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Il CES 2017 e il risveglio dei notebook

Il mercato dei notebook riprende terreno e finalmente al CES 2017 si sono visti segnali concreti di novità. Eccone alcuni.

Dopo qualche anno fiacco in fatto di reali novità nel settore notebook, finalmente al CES 2017 si sono viste le premesse per ridare un po' di tono alle tecnologie Mobile. Come avevamo avuto occasione di sottolineare più volte, lo scorso anno si era vista una sola autentica innovazione: lo Yoga Book di Lenovo.

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Lenovo Yoga Book

I produttori sono stati a lungo fermi in attesa, delle nuove GPU, delle nuove CPU. Sono anni che non si vede un ritmo di innovazione pari a quello del lustro a cavallo fra fine anni '90 e primi anni 2000. La verità è che in un mercato in cui non si vende più tanto, investire in nuovi prodotti è un costo difficile da sostenere, e mettere troppa carne al fuoco rischia di essere controproducente.

Del resto un tempo le novità tecnologiche erano di tale portata da giustificare l'acquisto di un prodotto nuovo da un anno all'altro. Poi i miglioramenti apprezzabili dagli utenti sono diventati sempre meno, e se io non trovo un motivo davvero valido per spendere i miei soldi (sempre ammesso che li abbia) me li tengo. Intel l'ha capito, e con gli ultrabook credeva di inventare una nuova esigenza. In effetti prodotti più leggeri, sottili e con una maggiore autonomia ci volevano, peccato che costassero troppo, quindi non hanno fatto il botto sul mercato. Un mercato bloccato anche dalla crisi economica, in cui i tablet hanno sguazzato finché hanno potuto. Costavano poco, e francamente per chi doveva solo controllare Facebook andavano (e vanno) benissimo. Ma non sono esattamente "come un notebook", quindi è arrivato fisiologicamente il momento di decrescita.

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Sarebbe stato il momento buono per dare una rinfrescata al settore notebook, ma a quel punto i produttori non sapevano più che pesci pigliare: per compensare le scarse vendite di notebook tanti (con ampio ritardo) si erano buttati sui tablet, e quando anche i tablet hanno smesso di vendere tornare indietro sembrava un deja-vù. Poi è arrivata l'idea di fare un mix fra notebook e tablet: i 2-in-1. All'inizio era un susseguirsi di esperimenti più o meno riusciti, a furia di "aggiustare il tiro" la maggior parte dei produttori ha capito come devono essere fatti e a cosa servono.

Morale: al CES 2017 si sono tirate le somme. Di tablet non se ne sono visti; al di fuori di qualche modello ultraeconomico o ultraspecializzato per applicazioni verticali, il settore è fermo. I notebook in compenso riuscivano a emergere nella marea di televisori, dispositivi domestici intelligenti, robot e altri gadget. Roba che non si vedeva da tempo.

Ma quali notebook?

Semplice, tutti puntano sui 2-in-1, che non sono una novità assoluta, ma continuano a crescere in popolarità. Non come fecero i tablet negli anni d'oro, ma con la scalata lenta e matura di prodotti ormai consolidati come Microsoft Surface Pro, Lenovo Yoga, HP Spectre, e via dicendo. Soluzioni che sono nate dalle sperimentazioni e che – grazie anche alla risposta e alle critiche del pubblico – sono stati migliorati e affinati fino a raggiungere lo "stato di forma" attuale.

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HP Spectre

Ormai si sono intrufolati in tutte le linee di prodotto: ultrasottili, professionali, personali, economici, top di gamma. Stanno piano piano occupando lo spazio che un tempo era dei tablet, e risollevando le vendite di notebook.  Un esempio su tutti è l'esordio dell'XPS 13 in versione convertibile.

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XPS 13

Da aggiungere che il fenomeno cresce di pari passo nel consumer come nel business: le aziende che un tempo avrebbero comprato dei notebook adesso optano per soluzioni ibride, e non c'è da stupirsi se quasi tutti i produttori abbiano nel cassetto una roadmap disseminata di 2-in-1. Anche chi resiste strenuamente prima o poi finirà per comprarne uno.

Thunderbolt 3

Anche se l'USB Tipo-A non è ancora morto, è ormai chiaro che il futuro è l'USB Type-C (auspicabilmente compatibile con Thunderbolt 3). Quasi ogni offerta di fascia alta che è stata presentata ha questa connessione, qualcuna senza supporto Thunderbolt, qualcuna con.

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Si avvicina il momento in cui potremo ricaricare qualsiasi notebook con lo stesso cavo, o usare una sola porta per collegare due monitor e un disco rigido esterno ad alta velocità. Evviva.

Notebook gaming

Ormai l'hanno capito tutti: i giocatori sono disposti a spendere cifre altissime pur di avere un prodotto davvero potente, e non transigono sulla qualità. A questo aggiungiamo che se gli uffici a un certo punto sono stati saturi di portatili, sulle scrivanie dei giocatori questi prodotti latitavano, quindi era uno dei pochi terreni fertili da coltivare. Ecco che quindi anche produttori che non si sono mai occupati di notebook gaming hanno sfornato portatili ad hoc, e dopo il dovuto rodaggio quest'anno hanno iniziato a fare sul serio.

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Lenovo Legion

Lenovo ha raddoppiato l'offerta di gioco con il nuovo brand Legion, Dell ha ridato smalto agli Inspiron 15 7000 Gaming, e Acer ha creato gli Aspire VX 15 per attirare chi ha un budget ridotto. Oltre alla nuova grafica Nvidia spicca la compatibilità VR.

Si può esagerare

Il segnale maggiore di ripresa però è un altro: finalmente sono tornate le idee folli. Quelle dei prodotti letteralmente fuori di testa, di cui si venderanno sì e no un centinaio di unità in tutto il globo terraqueo. Quelli che non si fanno per vendere ma per far vedere che si è capaci di farlo.

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Acer Predator 21 x

Due su tutti, il Predator 21 X di Acer e il Razer Project Valerie con 3 schermi (che è letteralmente andato a ruba a CES!). Non prendeteli in giro: sono importanti esperimenti, che dimostrano che i produttori di notebook sanno ancora sperimentare, e senza sperimentazione non esiste innovazione.

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Razer Project Valerie