Un vasto disservizio Cloudflare sta provocando una serie di problemi di accesso a numerosi siti web e servizi online, con ripercussioni su scala globale. La piattaforma, uno dei principali pilastri dell’infrastruttura internet moderna grazie ai suoi servizi di CDN, DNS e protezione DDoS, sta affrontando un malfunzionamento che si è tradotto in un impatto immediato e molto esteso.
Le prime segnalazioni sono arrivate alle 12:17 (ora italiana), ma è dalle 12:48 che il down di Cloudflare si è trasformato in un vero e proprio blackout mondiale. In una comunicazione ufficiale, l’azienda ha dichiarato di essere «a conoscenza di un problema che potrebbe interessare diversi clienti» e di essere al lavoro per identificarne le cause. Nonostante il tono cauto, il titolo pubblicato da Cloudflare è estremamente diretto: «Problemi riscontrati nella rete globale Cloudflare».
Stilare un elenco completo dei servizi in down è quasi impossibile, vista la diffusione capillare dell’infrastruttura Cloudflare. Molti siti risultano irraggiungibili o soggetti a pesanti rallentamenti, e tra questi rientrano anche piattaforme molto popolari come X e applicazioni creative come Canva. L’ampiezza dell’interruzione ricorda quanto avvenuto con il recente down di AWS, anche se questa volta non dovrebbero esserci collegamenti diretti tra i due eventi.
Al momento la causa dell’interruzione Cloudflare non è stata comunicata e non esistono stime affidabili sui tempi di risoluzione. L’azienda promette aggiornamenti non appena saranno disponibili nuovi dettagli, mentre molti utenti e operatori continuano a segnalare problemi di accesso ai servizi più disparati. Anche noi continueremo ad aggiornare questo articolo con informazioni verificabili non appena emergeranno sviluppi.
Un episodio di questa portata mette nuovamente in luce la fragilità dell’ecosistema digitale contemporaneo. La concentrazione di funzioni critiche nelle mani di pochi grandi provider come Cloudflare o AWS offre innegabili vantaggi in termini di velocità e sicurezza, ma crea anche dei single point of failure in grado di compromettere ampie sezioni della rete globale. È un campanello d’allarme che ricorda a tutti gli operatori del settore quanto siano fondamentali la ridondanza e la diversificazione delle infrastrutture per garantire la resilienza del web.