Software

JSday e PHPday 2016 a Verona, raccontati da uno sviluppatore

JSday e PHPday sono due prestigiosi inconti dedicati a Javascript e PHP che si sono svolti a Verona dall'11 al 14 maggio. Da qui l'idea di scrivere un breve resoconto degli interventi seguiti, dal punto di vista di uno sviluppatore (scarso).

Tutti i talk sono stati rigorosamente in lingua inglese, per permettere al pubblico internazionale presente di superare le differenze linguistiche e sono stati suddivisi su 3 tracce parallele per differenziare interventi e workshop.

Complimenti ai ragazzi del Grusp, che ormai riescono con puntualità ad organizzare e gestire eventi di alto livello e a mantenerli sul territorio nazionale.

Fatte queste doverose premesse ecco i punti salienti della mia prima esperienza a questa conferenza.

Sviluppo a mezzo servizio da quasi un anno e fidandomi della saggezza del mio mentore decido di partecipare ad uno dei rari, ma non troppo, incontri dedicato agli sviluppatori.

Ritrovo alle ore 7:00 in una non ben definita località della provincia di Milano.

Si parte tonici con un ricco gruppo composto da 3 sviluppatori e, addirittura, una sviluppatrice alla volta di Verona per partecipare al JSday e al PHPday.

Viaggio interminabile, causa traffico e pioggia battente, si arriva alla location quando tutti gli altri hanno già preso posto.

Dopo una breve introduzione si parte quindi con il primo talk della giornata che mi dà modo di riflettere sull'inversione di tendenza, in qualche modo fisiologica, dalle app native alle web app e sull'importanza del loro sviluppo.

Il primo coffee break mi fa capire di essere nel posto giusto perché in molti sono ghiotti, come me, di dolcetti, caffè e soprattutto sigarette.

Seguono altri talk interessanti sui paradigmi funzionali e reattivi, per culminare in un vero e proprio spettacolo di son et lumière di una sviluppatrice inglese che si prodiga nel mixing di musica e vecchie sigle di cartoni animati attraverso un complesso uso di API e codice Javascript da lei scritto.

Archiviamo la prima giornata con la cordialità di una pizza in compagnia degli altri appassionati.

jsDay Faces – Day 1 – 2016 from GrUSP on Vimeo.

La seconda giornata si apre con l'interessante presentazione del tool Electron, poi si prosegue spediti con l'analisi delle performance del codice eseguito lato utente e delle metriche offerte dal browser.

Prima della pappa c'è spazio per definire l'evoluzione della gestione di operazioni asincrone in Javascript senza incappare nel "Callback Hell" (o anche nel "Promises Hell"), girone infernale ben descritto da Dante nella divina commedia.

La tornata pomeridiana di talk mi regala una serie di dev-tip sull'utilizzo dello strumento per sviluppatori di Chrome che ripaga il costo del biglietto per partecipare all'evento.

Poi una cena veloce seguita dalla sistemazione degli appunti, dove rinvenimento della parola "looppato" mi suggerisce che è ora chiudere il portatile e andare mestamente a dormire.

jsDay Faces – Day 2 – 2016 from GrUSP on Vimeo.

L'inizio del PHPday, essendo io principalmente un back-end developer, mi riempie di speranza.

L'intervento di Rasmus Lerdorf ripaga subito le mie aspettative. Il padre del linguaggio PHP parla dei vantaggi apportati dalla nuova versione 7 e svela qualche accorgimento su come non invalidare tutto il codice fatto fino a oggi.

A seguire un ottimo talk sul framework Zend Expressive (o ZF3), che mi proietta in un mondo nuovo e ricco di middleware in grado di operare a diversi livelli anche su applicazioni già esistenti.

Decido quindi di approfondire la PRS-7 e continuare il mio tour (magico) attraverso il middleware uscendone arricchito e molto interessato rispetto a questa tecnologia.

La magia termina, e si torna alla realtà seguendo un serio approfondimento sulle regex, da non confondere con le "espressioni regolari" che sono l'accezione legata alle grammatiche dei linguaggi regolari.

Ammetto di avere avuto un pesante blackout durante la spiegazione della "Continuous Integration Pipeline" con Docker e Jenkins.

Immagino succeda anche a quelli bravi quindi mi butto ad apprendere un nuovo modo di costruire sistemi basati sul paradigma Event Sourcing, che porta da un modello tradizionale di storing a uno in grado di percepire e ripristinare ogni cambiamento di stato delle entità.

Chiudo la giornata con un meritatissimo spritz.

Ultimo giorno carico di Sole e speranza. Le facce dei partecipanti lasciano trasparire una notevole stanchezza, ma la voglia di ascoltare e imparare resta immutata.

Il Technical Team Lead di Badoo racconta di come è riuscito ad abbattere di più di 1 milione di dollari i costi dell'infrastruttura "semplicemente" passando a PHP7. Si alterna un'interessante introduzione al protocollo HTTP 2.0 e un modo parecchio ambiguo, ma con forte riscontro del pubblico, per bere birra grazie a Raspberry PI e PHP.

Il tour si conclude con un talk eccezionale riguardante le difficoltà dello sviluppatore nel 2016. Molte risate che mascherano faticose verità.

La giornata si chiude sotto una pioggia torrenziale ma non c'è spazio per la tristezza, non vedo l'ora di tornare sul codice!

PHPDAY faces from GrUSP on Vimeo.