Intel potrebbe riportare in auge una strategia processore che molti ritenevano accantonata: CPU desktop equipaggiate esclusivamente con performance core, senza l'ibridazione che ha caratterizzato le ultime generazioni di processori consumer. Una nuova voce nel database PassMark ha infatti svelato l'esistenza di un misterioso Core 7 253PE, chip che gli osservatori del settore identificano come un possibile esponente della gamma "Bartlett Lake" con configurazione a 10 P-core puri. Se confermato, si tratterebbe di una scelta controcorrente rispetto all'architettura ibrida che Intel ha abbracciato dalla dodicesima generazione in poi, combinando core ad alte prestazioni con core efficienti per bilanciare potenza e consumi.
Il dato che ha catturato l'attenzione della comunità tech è il punteggio multi-thread registrato dal processore sul benchmark PassMark: 31.802 punti, un risultato che lo colloca in diretta competizione con i chip di fascia media della serie Raptor Lake Refresh. Il confronto con i modelli consolidati di quattordicesima generazione è illuminante: il presunto 253PE supera nettamente il Core i5-14400 (configurato con 6 P-core e 4 E-core) che si ferma a 25.236 punti, registrando un vantaggio del 26%. Ancora più significativo è il confronto con il Core i5-14500, dotato di 6 P-core e 8 E-core, rispetto al quale il nuovo chip mostra prestazioni pressoché equivalenti nonostante l'assenza totale di efficiency core.
L'architettura completamente basata su performance core sembra dunque conferire un vantaggio tangibile nei carichi multi-thread, dove la disponibilità di dieci unità di calcolo ad alte prestazioni compensa ampiamente l'assenza dei core ausiliari. La strategia richiama l'epoca pre-Alder Lake, quando Intel affidava le proprie prestazioni esclusivamente a core tradizionali senza differenziazione funzionale, un approccio che alcuni costruttori e appassionati rimpiangono per la maggiore prevedibilità nel comportamento sotto carico.
Le prestazioni single-thread raccontano però una storia diversa. Il campione rilevato mostra un leggero regresso rispetto al Core i5-14400, con uno scarto di pochi punti percentuali che suggerisce come i miglioramenti derivino principalmente dall'aumento numerico dei core anziché da un'evoluzione dell'architettura o dalla frequenza di clock. È importante contestualizzare questi dati: trattandosi di un singolo campione probabilmente pre-produttivo, variabili come microcodice preliminare, configurazione della scheda madre, profili di potenza e configurazione della memoria possono influenzare pesantemente i risultati finali.
I dettagli della piattaforma forniscono ulteriori indizi sulla natura del processore. PassMark riporta la presenza della GPU integrata Intel UHD Graphics 770, tipicamente associata agli SKU desktop di fascia superiore, a differenza della UHD 730 presente nei modelli entry-level. Particolarmente interessante è il dato relativo alla cache: il 253PE disporrebbe di 36 MB di cache totale, una dotazione che potrebbe indicare l'utilizzo di un die derivato da configurazioni di fascia più alta con alcuni core disabilitati per creare questo specifico prodotto a 10 P-core.
Le voci circolate nei mesi scorsi collocavano Bartlett Lake principalmente nel segmento embedded e nei mercati edge computing, dove la prevedibilità termica e prestazionale di un'architettura omogenea rappresenta un vantaggio. Tuttavia, l'esistenza di una variante desktop compatibile potrebbe aprire opportunità interessanti per costruttori attenti al budget che preferiscono la linearità prestazionale di una soluzione all-big-core, particolarmente apprezzata in ambiti come il rendering, la compilazione di codice o l'elaborazione parallela dove lo scheduler ibrido può introdurre complessità aggiuntive.