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Google Chrome: ad-blocker inutilizzabili a causa di modifiche al funzionamento delle estensioni?

In un documento tecnico ancora in fase di bozza, Google ha proposto alcune modifiche progettuali alla piattaforma delle estensioni che, se applicate, renderebbero inutilizzabili la maggior parte degli ad-blocker più popolari come uBlock Origin o uMatrix.

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Avatar di Alessandro Crea

a cura di Alessandro Crea

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/01/2019 alle 12:55
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Se siete abituali utilizzatori di Chrome e di alcuni dei più popolari ad-blocker come uBlock Origin o uMatrix ci sono potenziali brutte notizie per voi, perché presto queste estensioni potrebbero perdere gran parte della propria efficacia. Stando infatti ad un documento Google ancora in fase di bozza ma già accessibile pubblicamente, gli sviluppatori sarebbero intenzionati ad apportare alcune modifiche alle API della piattaforma delle estensioni, che sostanzialmente non consentirebbero più agli ad-blocker di essere efficaci.

Gli sviluppatori Google vorrebbero infatti sostituire le API webRequest, attualmente utilizzate da molti ad-blocker, con altre librerie chiamate declarativeNetRequest, o quantomeno limitare fortemente le funzioni delle prime, affiancandole alle nuove.

Perché? Perché webRequest consente ai plugin non solo di bloccare le pubblicità sulle pagine web visitate ma anche di modificare o reindirizzare le richieste di rete, dando così all'utente maggior controllo sui contenuti che preferisce ricevere. Le API declarativeNetRequest viceversa trasferirebbero a Chrome queste capacità, secondo gli sviluppatori al fine di velocizzare il caricamento delle pagine e "garantire un maggior livello di privacy agli utenti, impedendo ai plugin di leggere le richieste di rete effettuate sulla base del comportamento e degli interessi degli utenti stessi".

Insomma un modo elegante per dire che Google sta cercando di avere più controllo sulle inserzioni pubblicitarie, togliendolo agli utenti e impedendo che molte di esse siano bloccate come avviene attualmente. "Le estensioni agiscono per conto degli utenti, dando loro maggiori possibilità di controllo. Limitare le funzioni delle API webRequest API diminuirà questa capacità di controllo, a tutto vantaggio dei siti Web che ovviamente sarebbero felici di avere l'ultima parola su cosa debba essere visualizzato" ha spiegato a The Register Raymond Hill, sviluppatore proprio di uBlock Origin e uMatrix.‎

Hill tra l'altro non è l'unico sviluppatore ad aver espresso forti perplessità sulle modifiche proposte e molti utenti ne stanno discutendo sulle pagine GitHub dei plugin. Se Google porterà avanti questo approccio dunque milioni di utenti potrebbero scegliere di abbandonare il suo browser, passando a Firefox o a Safari. Una perdita grave, ma che forse non preoccupa molto il colosso di Mountain View, forte della propria posizione di dominio assoluto nel mercato dei browser, che difficilmente sarebbe intaccata anche da una migrazione di massa.

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