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DockCase, la docking station USB-C diventa smart

Sono parecchie le docking station USB-C presenti sul mercato, e se fino a poco tempo fa interessavano principalmente ai possessori di MacBook, oggi sono molti i notebook Windows che basano la loro connettività su poche porte USB-C. DockCase si propone come la prima docking station smart, e la sua intelligenza risiede nella possibilità di interagire con il dispositivo tramite un software, uno schermo e alcuni pulsanti che permettono di cambiare alcune impostazioni. Tutte le altre docking station “non smart” non permettono di cambiare il loro funzionamento e si offrono come dei semplici dispositivi moltiplicatori di porte.

DockCase è dotata di quattro porte USB-A (due delle quali in versione 2.0, quindi con velocità limitata), una porta USB-C ad alta velocità, una porta USB-C che permette di alimentare i dispositivi fino a un massimo di 100 watt, una porta HDMI 2.0 e una porta Ethernet Gigabit. Le due porte USB a bassa velocità si offrono come soluzioni per connettere periferiche di input, come mouse e tastiere, comunque possono raggiungere i 480 Mbps, quindi sono tranquillamente utilizzabili per trasferimenti dati nel caso ne abbiate la necessità. Basa tutta la connettività sullo standard USB-C, cioè non è una docking station Thunderbolt.

Nella parte superiore c’è un piccolo schermo da 1.54” che mostra lo stato di funzionamento dei vari connettori e permette anche di cambiare alcune caratteristiche, suddividendo le risorse a disposizione in base alle proprie necessità. Queste modifiche si effettuano scegliendo tra tre modalità differenti: Data Mode, che permette di impostare una porta USB alla massima velocità per velocizzare il trasferimento dati, Video Mode permette di interpolare un segnale 4K a 30 FPS per un’uscita sull’HDMI a risoluzione 4K a 60 Hz mentre Charging Mode massimizza l’energia in uscita dalla porta USB PD 3.0 per raggiungere i 100 Watt. C’è anche una quarta modalità, personalizzata, che permette di intervenire manualmente sui singoli parametri e personalizzare il funzionamento di DockCase in base alle proprie esigenze.

La presenza di una software di controllo e di uno schermo permette di visualizzare anche altre informazioni, come la temperatura di esercizio e di intervenire anche sulla velocità di rotazione della ventola. La compatibilità di DockCase è estesa alla maggior parte dei dispositivi USB-C, quindi si va oltre all’abbinamento a un notebook, potrete connetterla a un iMac, un iPad o anche a una Nintendo Switch. È ben costruita, con il corpo in metallo, ed è anche ragionevolmente compatta.

Nella nostra prova l’abbiamo collegata a un Mac Mini e utilizzata come unico dispositivo per connettere tutti gli altri dispositivi. Non abbiamo riscontrato problemi tali da necessitare una segnalazione. Inizialmente abbiamo collegato un hard disk a una porta USB 2.0, riscontrando una velocità limitata nel trasferimento file, ma dopo aver cambiato il connettore tutto è filato liscio. Non particolarmente semplice l’interazione con il sistema operativo, considerando che dovrete usare solo due tasti per passare da un menù all’altro e cambiare le impostazioni, e lo schermo con caratteri minuscoli non aiuta. Tuttavia, dopo aver trovato la configurazione per le proprie necessità, che spesso equivarrà all’uso di una modalità predefinita, non dovrete interagirci molto.

Appurato che questo prodotto mantiene le promesse e fa quello che dice, dovremmo chiederci “vale la pena spendere di più per DockCase o qualsiasi altro adattatore è più che sufficiente?”. La risposta è semplice: se la vostra unica necessità è avere qualche porta USB in più per il notebook, risparmiate per un adattatore o docking station classica e più economica. Se invece avete necessità più specifiche, cioè le stesse che vi abbiamo raccontato in questa pagina, e necessitate di un dispositivo polivalente in grado di adattatarsi e rendersi utile in più situazioni, allora potrebbe valerne la spesa. In tal caso trovate DockCase in campagna Kickstarter a questo indirizzo ancora per qualche giorno.