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Cresce il numero di supercomputer cinesi, ma quelli USA sono più potenti

La Cina accresce ancora il numero di supercomputer presenti nella classifica TOP500, mentre gli Stati Uniti conservano lo scettro della potenza aggregata.

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Avatar di Vittorio Rienzo

a cura di Vittorio Rienzo

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 24/11/2019 alle 16:00
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In questi giorni è stata pubblicata la 54esima edizione della classifica Top 500 dei supercomputer più potenti al mondo. Rispetto alla classifica di giugno (viene stilata due volte l'anno), Cina e Stati Uniti mantengono i loro primati per quanto riguarda il numero di installazioni. Tuttavia un dato sensibilmente in aumento è la potenza di calcolo che i supercomputer riescono ad offrire. Per il test gli esperti hanno utilizzato il benchmark High Performance Linpack che ha rivelato un risultato di ben 1,65 exaflops complessivi.

Le installazioni più performanti rimangono quelle di IBM, Summit e Sierra, basate su CPU Power9 e GPU Nvidia Tesla V100. Interessante però è il distacco tra le due, con Summit che arriva ad elaborare 148,6 petaflops, contro Sierra che si ferma a 94,6 petaflops.

supercomputer-frontera-49430.jpg

Al terzo posto troviamo invece il Sunway TaihuLight, un supercomputer sviluppato dal National Research Center of Parallel Computer Engineering & Technology in Cina, alimentato esclusivamente da processori Sunway SW26010 che raggiunge una potenza di calcolo di 93 petaflops.

Anche la quarta posizione è occupata da un sistema cinese, il Tianhe-2A da 61,4 petaflop, ma in questo caso ritroviamo CPU Intel Xeon ed acceleratori grafici Matrix-2000. Il quinto gradino è occupato dal Frontera, un sistema Dell C6420 che sfrutta processori Intel Xeon Platinum per una potenza che raggiunge i 25,5 petaflops.

Sesta e settima posizione invece le impegna Cray, grazie rispettivamente al Piz Daint installato presso lo Swiss National Supercomputing Centre (CSCS) di Lugano da 21,2 petaflops (il più potente d’Europa) e il Trinity da 20,2 petaflops alimentato da processori Xeon e Xeon Phi.

L’ottavo supercomputer più potente al mondo si trova invece in Giappone, costruito da Fujitsu, e utilizza processori Xeon Gold e GPU Nvidia Tesla V100 per una potenza HPL di 19,9 petaflops. Si chiama AI Bridging Cloud Infrastructure (ABCI).

In nona posizione troviamo il SuperMUC-NG, un sistema costruito dalla cinese Lenovo alimentato da processori Intel Xeon Platinum ed una potenza di 19,5 petaflops. A chiudere la top dieci c’è Lassen, la controparte del supercomputer Sierra di IBM con il quale condivide l’architettura composta da CPU Power9 e GPU Nvidia Tesla V100 con una potenza di 18,2 petaflops.

Il dato più significativo in ogni caso, è quello che emerge dal territorio cinese. Da giugno, la Cina ha guadagnato ben 8 nuove installazioni, passando dalle 219 di sei mesi fa alle 227 attuali. Questo non basta a spodestare il primato statunitense che seppur conti solo 118 installazioni, raggiunge prestazioni aggregate pari al 37,8% dell'intera classifica.

È interessante notare però che tale quota si è ridotta rispetto al 38,4% di giugno, mentre quella cinese è aumentata passando dal 29,9% delle prestazioni aggregate al 31,1%, un aumento di due punti percentuali che sommati alla riduzione registrata negli USA assottiglia ulteriormente il divario tra i due paesi.

L’avanzata cinese nel settore dei supercomputer ha fatto sì che anche la classifica dei fornitori subisse delle importanti variazioni. Le prime tre posizioni per numero di installazioni infatti, sono occupate da aziende cinesi che sono Lenovo, con 174 installazioni, Sugon con 71 e infine Inspur con 65. Quarto e quinto posto vengono invece occupate rispettivamente da Cray che conta 36 installazioni ed HPE con 35.

Tuttavia la classifica non tiene conto del fatto che nel maggio scorso, Cray è stata acquisita da HPE, per cui sommando il numero di installazioni delle due società HPE raggiungerebbe a pari merito Sugon sul gradino centrale del podio. Questo comunque non influenzerebbe il primato di Lenovo, che conta oltre il doppio delle installazioni rispetto al duo formato da Sugon ed HPE.

Infine per quanto riguarda la fornitura dei chip, Intel ed Nvidia rimangono leader indiscussi di CPU e GPU. Nel caso di Intel, ben 470 dei 500 sistemi della classifica montano CPU dell’azienda di Santa Clara, seguita da IBM che invece conta solamente 14 sistemi basati sulle proprie CPU. AMD è presente in soli 3 sistemi. Per quanto riguarda Nvidia invece si sfiora il monopolio della classifica, con 136 dei 145 sistemi accelerati che vantano la presenza di GPU Tesla.

È quindi evidente la strada intrapresa dalla Cina, che a piccoli passi macina terreno nel settore dei supercomputer rispetto agli USA che invece nonostante la potenza nelle prestazioni aggregate, toccano il minimo storico per numero di installazioni. Rimane tuttavia ancora forte la dipendenza tecnologica della Cina nei confronti degli Stati Uniti.

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