

IP Innovation non ha reso noti i dettagli delle sue accuse, tuttavia è pensiero comune che al centro della disputa vi siano gli ambienti desktop GNOME e KDE, capaci di gestire desktop multipli e quindi in grado di eseguire quanto descritto nel brevetto. Per tale motivo la causa non è propriamente da ritenersi contro il mondo Linux, ma bensì contro uno dei suoi punti cardine.

Nonostante all'apparenza non sia della partita, Microsoft trova posto in questa vicenda per una serie di collegamenti tutti da verificare. IP Innovation è una sussidiaria di Acacia Technologies, proprietaria di un ampio portafoglio di brevetti che si propone di "far fruttare" attraverso azioni legali contro le più note aziende mondiali.

IP Innovation linux

Secondo quanto riporta Groklaw, nell'ultimo periodo, diversi dirigenti della casa di Redmond sono passati in Acacia Technologies e, tra loro, vi sarebbe un esperto di brevetti. Strana coincidenza? Tutto può essere.

Bisogna annotare però come Novell, alleata di Microsoft, sia parte del contenzioso e come Acacia in passato non si sia fatta scrupoli a portare alla sbarra gli uomini di Redmond. Il passaggio di alcuni uomini dall'azienda di Gates ad Acacia potrebbe essere solamente quindi una, seppur strana, coincidenza.

Da non dimenticare, infine, che una causa di queste proporzioni non dovrebbe infliggere a Linux il cosiddetto "colpo mortale" che Microsoft sembra avere nella manica. Non resta che attendere maggiori dettagli, perché se da una parte la vicenda sembra assumere proporzioni contenute, dall'altra sarà interessante seguirne gli esiti per "memoria futura".