Il mondo dell'informatica sta per vivere un momento di transizione significativo che costringerà molti utenti Apple a fare delle scelte importanti. Google ha annunciato ufficialmente che Chrome 139, la cui pubblicazione è prevista per il 30 luglio, non sarà più compatibile con macOS Big Sur, segnando la fine di un'era per tutti coloro che hanno scelto di rimanere fedeli al sistema operativo del 2020. Questa decisione rappresenta un punto di svolta per milioni di utenti che si trovano ora di fronte a un bivio: aggiornare il sistema operativo oppure cercare alternative al browser di Mountain View.
La strategia di Google per la sicurezza
La decisione di abbandonare il supporto per macOS 11 non è casuale, ma rientra in una strategia più ampia di Google volta a garantire la sicurezza degli utenti. Come spiegato dalla stessa azienda nella pagina Chrome Platform Status, utilizzare un sistema operativo supportato è fondamentale per mantenere la sicurezza. La versione 138 di Chrome rappresenterà quindi l'ultimo aggiornamento disponibile per chi utilizza ancora Big Sur, mentre tutte le versioni successive richiederanno almeno macOS 12 Monterey.
Questa scelta si allinea con le politiche di Apple, che ha già escluso macOS 11 dalla sua finestra di supporto ufficiale. Per Google, continuare a supportare sistemi operativi non più aggiornati da Apple significherebbe esporre gli utenti a potenziali vulnerabilità di sicurezza, un rischio che l'azienda non è disposta a correre.
Cosa accadrà concretamente agli utenti
Chi utilizza Chrome su macOS Big Sur non si troverà improvvisamente senza browser, ma la situazione diventerà progressivamente meno sostenibile. Il browser continuerà a funzionare normalmente, ma mostrerà un avviso di sistema non supportato e, soprattutto, non riceverà più aggiornamenti di sicurezza o nuove funzionalità. Per le nuove installazioni di Chrome dalla versione 139 in poi, macOS 12 o superiore diventerà un requisito obbligatorio.
Questa situazione crea un paradosso interessante: mentre il browser continuerà a essere utilizzabile, diventerà progressivamente meno sicuro e funzionale. È una strategia che Google ha già adottato in passato con altri sistemi operativi obsoleti, spingendo gradualmente gli utenti verso piattaforme più recenti senza creare interruzioni improvvise del servizio.
Le alternative per chi resta su Big Sur
Per quegli utenti che non possono o non vogliono aggiornare macOS, esistono ancora alcune opzioni valide. Safari continua a ricevere aggiornamenti di sicurezza anche su Big Sur, mentre browser alternativi come Firefox o Opera mantengono ancora il supporto per macOS 11, almeno per ora. Tuttavia, è probabile che anche questi sviluppatori seguiranno presto l'esempio di Google, rendendo sempre più difficile rimanere su sistemi operativi datati.
La questione hardware gioca un ruolo cruciale in questa transizione. Alcuni Mac più vecchi potrebbero non essere compatibili con le versioni più recenti di macOS, costringendo i loro proprietari a scegliere tra l'acquisto di nuovi dispositivi o l'accettazione di un ecosistema software progressivamente limitato. È una dinamica che riflette il ciclo naturale dell'innovazione tecnologica, ma che non sempre tiene conto delle esigenze economiche degli utenti.
Il momento della scelta
Con la scadenza del 30 luglio che si avvicina, gli utenti di macOS Big Sur si trovano di fronte a una decisione che va oltre la semplice scelta del browser. Chi ha la possibilità di aggiornare il sistema operativo dovrebbe considerare seriamente questa opzione, non solo per mantenere la compatibilità con Chrome, ma anche per beneficiare delle migliorie di sicurezza e funzionalità delle versioni più recenti di macOS.
Questa transizione rappresenta un esempio emblematico di come l'evoluzione tecnologica richieda continuamente adattamenti da parte degli utenti. La fine del supporto per macOS Big Sur da parte di Chrome non è un evento isolato, ma parte di un processo più ampio che vedrà probabilmente altri sviluppatori seguire la stessa strada nei prossimi mesi.