La memoria grafica sta per compiere un salto qualitativo significativo, e Micron si posiziona tra i protagonisti di questa transizione con un annuncio che riguarda da vicino sia i giocatori più esigenti sia il mercato dell'intelligenza artificiale. In un recente articolo pubblicato sul proprio blog ufficiale, l'azienda ha dettagliato le caratteristiche dei moduli GDDR7 da 24 Gb con larghezza di banda fino a 36 Gbps, una specifica che supera del 20% gli attuali 30 Gbps già considerati il vertice della categoria. Questi numeri non sono semplici aggiornamenti incrementali: rappresentano la base su cui verrà costruita la prossima generazione di GPU discrete, con implicazioni dirette per rendering in tempo reale, intelligenza artificiale generativa e ambienti virtuali ad altissima risoluzione.
Vale la pena ricordare il contesto da cui partiamo: lo standard GDDR7 ha fatto il suo debutto commerciale con la serie GeForce RTX 50 di NVIDIA, con la RTX 5090 come prima scheda a montarlo. La RTX 5080 si distingue per operare già a 30 Gbps, la velocità più alta attualmente disponibile sul mercato consumer, mentre la RTX PRO 6000 Blackwell — la scheda professionale di punta di NVIDIA — ha già integrato moduli da 3 GB (equivalenti a 24 Gb per chip) per raggiungere un totale di 96 GB di VRAM. Anche la RTX 5090 Laptop utilizza la stessa densità da 24 Gb, distribuita su un bus a 256 bit per un totale di 24 GB di memoria grafica.
Il dato della capacità è forse ancora più rilevante di quello della velocità: passare da moduli da 16 Gb a 24 Gb significa un incremento del 50% nella quantità di memoria installabile a parità di numero di chip. Configurazioni come 36 GB su bus a 384 bit o 48 GB su bus a 512 bit diventano così raggiungibili con soli 12 o 16 chip rispettivamente. Questa progressione era attesa per una possibile linea RTX 50 SUPER, ma le attuali carenze nella catena di fornitura della memoria hanno rallentato i piani, rendendo ancora incerto il calendario di lancio di quella famiglia di prodotti.
Sul fronte delle prestazioni raw, Micron ha pubblicato le larghezze di banda teoriche ottenibili combinando i moduli a 36 Gbps con diversi bus di memoria. Con un bus a 256 bit si raggiungono 1.152 GB/s per un totale di 24 GB; salendo a 384 bit si toccano 1.728 GB/s con 36 GB, mentre la configurazione più estrema su 512 bit garantisce 2.304 GB/s con 48 GB di VRAM totale. Anche le configurazioni più contenute risultano interessanti: un bus a 128 bit offre già 576 GB/s con 12 GB, adeguato per soluzioni di fascia media.
Micron sottolinea come questi progressi abbiano ricadute concrete proprio nel gaming ad alta fedeltà visiva. Il ray tracing in tempo reale richiede accesso continuo a dataset enormi — geometrie, materiali, mappe di illuminazione, ombre — mentre i display ad alto refresh rate e le texture ad altissima risoluzione moltiplicano i dati che la GPU deve elaborare fotogramma per fotogramma. Quando la VRAM non riesce a contenere tutti questi asset contemporaneamente, il sistema è costretto a scambiare dati continuamente, generando i fenomeni ben noti ai giocatori: texture che compaiono in ritardo (texture pop-in), stuttering a metà fotogramma, tempi di frame irregolari e cali improvvisi nelle scene con ray tracing intensivo.
L'aumento di capacità e larghezza di banda risolve strutturalmente questi problemi mantenendo l'intera pipeline visiva alimentata senza colli di bottiglia. Secondo Micron, i vantaggi si estendono anche alle tecniche di rendering assistite dall'intelligenza artificiale — come il frame generation e l'upscaling — che diventano meno consistenti quando la memoria è limitata, perché i modelli neurali e i buffer intermedi competono costantemente per lo spazio disponibile. Con una VRAM più ampia e più veloce, queste pipeline guadagnano in fluidità e prevedibilità, soprattutto a risoluzioni 4K, 5K e 8K.
Parallelamente all'uso gaming, Micron evidenzia i benefici per i carichi di lavoro di intelligenza artificiale: inferenza locale più rapida per applicazioni creative e di collaborazione, prestazioni a latenza ridotta nei flussi di lavoro ibridi CPU-GPU-NPU, throughput superiore per modelli di neural graphics e intelligenza artificiale generativa, oltre a una migliore efficienza energetica grazie a raffinamenti architetturali e tensioni operative ridotte. Quest'ultimo aspetto è particolarmente rilevante per il mercato europeo, dove il costo dell'energia elettrica rende l'efficienza un parametro di valutazione sempre più importante.
Sul fronte della concorrenza, Samsung ha già avviato la produzione di massa di moduli da 24 Gb a partire da novembre 2025 e ha già distribuito campioni di chip a 36 Gbps ai partner industriali. L'azienda sudcoreana sta inoltre sviluppando moduli da 32 Gb con velocità fino a 42,5 Gbps, spingendo ulteriormente i limiti dello standard. Anche Micron ha anticipato densità superiori a 24 Gb e velocità oltre i 36 Gbps per le generazioni future, in quello che si configura come un'accelerazione competitiva tra i principali produttori di DRAM grafica.
Guardando all'evoluzione storica dello standard, la tabella di confronto tra generazioni mostra chiaramente la traiettoria percorsa: dalla GDDR5X della GeForce GTX 1080 Ti con 11,4 Gbps/pin, alla GDDR6 della RTX 2080 Ti con 14-16 Gbps/pin, fino alla GDDR6X della RTX 4090 a 19-24 Gbps/pin, la GDDR7 si colloca già oggi tra 28 e 48 Gbps/pin, con consumi per bit ancora da definire ufficialmente (TBD) ma attesi in netto miglioramento rispetto ai 7,25 pJ/bit della GDDR6X.
Le future GPU basate sull'architettura Rubin di NVIDIA utilizzeranno proprio queste specifiche avanzate di GDDR7, sfruttando densità e velocità superiori per supportare carichi di lavoro ancora più intensivi. L'attuale priorità dei produttori di DRAM rimane tuttavia la risoluzione delle carenze di fornitura che stanno condizionando il mercato, il che suggerisce che la piena adozione delle specifiche a 36 Gbps nelle schede video consumer potrebbe concretizzarsi tra la fine del 2026 e la prima metà del 2027, compatibilmente con eventuali aggiornamenti della linea RTX 50 o con il debutto delle architetture di prossima generazione.