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Deve essere tutto Centrino? – Intel dice “No”!

Pagina 1: Deve essere tutto Centrino? – Intel dice “No”!
Il Celeron M di Intel, processore per computer portatili basato su Pentium M, è entrato con discrezione nel mondo dei notebook questo gennaio. In pochi lo hanno notato: noi lo abbiamo confrontiamo con il fratello maggiore e verificato prestazioni di sistema e durata della batteria.

Relegazione Intenzionale

Intentional Restraint

Intel, virutalmente inosservata, questo gennaio ha lanciato il nuovo processore Celeron M, mirato all’uso nei notebook a basso costo.

Il nome “Celeron”, com’è tipico nella nomenclatura Intel, significa “un processore economico ma veloce", mentre la “M” indica che è un derivato del Pentium M, nome in codice Banias.

Il Celeron Mobile è un processore ben conosciuto, provato e riprovato in notebook a basso costo, ma il nuovo venuto Celeron M ha in comune con esso tanto quanto il Mobile Pentium 4-M ha in comune con il Pentium M: assolutamente nulla. Mentre Pentium 4 M e Mobile Celeron sono entrambi basati sul core Northwood e di conseguenza su architettura desktop, il Celeron M (core Banias) è stato sviluppato esplicitamente per i portatili.

Le differenze più importanti tra Pentium M e Celeron M – a parte naturalmente il prezzo- sono un ammontare dimezzato di cache L2, 512 KB, e la mancanza della tecnologia di risparmio energetico “Enhanced Speedstep”.

Scopo di questa recensione è anche verificare quanto queste due differenze influenzino prestazioni e durata della batteria.

I test si basano su un Latitude D505 di Dell, offerto sia in configurazione con Celeron M 1.2 GHz che con Pentium M 1.4 GHz. La differenza di prezzo è di $100, esattamente la differenza tra i due processori.

Abbiamo determinato, anche senza testare, una cosa: un notebook equipaggiato con un Celeron M, un chipset Intel compatibile con Pentium M e un modulo WLAN 802.11b sempre di Intel non è papabile del logo Centrino.

Non tutto deve essere Centrino, a quanto pare la pensa così anche Intel!