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Intel presenta il suo primo PC open source, costa 199 dollari

Intel non è impermeabile al successo del Raspberry Pi, il celebre mini computer da 35 dollari, e ha annunciato la disponibilità di MinnowBoard, una soluzione basata su chip Intel Atom che è in vendita online a 199 dollari. Come il mini computer inglese, MinnowBoard si rivolge a sviluppatori e hobbisti, e consiste in buona sostanza in una piccola scheda madre da 10,6 x 10,6 centimetri senza chassis. Lo sviluppo è stato curato congiuntamente da Intel e dall'azienda CircuitCo Electronics, specializzata nella produzione di schede madre open source.

I progetti sono pubblicati online e possono essere replicati con licenza Creative Commons. Non mancano in commercio schede di espansione per aggiungere funzioni, come per esempio la connettività wireless. Rispetto ai concorrenti basati su architettura ARM o Arduino, il vantaggio della soluzione promossa da Intel è la presenza di una CPU x86, che offre il supporto HyperThreading e la tecnologia di virtualizzazione VT, disponibili solo su processori Intel.

MinnowBoard

Scott Garman, ingegnere Linux presso l'Open Source Technology Center di Intel, spiega che il punto di forza di MinnowBoard soono le prestazioni di I/O, grazie al bus PCI Express e al SATA, che favoriscono l'esecuzione di applicazioni ad alta produttività.

L'equipaggiamento del MinnowBoard tuttavia è un po' datato, dato che parliamo di un processore Intel Atom E640 da 1 GHz, ossia un chip a 32 bit annunciato nel 2010. La configurazione include poi 1 GB di memoria DDR2, un'uscita video HDMI, la presa Gigabit Ethernet, connettori USB e un vano per le scede microSD. È precaricata la distribuzione Ångström Linux, che aderisce al Project Yocto.

MinnowBoard

Per chi fosse interessato, i distributori online che lo hanno a listino sono Digi-Key, FarnellMouser ElectronicsNewark. Intel e CircuitCo hanno inoltre istituito una community online da cui reperire le specifiche e altri dettagli di MinnowBoard.

Senza dubbio il MinnowBoard è uno dei computer x86 più economici in circolazione, e potrebbe risultare interessante per gli sviluppatori che vogliono compilare e testare applicazioni commerciali prima di distribuirle. Il prezzo resta però di gran lunga superiore a quello dei sistemi affini: un particolare sufficiente a non esercitare un fascino pari a quello del Raspberry Pi.