Schede Grafiche

L’indice di miseria delle GPU: il monitoraggio dei prezzi su Ebay

La penuria di schede grafiche continua: poco tempo fa abbiamo provato a ipotizzare quanto tempo dovremo aspettare per un miglioramento; inoltre vi abbiamo proposto un’intervista alla CEO di AMD, Lisa Su, che dedicava ampio spazio a queste problematiche. Sembra che l’unico modo per comprare velocemente una GPU sia di pagare prezzi esagerati online, soprattutto su eBay. Quanto sono alti i prezzi? Dal nostro monitoraggio e dalla nostra analisi del 2020 per i PC, si evince che le schede più desiderate – che sembrano essere le NVIDIA GeForce RTX serie 3000 e le AMD Radeon serie 6000 – sono mediamente vendute al triplo del loro prezzo di lancio.

Michael Driscoll è un ingegnere e data analyst che, mesi fa, ha sollevato un vespaio tracciando i prezzi degli scalper di eBay su una serie di componenti tecnologici. Non solo: Driscoll ha scelto di rendere pubblico il codice sorgente del tool che ha sviluppato, che la redazione statunitense di Tom’s Hardware ha modificato e utilizzato per continuare a tracciare i dati inerenti le GPU. Lo strumento è stato ribattezzato “l’indice di miseria” delle GPU.

Lo strumento consente di selezionare tutte le principali GPU delle ultime generazioni, di cui vi parliamo diffusamente in questa guida alle migliori schede grafiche, e di tenere traccia della query degli “oggetti venduti”. Dopo aver filtrando le inserzioni ingannevoli, come quelle con una semplice immagine e/o dedicate solo alle scatole, è emersa un’evidente tendenza al rialzo negli ultimi due mesi.

Qui di seguito vi presentiamo i grafici dal 18 al 25 febbraio 2021, che presentano dati su 39 diverse GPU, categorizzate in base alla generazione e all’uscita.

Schede Ampere e RDNA2

Partiamo dalle ultime schede grafiche realizzate da AMD e Nvidia, che continuano a essere vendute a prezzi molto superiori a quelli ufficiali.

La RTX 3080 supera un prezzo medio di 2.000 dollari, mentre la 3090 si “ferma” a soli 2.889 dollari di media. Considerandone le migliori prestazioni, con una velocità superiore del 10-15% e una differenza MSRP del 114%, la GPU di fascia alta sembra avere un prezzo “abbordabile” rispetto alla sorella minore. Secondo i nostri rilievi, è la RTX 3060 Ti a essere il peggior acquisto del momento: il suo costo è superiore alla RTX 3070, con un prezzo medio tre volte superiore al suo MSRP e alle sue prestazioni. Leggermente meglio la 3070, il cui costo rispetto al lancio è “solo” raddoppiato. D’altronde la 3070 è anche la più popolare tra le GPU Ampere, con numeri di vendita superiori alla somma delle altre schede Nvidia. Purtroppo non ci sono dati ufficiali sull’appena lanciata GeForce RTX 3060 12GB ma, a causa delle mediocri prestazioni nel mining, speriamo che possa mantenere un prezzo vicino a quello ufficiale.

La storia si ripete anche per le GPU Big Navi di AMD. La RX 6800 e la RX 6800 XT costano più del doppio del prezzo di lancio ufficiale. La RX 6900 XT è la più vicina al suo MSRP, con un rialzo “limitato” al 73%: considerandone le prestazioni, potrebbe essere “interessante” qualora siate disposti a pagare questi prezzi. Per i miner la RX 6800 si riconferma la migliore scelta tra le tre schede, anche considerando gli hash rate simili.

Schede Turing e RDNA1

Torniamo alla generazione precedente. Le schede Turing e RDNA1 sono state lanciate tra il 2018 e il 2019, con modelli aggiornati distribuiti all’inizio del 2020. I prezzi di alcune di esse sono paragonabili agli MSRP originali, mostrando una stabilità maggiore rispetto a quanto ci saremmo aspettati. Le GPU RTX serie 20 hanno un range di prezzo che varia dal +10% per la 2080 e la 2080 Ti, al -20% della 2060 e della 2060 Super rispetto al prezzo di lancio. Le fluttuazioni di questi prezzi sono correlate alle prestazioni nell’estrazione di Ethereum.

Anche le GPU Turing GTX serie 16 di Nvidia sono vendute a prezzi elevati, soprattutto le schede con 6GB o più di VRAM. Le GTX 1650 o 1650 Super presentano costi inferiori rispetto alle schede 1660, ma ne risentono anche le prestazioni. La 1650 è battuta al doppio del prezzo di lancio, così come la 1650 Super. Soffermandoci sulle schede da 6GB, in particolare la 1660 GDDR5 e la 1660 Super, si nota invece un prezzo oltre il raddoppio dell’MSRP. La 1660 Ti è invece proposta a un prezzo inferiore della 1660 Super, sebbene solo un terzo delle inserzioni si siano concluse con una vendita.

La situazione delle schede RDNA1/Navi 1x di AMD è simile. La scheda più popolare è la RX 5700 XT, di cui sono state vendute 280 unità con un prezzo medio di 927 dollari: più del doppio del prezzo di lancio. La RX 5700 costa meno, ma ne sono state vendute solo 27 nell’ultima settimana. Una RX 5600 XT presenta rincari intorno al +250%, mentre la RX 5500 XT 8GB si trova a quasi tre volte il suo prezzo di lancio.

Schede Pascal, Vega e Polaris

Infine analizziamo i dati delle GPU lanciate tre o quattro anni fa. I prezzi per queste schede sono più vicini a quelli di lancio, sebbene fino allo scoppio della pandemia si potessero trovare a meno della metà del costo di uscita. Le GTX 1050 e 1050 Ti si possono ancora trovare ancora a 200 dollari ma, considerandone le prestazioni e l’anzianità, prima del 2020 era possibile trovarle a circa 100 dollari. La GTX 1060 3GB addirittura costa meno del prezzo di lancio originale, probabilmente perché non è una GPU efficiente nel mining e presenta delle limitazioni alla VRAM. La 1060 6GB, invece, costa il 40% in più del suo prezzo di lancio nominale. Lo stesso accade per le 1070, 1070 Ti e 1080 Ti, poco sopra il prezzo di lancio. Solo la GTX 1080 costa meno del suo costo originario, anche per effetto dell’uscita della 1080 Ti.

Anche le schede Polaris e Vega di AMD presentano costi maggiorati rispetto all’inizio del 2020. Tempo fa era possibile acquistare le RX 570 4GB a circa 120 dollari. Oggi, grazie alle loro prestazioni sufficienti nel mining, presentano un aumento del costo di vendita a 220 dollari. Le schede da 8GB costano sostanzialmente di più: mediamente 413 dollari per la 570 e 449 dollari per la 580, laddove la vicinanza dei prezzi è da imputare alle prestazioni simili nel mining. Infine la RX 590 costa un po’ meno della 580 8GB, ma la sua disponibilità è scarsa. Le RX Vega 56 e Vega 64 sono relativamente vicine al prezzo originario, presentando un rialzo limitato al +50%. La Radeon VII, la GPU da mining più veloce di AMD, è invece schizzata: costa il triplo rispetto al lancio.

La domanda di schede per il mining resta forte

Il mining di Ethereum è ancora tanto redditizio da avere un forte impatto sui prezzi delle GPU, unitamente alla penuria di componenti. Quasi tutte le schede grafiche presentano costi ascendenti rispetto alla scorsa settimana, soprattutto grazie alla domanda dei miner. Ci sono alcune eccezioni, ma la maggior parte non sono particolarmente degne di nota e necessiteranno di un monitoraggio prolungato per essere davvero effettive. Le GTX 1650, GTX 1660 Ti, RTX 3060 Ti, RTX 3080, RX 590, RX 5500 XT e RX 6900 XT mostrano tutte una tendenza al ribasso, ma sono comunque lontane dai prezzi originari.

C’è forse un po’ di luce in fondo al tunnel. Dopo aver raggiunto un prezzo massimo di oltre 58.000 dollari per Bitcoin e 2.000 dollari per Ethereum, entrambe le valute sono calate un po’ negli ultimi giorni. I profitti del mining con una RTX 3060 Ti sono stimati a 5,67 dollari al giorno: significa che ci vorrebbero 213 giorni di mining 24/7 per coprire la spesa per l’acquisto della GPU. Si stima che con la RTX 3080 si possano fare 8,84 dollari al giorno di profitti, sono quindi necessari 232 giorni per raggiungere il pareggio. Anche la difficoltà nell’estrazione di Ethereum continua ad aumentare: +5% nell’ultima settimana, con una restrizione dei guadagni del mining.

Per assistere a una reale discesa dei prezzi delle GPU sarebbe necessario che si verifiche un calo nelle valutazioni delle criptovalute. Effettivamente nella scorsa settimana la valutazione del Bitcoin è scesa del 5,4%, mentre l’Ethereum è sceso del 14,4% (questo rispetto a una settimana fa, non rispetto al massimo storico del periodo). Se entrambe le tendenze dovessero continuare, molti miner potrebbero smettere di investire nell’hardware.

Nel frattempo, Nvidia ha annunciato di aver guadagnato “da 100 a 300 milioni di dollari” grazie agli acquisti dei miner nell’ultimo trimestre del 2020. Forse la stima è al ribasso, ma ci aspettiamo che le vendite dovute ai miner nel Q1 2021 raggiungano il 50% delle GPU vendute globalmente. La nostra supposizione si basa sull’impennata del valore dei prezzi di Bitcoin ed Ethereum. Concludiamo ricordando che la nuova RTX 3060 12GB non sembra essere particolarmente performante nel mining, il che potrebbe portare a una disponibilità maggiore.

La penuria di chip ti ha spinto a rinviare l’upgrade del PC? È l’occasione giusta per provare una console “old-gen”, come PlayStation 4.