Memorie

Chip di memoria cinesi ai nastri di partenza, la sfida agli Stati Uniti è lanciata

La Cina vuole sfidare gli Stati Uniti anche nella produzione di hardware e per questo da alcuni anni si sta prodigando per far fiorire l’industria interna di chip DRAM.

Nei giorni scorsi ChangXin Memory Technologies, uno dei tre principali produttori di DRAM cinesi, ha annunciato di aver iniziato la produzione i volumi dei chip DRAM proprietari.

Il governo cinese ha investito miliardi di dollari nell’industria interna delle memorie con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni.

La strada per ora è tutta in salita, il gap da colmare per competere con i grandi nomi del settore quali sono Samsung, SK Hynix o Micron non è di certo ridotto.

Basti pensare che insieme questi tre produttori, nel secondo trimestre dell’anno, raccoglievano il 94,9% (rispettivamente il 45,7% Samsung, il 28,7% SK Hynix e il 20,5% Micron) delle quote del mercato DRAM globale.

ChangXin Memory Technologies, per non deludere le aspettative di Pechino, ha investito 21,1 miliardi di dollari nel progetto DRAM oltre ai 2,5 miliardi di dollari iniettati nella ricerca e nello sviluppo.

ChangXin stima di produrre fino a 120.000 wafer al mese durante la fase iniziale, con la previsione di consegnarli entro la fine dell’anno.

Dal punto di vista ingegneristico c’è ancora molto da recuperare: il chip DRAM di ChangXin Memory Technologies quasi sicuramente si baserà sul processo produttivo a 18 nm, mentre i concorrenti sono già passati ai 16 e 12 nm.

Per quanto riguarda il progetto, circola voce che il design della DRAM di ChangXin Memory Technologies abbia preso ispirazione dalla tecnologia di Qimonda, anche se con diverse modifiche proprio per ridurre l’influenza dalla tecnologia statunitense.

Proprio a causa di questa dipendenza, Fujian Jinhua Integrated Circuit, uno dei partner di ChangXin Memory Technologies, ha dovuto cessare la produzione per via del blocco commerciale da parte degli Stati Uniti che ha impedito alla fabbrica cinese di acquistare componenti statunitensi.

L’ingresso sul mercato di ChangXin Memory Technologies resta comunque qualcosa a cui guardare con interesse perché potrebbe modificare gli equilibri di mercato. Se l’azienda sarà in grado di colmare il divario tecnologico e aumentare la propria produzione allora potremmo vedere i prezzi delle DRAM scendere ancor di più nel giro di pochi anni.