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Optane e 3D NAND, ecco i piani di Intel per il futuro

Intel ha annunciato che nel corso del 2020 debutterà la seconda generazione di Optane DC Persistent Memory, nome in codice Barlow Pass, insieme alla prossima generazione di processori server Xeon Scalable. In arrivo c’è anche una gamma di SSD server Optane, nome in codice Alder Stream, attualmente già funzionante nei laboratori di Intel, che dovrebbe raddoppiare le prestazioni casuali.

Optane, per chi non lo sapesse, è il marchio di Intel dietro cui si cela la memoria 3D XPoint, una soluzione nata per chiudere il gap prestazionale tra la memoria DRAM e le soluzioni di archiviazione. 3D XPoint è più costosa di una NAND, ma è più veloce e offre una maggiore resistenza. 3D XPoint è più lenta di una DRAM, ma è meno costosa e più densa. L’aspetto migliore? Mantiene i dati in assenza di energia.

Con la memoria 3D XPoint Intel ha realizzato SSD con una reattività senza pari, soluzioni che si frappongono tra il processore e l’hard disk o l’SSD SATA per accelerare le prestazioni di archiviazione (Optane Memory) fino ad arrivare a Optane DC Persistent Memory, ovvero dei moduli di memoria che s’inseriscono nei classici slot DIMM delle DRAM ma, a differenza di quest’ultime, sono in grado di archiviare molti più dati e conservarli anche in assenza di energia – da qui il termine “persistente”.

Con tutte queste tecnologie Intel vuole “sconvolgere” la gerarchia dell’archiviazione, al fine di avvicinare quanto più possibili i dati ai processori e velocizzare l’intero processo di calcolo.

Prossimamente vedremo anche nuova memoria 3D NAND QLC (Quad Level Cell) a 144 layer, all’interno di una linea di SSD per datacenter (Arbordale+). Arriverà presto invece una serie di SSD consumer con memoria QLC a 96 layer chiamata Optane 665P (Cliffdale-R).

L’azienda statunitense ha anche annunciato di aver aperto una nuova linea per lo sviluppo della tecnologia Optane (3D XPoint) negli impianti di Rio Rancho, New Mexico, con l’obiettivo di presentare la terza generazione della Optane DC Persistent Memory insieme ai processori Xeon “Sapphire Rapids”, ma in sviluppo c’è già anche la quarta generazione.

Un piano ben strutturato, tanto che Optane DC arriverà anche sulle workstation dopo i server e Microsoft sta lavorando per supportarla anche sulle piattaforme client.

“Il mondo sta generando dati a un ritmo sempre maggiore e le aziende sono sempre più sopraffatte da come elaborarli in modo efficiente. Ottenere valore da tutti questi dati sarà fondamentale per separare i vincitori dai perdenti. Ciò richiederà innovazioni all’avanguardia nella gerarchia di memoria e archiviazione, che è ciò che stiamo facendo”, ha affermato Rob Crooke, vicepresidente senior e direttore generale del Non-Volatile Memory Solutions Group di Intel.

Durante la sua presentazione in Corea del Sud, Intel ha inoltre affermato che la sua tecnologia Floating Gate per le celle di memoria NAND è superiore alla Charge Trap per la conversazione dei dati, e ha aggiunto che sta già sperimentando NAND capace di archiviare 5 bit d’informazione per cella (memoria PLC, ci sta lavorando anche Toshiba).