Il dispositivo hardware dedicato all'intelligenza artificiale che OpenAI sta sviluppando in collaborazione con il leggendario designer Jony Ive subisce un rinvio significativo, con la data di lancio che slitta oltre febbraio 2027. Il progetto, annunciato con grande clamore nel maggio 2025 e inizialmente previsto per la seconda metà del 2026, continua ad accumulare ritardi mentre il team affronta sfide tecniche fondamentali che stanno mettendo alla prova anche l'esperienza degli ex veterani di Apple reclutati per portare a termine l'ambizioso dispositivo.
Secondo documenti depositati in tribunale e riportati da Wired, OpenAI non prevede di consegnare il primo dispositivo ai clienti prima della fine di febbraio 2027, confermando i timori emersi già a fine 2025 quando fonti vicine al progetto rivelavano difficoltà nel risolvere tre problemi fondamentali di progettazione. L'azienda aveva mostrato il concept attraverso un video teaser che prometteva un approccio completamente nuovo all'hardware AI, senza però svelare dettagli concreti sulla forma o sulle funzionalità, alimentando speculazioni che andavano da un dispositivo simile a una penna fino a soluzioni indossabili.
Il ritardo si inserisce in un contesto più ampio di incertezze che circondano l'intero segmento dell'hardware AI dedicato. Mentre dispositivi come Rabbit R1 e Humane AI Pin hanno ricevuto recensioni prevalentemente negative, sollevando dubbi sulla reale utilità di hardware specializzati quando gli smartphone già integrano capacità AI sempre più sofisticate, il progetto di Ive e Altman punta evidentemente a proporre qualcosa di radicalmente diverso. La presenza di un prototipo funzionante già a novembre suggerisce che le sfide non riguardano tanto la fattibilità tecnica quanto l'ottimizzazione dell'esperienza utente e probabilmente l'integrazione con i modelli linguistici di OpenAI.
La questione del naming ha rappresentato un ostacolo inaspettato per il progetto. OpenAI ha ufficialmente rinunciato al nome "io" che aveva scelto per il dispositivo, chiudendo la controversia legale con iYo, una startup specializzata in apparecchi acustici che aveva contestato il marchio. Peter Welinder, vicepresidente e general manager di OpenAI, ha dichiarato nei documenti che l'azienda ha rivisto completamente la strategia di denominazione del prodotto e ha deciso di non utilizzare "io" in nessuna forma o capitalizzazione, inclusa "IYO". Inizialmente Jony Ive aveva definito la causa "completamente infondata" promettendo di combatterla vigorosamente, ma la decisione di abbandonare il marchio suggerisce una volontà di evitare ulteriori complicazioni legali che potrebbero ritardare ancora il progetto.
Per accelerare lo sviluppo, OpenAI ha recentemente ampliato il team con nuovi ex dipendenti Apple, attingendo all'esperienza che ha reso Cupertino leader nell'integrazione hardware-software. Questa mossa indica che le sfide tecniche del progetto richiedono competenze specifiche nel design industriale e nell'ingegneria dei prodotti consumer, aree in cui Apple ha costruito decenni di know-how. Il coinvolgimento di Ive, l'architetto dietro iPhone, iPad e MacBook, aveva fatto sperare in un dispositivo capace di ridefinire l'interazione con l'AI, ma i ripetuti ritardi sollevano interrogativi sulla complessità di tradurre la potenza dei modelli linguistici in un form factor fisico realmente utile.