Memorie

Giappone e Corea del Sud ai ferri corti, un bel problema per il mondo dell’hi-tech

Non solo Stati Uniti e Cina, da qualche tempo è in atto un’altra guerra commerciale, quella tra Corea del Sud e Giappone, che sta colpendo anche il mondo dell’hi-tech a tutti i livelli. Il bello è che questa vicenda affonda le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale, quando i giapponesi compirono alcune atrocità contro i sudcoreani.

Non solo una diatriba di carattere storico, ma un vero e proprio scontro sfociato nella decisione della Corte suprema di Seoul di requisire i beni (a mo’ di risarcimento) di Nippon Steel e Mitsubishi Heavy Industries, due aziende nipponiche colpevoli di aver messo ai lavori forzati i sudcoreani durante la Guerra.

Un vero e proprio affronto per il Giappone, che ritenendo il debito di guerra saldato da tempo, ha spostato la questione sul fronte economico chiedendo l’intervento di un paese terzo per dirimere la questione.

Nel frattempo si è passati dalle schermaglie ai fatti, con il Giappone che ha bloccato le esportazioni verso la Corea del Sud di materie prime fondamentali per l’industria dei semiconduttori e degli schermi. La questione ha coinvolto anche i cittadini dei rispettivi paesi, con il boicottaggio da parte dei sudcoreani dei prodotti giapponesi (ad esempio la birra) e altre reazioni più o meno scomposte.

La questione non si è ancora risolta, tanto che il produttore di memorie sudcoreano SK Hynix ha annunciato di aver iniziato a usare materiali da un fornitore sudcoreano, svincolandosi per la prima vola dall’uso di materiali provenienti dal Giappone.

I vertici dell’azienda non hanno svelato il nome del fornitore di fluoruro di idrogeno ad alta purezza (si vocifera sia Ram Technology Co Ltd.), usato nella pulizia dei chip e nell’incisione del silicio. SK Hynix ha inoltre puntualizzato che non ha sostituito completamente il fluoruro di idrogeno proveniente dal Giappone.

È bene ricordare che il Giappone fornisce all’incirca il 70% della domanda mondiale di poliammide fluorurata usata negli schermi per smartphone, ma anche fotoresist e il già citato fluoruro di idrogeno ad elevata purezza, usati nella produzione di chip.