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COMPUTER QUANTISTICI

Google ha raggiunto la supremazia quantistica? È giallo

Un annuncio poi rimosso scatena la comunità scientifica: Google avrebbe raggiunto la supremazia quantistica. Vediamo di cosa si tratta.

Google, secondo quanto riportato dal Financial Times, avrebbe raggiunto la supremazia quantistica con un computer quantistico dotato di 53 qubit. La notizia arriva – per pura coincidenza – proprio quando IBM ha annunciato l’arrivo di un chip quantistico con 53 qubit.

Una notizia però circondata dal “giallo”. Il documento in cui Google dà la notizia è apparso sul sito della NASA nelle scorse ore, ma poi è stato rimosso.

Il Financial Times è però riuscito a “salvarlo” e l’ha ribattuto. Rimaniamo quindi in attesa di ufficialità, ma secondo Fortune il documento è probabilmente stato pubblicato accidentalmente prima di passare il processo di peer-review, cioè la revisione da parte della comunità scientifica.

Vediamo comunque cosa avrebbe raggiunto Google, con un breve preambolo. I computer quantistici lavorano in modo differente dai computer tradizionali: i secondi lavorano grazie ai bit, ovvero due stati che sono 0 oppure 1, in logica binaria.

I primi invece lavorano con i qubit, ovvero l’unità di informazione quantistica, capaci di assumere più valori contemporaneamente. Per questo un computer quantistico ha “margini di potenza” estremamente più alti di un PC tradizionale.

Con supremazia quantistica s’intende la capacità di un computer quantistico di risolvere un problema di cui un (super)computer tradizionale non può occuparsi in un intervallo di tempo ragionevole. Insomma, Google avrebbe dimostrato per la prima volta che un computer quantistico è superiore a uno tradizionale, o quantomeno è sulla strada per diventarlo.

“Per quanto ne sappiamo, questo esperimento segna il primo calcolo che può essere eseguito solo su un processore quantico“, avrebbero scritto i ricercatori di Google nella nota stampa poi rimossa.

L’esperimento ha coinvolto il calcolo dell’uscita di alcuni circuiti specializzati, con in ingresso numeri generati casualmente “prodotti mediante uno scenario specializzato che coinvolge due fenomeni quantistici”.

Il processore quantistico ha impiegato 200 secondi per campionare un’istanza del circuito quantistico un milione di volte, mentre il supercomputer più potente al mondo necessiterebbe di 10.000 anni per svolgere lo stesso compito, secondo i ricercatori. Il computer quantistico usato per l’esperimento integrava un processore quantistico chiamato Sycamore con 53 qubit, meno dei 72 qubit di Bristlecone.

I ricercatori ritengono che la potenza di un computer quantistico crescerà con una velocità esponenziale doppia, probabilmente riferendosi alla crescita esponenziale delle capacità di ogni nuovo qubit, ma con il numero di qubit che aumenterà con un ritmo esponenziale similmente alla Legge di Moore.