Tom's Hardware Italia Tom's Hardware
Periferiche di Rete

I supercomputer più potenti al mondo sono gli statunitensi Summit e Sierra, ma la Cina avanza

La nuova classifica TOP500 che mette in fila i supercomputer di tutto il mondo non vede scossoni in prima posizione, in cui ritroviamo Summit dell’Oak Ridge National Laboratory (ORNL), ancora più saldo con una potenza che è passata da 122,3 a 143,5 petaflops nel benchmark High Performance Linpack (HPL). Rispetto a giugno (la classifica viene stilata due volte l’anno) c’è però un avvicendamento in seconda posizione, con il supercomputer Sierra del Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) che ha superato il cinese Sunway TaihuLight, installato presso il National Supercomputing Center di Wuxi.

Sierra è salito da 71,6 a 94,6 petaflops, tanto basta per lasciarsi alle spalle i 93 petaflops del Sunway e permettere agli Stati Uniti di piazzare in cima alla classifica ben due sistemi, basati su CPU Power9 di IBM e GPU Nvidia Tesla V100 (Volta). In quarta posizione c’è l’altro cinese Tianhe-2A (Milky Way-2A) con 61,4 petaflops, una potenza figlia di un aggiornamento fatto all’inizio di quest’anno, con il passaggio dai vecchi acceleratori Intel Xeon Phi ai chip proprietari Matrix-2000.

Il Piz Daint dello Swiss National Supercomputing Centre (CSCS) di Lugano occupa la quinta posizione e con 21,2 petaflops è il primo dei supercomputer installati nel Vecchio Continente, grazie a una combinazione di CPU Intel Xeon e GPU Nvidia Tesla P100. La sesta posizione è del Trinity, un sistema statunitense che è stato migliorato di recente arrivando a una potenza di 20,2 petaflops. Da notare che è l’unico della top 10 a integrare processori Intel Xeon Phi.

Nella classifica c’è spazio anche per il Giappone, con l’AI Bridging Cloud Infrastructure (ABCI) installato presso il National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST). Grazie a una combinazione di CPU Intel Xeon Gold e GPU Tesla V100 di Nvidia è in grado di produrre una potenza di 19,9 petaflops.

Tra le new entry troviamo il tedesco SuperMUC-NG, un supercomputer situato nelle vicinanze di Monaco, a Garching, nel Leibniz Supercomputing Centre (Leibniz-Rechenzentrum). Si tratta di un sistema costruito da Lenovo che ha oltre 311.040 core Intel Xeon e una potenza di picco di 19,5 petaflops. La nona posizione in classifica è di un ex numero 1, il Titan dell’Oak Ridge National Laboratory, che con i suoi acceleratori Nvidia K20x non si è schiodato da una potenza di 17,6 petaflops. A chiudere le prime dieci posizioni è il Sequoia, un supercomputer IBM BlueGene/Q acceso nel 2011 che ha una potenza di 17,2 petaflops.

La Cina continua a crescere nella TOP500, con 277 sistemi (il 45% del totale). I sistemi statunitensi sono solo 109 (22%), il minimo storico, ma in media sono più potenti, con una prestazione complessiva del 38%, contro il 31% della Cina. Tra gli altri dati interessanti vediamo che Intel continua a essere il fornitore di CPU principale, con una quota del 95,2% – solo appena tre i sistemi con CPU AMD. Da segnalare che nella classifica entra per la prima volta (in 205esima posizione) un supercomputer ARM, l’Astra di HP, dotato di 125.328 core Cavium ThunderX2 e una prestazione di 1,5 petaflops. Nvidia rimane di gran lunga il principale fornitore di acceleratori grafici: dei 137 sistemi con acceleratori/coprocessori, 64 di questi usano GPU P100, 46 V100 e 12 sistemi GPU Kepler (K80, K40 e K20x).

Per concludere, uno sguardo anche alla classifica Green500 composta dai supercomputer più efficienti: in vetta c’è ancora lo Shoubu system B, un sistema giapponese che ha raggiunto un’efficienza di 17,6 gigaflops/watt. A seguire il DGX SaturnV Volta installato nel quartier generale di Nvidia (15,1 gigaflops/watt) e Summit (14,7 gigaflops/watt).