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L’intervista: Michel Morelli aka Zio Budda

Pagina 5: L’intervista: Michel Morelli aka Zio Budda

L’intervista: Michel Morelli aka Zio Budda

Michel Morelli ha fondato e dirige ZioBudda.net, uno dei siti di riferimento per gli appassionati di Linux italiani. Abbiamo chiesto la sua opinione relativamente allo stato attuale del fenomeno Linux.


Lo "Zio" è un vero mito.

Caro Michel, grazie per la disponibilità. Innanzitutto, anche secondo te nel mondo Linux esistono pragmatici e ortodossi?

Innanzitutto grazie a te per l’intervista. Venendo alla tua domanda ti posso dire è da anni che vado in giro spiegando alla gente che non sono un ortodosso e che non riesco a capire proprio le persone che vedono "o bianco o nero", come ad esempio i sostenitori più duri e puri della Debian, che rimane sempre una gran bella distribuzione. Io trovo più utile aiutare i nuovi utenti, piuttosto che spaventarli e far loro credere di non essere degni di utilizzare Linux. Ma come si suol dire "Il mondo è bello perché vario…"

A tuo parere un autore che dimostra grande affetto per la causa dell’Open Source, va in contraddizione nel momento in cui produce contenuti coperti da copyright?

Sinceramente no, e non capisco il motivo. L’autore lavora per creare il libro, ed è giusto che venga risarcito del tempo perso. Neppure Torvalds lavora gratis. Certo, sarebbe più bello un libro sulla falsa riga di quella di Bruce Perens dove o compri il libro oppure ti scarichi gratis il PDF, ma non trovo neppure corretto che l’autore non venga ripagato del tempo impiegato. Certo, ci sono casi alla "Daniele Giacomini", ma non dobbiamo credere che tutto quello che è dedicato a Linux debba essere per forza GRATUITO (e permettimi il maiuscolo).

Il business rovinerà Linux, oppure è una naturale conseguenza del suo successo?

Il business ha aiutato, aiuta ed aiuterà Linux ad entrare in quei posti dove sino ad ora tutto era ad appannaggio dei sistemi operativi più blasonati e magari meno potenti. Il business, checchè ne dicano alcuni, ha aiutato Linux ad emergere e non ad affossarlo.

Con un universo così ampio e variegato di distribuzioni GNU/Linux, com’è possibile far giungere agli utenti dei messaggi semplici e diretti sulle tematiche base, come sicurezza, potenza, versatilità?

Non bisogna confondere Linux, che è il kernel del sistema operativo, con tutti i programmi che formano una distribuzione. Quando viene scoperto un bug all’interno del programma X non è Linux ad essere "guasto", ma il programma. Un nuovo utente non può che rimanere confuso davanti a così tante distribuzioni, molte delle quali sono cosi’ simili (per il lavoro che devono fare) che è quasi impossibile scegliere una o l’altra. Ma di contro ogni distribuzione ha i suoi pro ed i suoi contro e pur essendo simili, sono nel contempo diverse. Prendi Fedora, Mandriva e Novell/Suse: tutte e tre molte valide per l’utente finale, ma quale scegliere ? Impossibile dare una risposta che valga per tutti. Io ti posso dire la mia preferenza: Novell/Suse, Fedora e Mandriva. Se ti stai chiedendo perche’ ho lasciato fuori Debian la risposta è semplice: non è pronta, o forse non vuole essere pronta, per l’utente finale. Se poi qualcuno vuole provare la Debian, allora è meglio la Ubuntu, una derivata di Debian che sta emergendo molto bene

Tanti, troppi programmi, a partire da OpenOffice.org, sembrano una falsa copia di applicazioni Microsoft e/o commerciali. Perché uno dovrebbe usare dei surrogati al posto degli originali? Esistono altre motivazioni a parte quella importante del costo?

Lo hai detto tu all’inizio di questo articolo: il nuovo utente non si deve sentire a disagio nel passare da Windows a Linux e una delle prime cose da fare è quella di inserirlo in un ambiente a lui famigliare. Se poi questo comporta che l’applicazione X debba assomigliare graficamente a una simile per Windows, poco importa. L’importante è far vedere all’utente che esiste un’alternativa libera e funzionale a quella a pagamento.

Linux si sdoganerà mai dalla definizione di "sistema operativo desktop alternativo a Windows" ?

Sinceramente ti posso dire che questa definizione mi piace. È bello avere un’alternativa a Windows. Certo sarebbe anche bello che fosse Windows l’alternativa a Linux, esattamente come per il lato server, ma cerchiamo di rimanere con i piedi per terra. La strada da fare nel mondo Desktop è ancora tanta e finalmente abbiamo una valida alternativa.

Lasciamo spazio alle tue considerazioni finali.

Che dire, uso Linux dal 1994 e sono uno di quelli che per vedere un filmato apre una console e lancia MPLAYER. Agli occhi di mia moglie sono un pazzo perché ho una bellissima icona sul desktop che lancia il lettore multimediale, ma che ci vuoi fare: sono della vecchia scuola. Vi for Ever 🙂