Ora che le luci si sono spente, i padiglioni si sono svuotati, la fiumana di annunci si è placata e il rumore di fondo si è quietato, mi sono messo a mente fredda a ripensare a quest'ultimo CES appena passato.
Vi ricordate il Re Leone? Quando Timon e Pumba si vestono da ballerine hawaiane per distrarre le iene? Ecco il CES 2026 mi è sembrata una gargantuesca ballerina hawaiana, ricolma di luci e suoni, pronta a distrarre la folla con tutta quella serie di prodotti che, normalmente, veniva mostrata da testate e content creator alla fine della fiera, in quelle rubriche ribattezzate "le follie del CES".
Fra sex toys overclockabili, dispositivi per tatuaggi temporanei, robot ballerini e automi pensati per idratare i neonati, il CES 2026 è stata la fiera dei video virali su TikTok e Instagram. Un gigantesco circo di contenuti brevi che sembrano realizzati proprio per distrarre la folla dalla triste realtà dei fatti: l'attuale situazione generata dal boom delle IA ha rallentato il mercato del PC consumer, portando quelli che da sempre sono i protagonisti della fiera, a risultare quasi dei comprimari impegnati a recitare un copione, oramai trito e ritrito, incentrato su robotica e IA.
Eppure, per quanto possa lasciare confusi il fatto che la novità più chiacchierata del CES 2026 sia il nuovo Smart Brick di LEGO, la fiera di quest'anno è riuscita a distinguersi grazie a una serie di annunci che, oltre a meritare più attenzione di quella che hanno ottenuto, hanno permesso al CES di ritornare alle sue origini di fiera dell'elettronica di consumo a 360°.
Mattoncini tecnologici
Cominciamo proprio con il prodotto che si è conquistato il premio di "Best of Show" del CES 2026, ovvero il sistema Smart Play di LEGO. Per quanto rappresenti l'antitesi del tipico prodotto da CES, è una rivoluzione da non sottovalutare per una delle aziende che, più di tutte, persiste da decenni con la stessa visione aziendale.
A differenza dei numerosi esperimenti fatti da LEGO nel corso degli anni, Smart Play introduce componenti intelligenti, che reagiscono al gioco fisico senza bisogno di schermi o smartphone. Il cuore del sistema è lo Smart Brick, un mattoncino dotato di un chip ASIC da 4,1 mm, più piccolo di un normale bottoncino LEGO (quelli 1x1 per chi conosce le misure dei celebri mattoncini), che integra sensori di movimento, di orientamento, un campo magnetico e un minuscolo speaker capace di riprodurre audio legato alle azioni di gioco in tempo reale, non semplici clip preregistrate.
A completare questo nuovo ecosistema ci pensano gli Smart Tag e le Smart Minifigure, tutti pezzi capaci di riconoscersi reciprocamente e interagire senza connessioni wireless esterne.
La filosofia progettuale evita deliberatamente lo screen time: niente app da scaricare, niente pairing Bluetooth, niente notifiche. L'interazione rimane puramente fisica e tattile, con la tecnologia che si limita ad arricchire l'esperienza sensoriale da sempre offerta da LEGO.
Batterie di carta
A stupire sul versante "dell'energia verde" ci ha pensato Flint, un'azienda da sempre impegnata nel creare batterie ecologicamente sostenibili e che al CES 2026 ha presentato le prime "batterie di carta", ovvero dei foglietti di cellulosa altamente malleabili che hanno permesso a Nimble (un'azienda di accessori per smartphone) di creare una linea di prodotti compatibili con Find My dalle dimensioni ultra compatte.
A differenza di tante altre tecnologie viste in precedenza, quello che stupisce delle batterie in cellulosa realizzate da Flint è che non si tratta di un concept futuristico ma di un prodotto che vedrà l luce sulle mensole degli Apple Store di tutto il mondo la prossima primavera.
Laptop efficienti e futuristici
il settore dei PC laptop è stato particolarmente ricco di novità interessanti. I due nuovi Dell (XPS 14 e XPS 16) hanno stupito tutti per il loro sorprendente equilibrio tra potenza, portabilità e design, mentre ASUS ROG Zephyrus Duo ha dominato la categoria gaming con il suo doppio schermo che trasforma il laptop in una workstation per streamer e content creator, il tutto in un design compatto e che supera la "barriera del concept"per arrivare sulle scrivanie dei giocatori di tutto il mondo.
Per quanto riguarda i concept, invece, fra i più promettenti spicca il Lenovo Legion Pro Rollable, un laptop gaming con schermo srotolabile per offrire più spazio visivo quando necessario. Non è una novità assoluta, sia chiaro, ma pur essendo una tecnologia ancora lontana dalla produzione di massa ha dimostrato una direzione evolutiva chiara, e indubbiamente molto interessante, per i portatili del futuro dell'azienda.
Una Samsung tutta da scoprire
Samsung, come da tradizione, ha tenuto la sua conferenza al CES 2026, ma pur non avendo generato eccessivo clamore durante il keynote, che si è rivelato fin troppo "AI-centrico", sono stai i suoi padiglioni a stupire i presenti.
Fra schermi presi a pallonate da un braccio robotico per dimostrarne la resistenza, display per device foldable senza alcuna piega visibile e il tanto chiacchierato Galaxy TriFold pronto a stupire i presenti, il settore degli smartphone ha avuto di che parlare negli scorsi giorni.
Ma non è finita li visto che Samsung ha voluto sorprendere i suoi ospiti con la Samsung HW-QS90H, una soundbar che ridefinisce l'audio spaziale nei salotti, oltre che con una serie di schermi pensati per rivoluzionare l futuro del "cinema in salotto".
Si parte con un vero e proprio colosso: il Micro RGB da 130 pollici, un monolite che ha catturato lo sguardo dei presenti non solo per le dimensioni, ma anche per una tecnologia “Glare Free”, finalmente matura. La superficie elimina quel fastidioso riflesso da specchio tipico dei pannelli oversize, restituendo immagini pulite anche in ambienti luminosi.
Il vero salto nel domani però arriva con il Vision AI Companion, un assistente intelligente che abbandona le risposte standardizzate e inizia a comprendere ciò che succede intorno a noi. Se durante un film ti assale la fame, non si limita a mostrare un catalogo di locali o ricette: valuta il mood di ciò che stai guardando e attinge persino alle informazioni sul contenuto del frigorifero, se parte dello stesso ecosistema, per suggerire piatti in sintonia con l’atmosfera.
Il nuovo Frame da 98 pollici, invece, assomiglia più a un murale che a un televisore, mentre gli speaker Music Studio disegnati dai Bouroullec sembrano oggetti artistici scolpiti per una galleria.
Per i gamer, infine, il nuovo monitor Odyssey 3D da 32 pollici, basato su tracciamento dello sguardo per offrire effetti tridimensionali senza occhiali, si è occupato di stupire i presenti, anche se rimane tutta da scoprire la sua effettiva utilità, ed efficacia, negli scenari di utilizzo quotidiano.
Un androide per dominarli tutti: Atlas
Fra robot che piegano il bucato, che danzano a ritmo di musica, che sfidano i presenti in uno scontro di arti marziali o che sono pronti a soddisfare i desideri lussuriosi dei loro proprietari (si... c'era anche quel tipo di robot), Boston Dynamics ha rimesso sotto i riflettori Atlas, il robot che l’azienda sviluppa ormai dal 2010 e che più volte aveva mostrato in forma di prototipo.
Al CES 2026 lo scenario cambia: Atlas non è più un esperimento da laboratorio. Nel filmato diffuso durante la kermesse lo si vede impegnato in una lunga serie di mansioni quotidiane e professionali, dalle operazioni nelle fabbriche alle catene di montaggio, fino alla movimentazione di pacchi o alla cura degli spazi verdi, dimostrando un livello di autonomia e versatilità mai così evidente.
L’evoluzione passa anche dal cuore software, alimentato dall’intelligenza artificiale di Google DeepMind, con un obiettivo dichiarato: occupare ruoli oggi coperti dagli esseri umani, ma senza fatica, pause o rivendicazioni sindacali. Alto 2,3 metri e capace di sollevare fino a 50 chilogrammi, il nuovo Atlas è interamente elettrico, più agile della generazione precedente e in grado di operare a temperature estreme, tra i -20 e i 40 gradi.
Per i progettisti, non è difficile immaginarlo ovunque, persino a servire cocchi sulle spiagge. La produzione su larga scala però non è immediata: Hyundai prevede di integrarlo nei propri impianti nel 2028, mentre la piena commercializzazione è stimata per il 2030, decretando una linea precisa di come sarà il nostro futuro.
Ora possono salire le scale...
A dominare il settore dei robot domestici, che oramai occupa una parte davvero importante di ogni fiera tecnologica, ci ha pensato il Roborock Saros Rover. Il motivo? Si è rivelato essere il primo robot aspirapolvere capace di affrontare gli scalini in maniera realisticamente utile per i suoi possessori.
Dopo anni spesi a osservare concept tanto innovativi, quanto poco pratici, il Saros Rover affronta le scale rapidamente e le pulisce a fondo, gradino dopo gradino. Grazie a sensori evoluti e alla capacità di mappare l’ambiente, riconosce l’architettura delle rampe e le percorre con le sue “zampe” meccaniche, eliminando polvere e residui che i robot aspirapolvere tradizionali non riescono a raggiungere.
Nei momenti più complicati è persino in grado di eseguire piccoli salti per superare ostacoli o dislivelli. L'aspetto negativo? Il Saros Rover è ancora in fase prototipale e per quanto arriverà sugli scaffali, non lo farà a breve. Resta comunque una dichiarazione d'intenti su come Roborock non sia intenzionata a perdere il primato di leader del settore dei robot domestici.
Tatuaggi in pochi secondi
Prinker non è nuova dalle parti del CES, ma in questa edizione ha affilato gli artigli e mostrato con orgoglio la sua ultima creazione: Prinker-M. Si tratta di un device compatto, e portatile, che permette di creare tatuaggi temporanei sulla pelle in una manciata di secondi (ovvero il tempo necessario per passare Prinker sulla parte di pelle selezioanta).
Non e un prodotto nuovo, è già uscito da qualche mese, ma metterlo nelle mani degli ospiti del CES 2026, tatuando tutti i presenti per mostrarne la qualità e, soprattutto, la rapidità d'esecuzione, ha fatto si che tornasse sulla bocca di tutti, diventando virale in pochi giorni.
Domotica per tutti
Molto interessante è stato il traguardo raggiunto da IKEA con il suo ecosistema Matter, che finalmente porta l'interoperabilità promessa dallo standard nell'arredamento accessibile e di massa.
sono anni che l'azienda lotta per deomocratizzare la domotica e l'aver mostrato al mondo la prima lampadina smart da 6€ pienamente compatibile con un'ecosistema è stata la coronazione di un traguardo davvero ambizioso e che terrà banco nei mesi a venire.
E Intel, AMD e NVIDIA?
Mentre NVIDIA ha scelto il CES per annunci più contenuti rispetto agli anni passati, con Jensen Huang che ha presentato Alpamayo, una famiglia di modelli di ragionamento open-source per la guida autonoma e ha confermato l'avvio della produzione del supercomputer Vera Rubin, destinato alla ricerca scientifica e al training di modelli AI di prossima generazione, Intel e AMD si sono date battaglia come ai vecchi tempi.
Intel ha presentato ufficialmente Panther Lake, la nuova gamma Core Ultra Series 3 già vista lo scorso settembre, mentre AMD ha risposto con il Ryzen 7 9850X3D, quello che a tutti gli effetti sembra essere il prossimo leader del gaming.
Per Intel, la famiglia Core Ultra Series 3 rappresenta l’occasione di riagganciare i rivali. Il cuore di questa generazione è il processo produttivo 18A, che promette un rapporto prestazioni per watt significativamente più favorevole. Tradotto nei numeri forniti dall’azienda, si parla di un incremento dell’efficienza energetica attorno al 40 percento, rispetto alle serie precedenti, a parità di performance o con piccoli miglioramenti in funzione della fascia di core scelta.
AMD, invece, ha puntato tutto sulla forza bruta. Il Ryzen 7 9850X3D, basato sull’architettura Zen 5, si presenta con 8 core e 16 thread, boost fino a 5,6 GHz e soprattutto una combinazione di cache L2+L3 da 104 MB. Il design X3D mira a ridurre i colli di bottiglia dei motori grafici e a garantire maggiore fluidità nei giochi, promettendo il 27 percento in più, in termini di prestazioni, rispetto all’Intel Core Ultra 9 285K.
Un CES davvero sottotono?
Il CES 2026 ha riservato molte altre sorprese quest'anno, si potrebbe citare le lenti autofocus IXI pensate per stravolgere il campo dell'ottica adattiva, con applicazioni che spaziano dalla fotografia computazionale agli head-mounted display per realtà aumentata, o al ritorno in grande stile del sontuoso LG Wallpaper TV, o anche di come Shokz abbia convinto i presenti con un modello di auricolari open-ear, dotati di riduzione attiva del rumore, che funzionano realmente.
Ma la verità è che al pubblico di massa non sono mai interessante particolarmente queste cose e la dimostrazione sono state proprio le discussioni agrodolci che hanno tempestato il web al termine della fiera.
Le persone si aspettavano nuovi annunci capaci di smuovere realmente le masse (come la presentazione delle RTX serie 50 lo scorso anno), mentre si sono trovati di fronte a dei colossi dell'industria impegnati sempre più a parlare di IA, un settore della robotica sempre più florido di prototipi (escludendo il già citato Atlas) e la conferma che l'attuale crisi delle memorie RAM stia rallentando sempre più la parte consumer del mercato informatico.
Ed ecco che quelli che normalmente erano considerati annunci "di contorno" per il pubblico generalista, hanno rubato le luci dei riflettori per rendere giustizia a questa edizione del CES , riuscendo a riportare la fiera al suo reale "core", ovvero il presentare a 365 gradi le novità tecnologiche di ogni settore, seppur confermando con un silenzio assordante quanto tragica sia l'attuale situazione per il settore del PC consumer.