Schede Grafiche

Due GTX 1080 Ti fanno sassi e foglie spettacolari

Perché spendere quasi 2.000 euro per prendersi due schede GeForce GTX 1080 Ti? Ma che domande, per fare dei bellissimi sassi digitali! Questa è la risposta che si è dato Rense de Boer, ex direttore artistico di Dice (Battlefield) e oggi artista freelance.

Boer voleva "esplorare i limiti del rendering in tempo reale" e trovare "un altro approccio su come creare contenuti per i giochi e vedere quanto lontano si può arrivare". Così ha passato cinque giorni a Tenerife (Spagna) a fare fotografie.

Poi ha investito qualche settimana per ricostruire quelle immagini usando Unreal Engine, uno tra i motori grafici più usati nel mondo dei videogiochi. Ha usato una tecnica nota come fotogrammetria per rilevare i dati di ogni immagine. Dati che poi sono serviti al software per creare elementi tridimensionali in modo realistico. Come accade quando giochiamo a un videogioco.

Il risultato è il video che potete vedere in questa pagina, che mostra un rendering in 4K e in real time. Secondo De Boer l'esecuzione è possibile su una singola 1080 ti arrivando a 45 FPS, forse 60. Ce ne vogliono due, invece, per ottenere la massima fluidità.

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A dirla tutta Boer non ha pagato per la coppia di GTX 1080 Ti che ha usato, perché gliele ha fornite direttamente Nvidia. L'azienda a quanto pare ha voluto sostenere l'esperimento – se non altro ha ottenuto qualche altro articolo sui media che citano un suo prodotto.

Piante e alberi sono ricostruiti una foglia alla volta, in modo da creare la profondità necessaria per assicurare realismo e un mondo più credibile.

De Boer voleva scoprire cosa succede quando si spingono al massimo sia l'hardware che il software. La risposta è "sassi bellissimi", ma chiaramente ci dice anche qualcosa sulle potenzialità di una potente piattaforma desktop. "Ora sto sviluppando una demo che mostra una foresta scandinava con dettagli alti da esplorare in tempo reale", conclude De Boer, "Il contenuto che ne uscirà si potrà recuperare e integrare in un gioco" che l'artista spera di portare su Steam entro la fine dell'anno.

Sarà una piccola demo, il minimo per permettere al giocatore di muoversi nell'ambiente e valutarne la qualità. Almeno quei giocatori che hanno una scheda grafica abbastanza potente. Dovrebbe essere possibile modificare field of view, apertura, distanza focale, profondità di campo e altri parametri.

L'obiettivo di De Boer, a lungo termine, è fondare una nuova società specializzata nello sviluppo di videogiochi di fascia alta. Giochi che saranno un piacere per gli occhi, e per questo non vediamo l'ora di scoprire di più sui progetti di De Boer.

Un esperimento ammirevole ma ci sta anche un tocco d'ironia: potevamo rispondere anche noi alla domanda "cosa succede se spingo tutto al massimo?". Succede che spendi 5.000 euro di computer, se ti va bene.