Il mercato dei notebook Apple si prepara a una scossa significativa con l'arrivo, previsto per il 4 marzo, di un MacBook economico equipaggiato con il chip A18 Pro. Con un prezzo stimato intorno ai 700 dollari, questa macchina si posizionerà ben al di sotto della soglia del MacBook Air entry-level, attualmente a partire da circa 1.000 dollari. La strategia di Cupertino sembra ricalcare quanto fatto negli anni '90 con le linee iBook e Powerbook, dove il design giocava un ruolo cruciale nella differenziazione di mercato e nel posizionamento dei prodotti.
Il processore A18 Pro, lo stesso presente negli iPhone di fascia alta, rappresenta una scelta tecnica audace ma tutt'altro che azzardata. Questo SoC offre prestazioni più che sufficienti per la stragrande maggioranza degli utenti che attualmente acquistano un MacBook Air: navigazione web, posta elettronica, elaborazione documenti e consumo multimediale sono operazioni che non richiedono la potenza di calcolo dei chip della serie M. La domanda che sorge spontanea riguarda la possibile cannibalizzazione delle vendite del MacBook Air, un prodotto che ha dominato il segmento dei notebook ultra-portatili Apple per oltre un decennio.
La soluzione che Apple sembra aver individuato affonda le radici nella propria storia. Nel 1999, l'azienda lanciò l'iBook G3, un portatile destinato a studenti e consumatori che avrebbe potuto erodere le vendite del più costoso Powerbook G3. La risposta fu un design volutamente distintivo: mentre il Powerbook manteneva linee sobrie e professionali in colorazione grigia, l'iBook adottò una scocca in plastica colorata ispirata all'iMac dell'epoca, con tonalità vivaci che alcuni critici paragonarono ai giocattoli Fisher-Price. La strategia funzionò: pochi professionisti erano disposti a presentarsi a una riunione di lavoro con un portatile dall'aspetto così giocoso.
Secondo le indiscrezioni di Mark Gurman di Bloomberg, il nuovo MacBook economico sarà offerto in una gamma di colorazioni brillanti che andranno oltre le tonalità neutre del MacBook Air e MacBook Pro. Tra le opzioni testate da Apple figurerebbero giallo tenue, verde chiaro, blu, rosa, argento classico e grigio scuro, anche se è improbabile che tutte queste varianti arrivino effettivamente sul mercato. L'azienda punterebbe a commercializzare il dispositivo principalmente verso studenti e settore education, segmenti dove l'estetica vivace potrebbe rappresentare un elemento di attrazione piuttosto che un deterrente.
La questione cruciale è se questa differenziazione cromatica sarà sufficiente a proteggere le vendite del MacBook Air. Da un lato, i sondaggi condotti tra gli appassionati mostrano un crescente apprezzamento per le colorazioni vivaci, come dimostrato dal successo dell'iPhone 17 Pro nella tonalità Cosmic Orange. Dall'altro, il mercato enterprise potrebbe vedere nella colorazione accesa un segno di minor professionalità, spingendo aziende e professionisti verso il MacBook Air tradizionale nonostante il maggior costo.
Dal punto di vista tecnico, l'A18 Pro integra una CPU con core ad alte prestazioni basati sull'architettura ARM, una GPU con supporto al ray tracing hardware e un Neural Engine ottimizzato per operazioni di machine learning. La litografia a 3 nanometri garantisce efficienza energetica elevata, traducendosi in autonomia prolungata senza necessità di sistemi di raffreddamento particolarmente ingombranti. Questo consente ad Apple di mantenere profili sottili e peso contenuto, caratteristiche storicamente associate alla linea Air.
La differenza fondamentale rispetto ai MacBook equipaggiati con chip della serie M risiede principalmente nella gestione di carichi di lavoro intensivi: rendering video professionale, compilazione di codice su progetti di grandi dimensioni, elaborazione di modelli 3D complessi e gaming impegnativo. Per queste applicazioni, i core aggiuntivi e la maggiore larghezza di banda di memoria dei chip M3 e M4 rappresentano un vantaggio tangibile. Ma per l'utente medio, che non spinge mai il processore oltre una certa soglia, le prestazioni dell'A18 Pro risulteranno indistinguibili nella pratica quotidiana.
La strategia di Apple non è priva di rischi. A differenza del panorama del 1999, quando la concorrenza nel settore laptop era frammentata e meno aggressiva, oggi produttori come Dell con l'XPS 13 e ASUS con lo Zenbook 14 offrono alternative Windows di qualità a prezzi competitivi. Tuttavia, come sottolineato da diverse analisi di mercato, chi sceglie un MacBook Air raramente lo fa considerando alternative Windows: l'ecosistema Apple, l'integrazione con iPhone e iPad, e macOS stesso rappresentano elementi di fidelizzazione più potenti delle pure specifiche tecniche o del prezzo.