LG rilancia una delle sue scommesse tecnologiche più ambiziose degli ultimi anni, correggendo finalmente i difetti che ne avevano compromesso il successo commerciale. Al CES 2026, il produttore sudcoreano ha presentato l'LG OLED evo W6, evoluzione di quel concetto di "TV sottile come la carta da parati" che aveva debuttato nel 2017 con il modello W7 ma che era stato rapidamente ritirato dal mercato. Questa volta, l'azienda promette di aver risolto le criticità progettuali che avevano trasformato un prodotto visionario in una delusione per gli early adopter più esigenti.
Il problema principale del Wallpaper TV originale era paradossale: un display così sottile da sembrare una fotografia veniva rovinato da un cavo a nastro spesso e antiestetico che lo collegava a una soundbar Dolby Atmos obbligatoria. Una scelta progettuale incomprensibile, soprattutto per chi aveva già investito in sistemi audio di fascia alta e si ritrovava con un componente ridondante impossibile da rimuovere. Il nuovo W6 elimina completamente questa architettura, sostituendola con la Zero Connect Box, un hub esterno che gestisce tutti gli ingressi audio e video trasmettendo il segnale in modalità wireless al pannello.
Dal punto di vista dello spessore, il W6 rappresenta un compromesso tecnico necessario. Il modello del 2017 misurava appena 2,57 millimetri, mentre la nuova generazione arriva a circa 9 millimetri. L'aumento è probabilmente dovuto all'integrazione dei ricevitori wireless e dei sistemi di dissipazione termica richiesti dalla trasmissione dati ad alta larghezza di banda. Nonostante questo, parliamo comunque di uno spessore inferiore a quello della maggior parte degli smartphone moderni, e il montaggio magnetico a filo parete garantisce un effetto visivo praticamente identico a quello del predecessore.
Sul fronte delle prestazioni, LG ha equipaggiato il W6 con il nuovo processore Alpha 11 AI Processor Gen3, dotato di un'unità di elaborazione neurale che l'azienda dichiara essere 5,6 volte più veloce rispetto alle generazioni precedenti. Questa potenza di calcolo si traduce in miglioramenti concreti nella qualità dell'immagine: il pannello integra la tecnologia Hyper Radiant Color e il sistema Brightness Booster Ultra, che permettono di raggiungere livelli di luminosità 3,9 volte superiori a quelli di un OLED standard. Un salto significativo che affronta una delle critiche storiche alla tecnologia OLED, tradizionalmente meno brillante rispetto ai pannelli LCD con retroilluminazione a LED.
La trasmissione wireless rappresenta il cuore tecnologico del progetto. La Zero Connect Box gestisce il segnale in formato non compresso, elemento cruciale per mantenere la qualità video originale e ridurre la latenza. Le specifiche tecniche parlano di supporto per il 4K fino a 165Hz, con compatibilità sia G-Sync che FreeSync, caratteristiche che posizionano il W6 come soluzione ibrida tra televisore domestico e display da gaming di fascia alta. La latenza ridotta e gli elevati refresh rate lo rendono adatto non solo per console di nuova generazione, ma anche per setup PC da gaming, un segmento di mercato dove LG ha progressivamente aumentato la sua presenza negli ultimi anni.
Un altro aspetto critico per un display destinato al montaggio a parete è la gestione dei riflessi. LG ha ottenuto la certificazione Reflection Free Premium, che dovrebbe garantire una visibilità ottimale anche in ambienti fortemente illuminati. Si tratta di un elemento spesso sottovalutato nelle recensioni tradizionali, ma fondamentale per chi intende installare un televisore di queste dimensioni in salotti con ampie vetrate o illuminazione naturale abbondante.
Al momento della presentazione al CES 2026, LG non ha comunicato prezzi ufficiali né tempistiche di commercializzazione precise. Tuttavia, considerando il posizionamento ultra-premium della gamma evo e la complessità tecnologica del sistema wireless, è lecito attendersi cifre nell'ordine delle diverse migliaia di euro per i tagli più grandi. La disponibilità per il mercato europeo dovrebbe seguire di qualche mese il lancio negli Stati Uniti, seguendo la tradizionale strategia di rollout dell'azienda per i prodotti di punta. Resta da vedere se questa seconda iterazione del concetto Wallpaper TV riuscirà finalmente a conquistare quel segmento di clientela che otto anni fa aveva guardato con interesse al W7, salvo poi rinunciare all'acquisto per i suoi evidenti limiti progettuali.