Schede madre

MSI mostra le potenzialità di un Core i9-10900 con Power Limit sbloccato

La settimana scorsa è stata trasmessa in live sul canale YouTube di MSI Gaming un’interessante e lunga sessione di show testing, alias dimostrazione, presentata dal team MSI Insider. L’obiettivo era di presentare le nuove schede madri del brand equipaggiate con i chipset di medio e medio basso livello, ovvero l’Intel B460 ed H410, in uscita in questo periodo.

Come la live ha dimostrato, le schede madre sono sufficientemente potenti per supportare tutti i processori Intel di decima generazione, nome in codice Comet Lake-S, come l’Intel Core i9-10900K, il portabandiera dell’intera gamma della linea desktop di Intel.

Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K

Nella prova sono stati messi a confronto due distinti processori Core i9-10900K, simulando in uno dei due la configurazione della versione non K dello stesso, ovvero il Core i9-10900. Come spiega MSI, il perché di questa scelta è la mancanza della disponibilità della CPU non K. A seguire un breve riassunto delle caratteristiche dei due processori prodotti con processo litografico a 14nm, che differiscono in pochissimi ed unici aspetti.

Intel Core i9-10900K Intel Core i9-10900
Core / Thread 10/20 10/20
Socket LGA1200 LGA1200
Frequenza base / Boost (GHz) 3,7 / 5,1 2,8 / 5,0
Turbo Boost Max (GHz) 5,2 5,1
Thermal Velocity Boost (GHz)  5,3 5,2
TDP (watt) 125 65
Configurazione TDP-Down (watt) 95
Frequenza TDP-Down (GHz) 3,3

Entrambi offrono inoltre: 16 linee PCIe 3.0, controller memoria RAM a doppio canale con supporto fino a 128GB DDR4 a 2933MHz, unità di elaborazione grafica Intel UHD-630 e il più completo set di istruzioni disponibili sul mercato.

Con questa nuova famiglia di processori Core, Intel ha introdotto una nuova tipologia di parametri di cui gli appassionati avranno già sentito parlare: gli stati, o meglio limiti, PL1 e PL2. L’acronimo sta per Power Limit, di primo e secondo livello, ed è la parametrizzazione ufficiosamente scelta da Intel per governare l’overclocking attraverso la tecnologia Thermal Velocity Boost, o più in generale il regime frequenzimetro dei suoi processori.

C’è tuttavia un modo per forzare il processore ad operare secondo questi parametri, ma senza la logica preimpostata di Intel? Ovvero si può fare l’overclock sulle CPU Intel di Decima generazione sfruttando appunto questi parametri? I ragazzi di MSI Insider ci hanno dato una spiegazione, prova e conferma di quanto si può ottenere, partendo anche da una configurazione non estremamente (economicamente) bilanciata.

Msi B460M-MORTAR_lga1200

La scheda madre usata per il testing è una MSI B460M-Mortar, un modello micro-ATX nella fascia di prezzo media, o forse meglio dire medio-bassa visto che costerà circa 100-130 euro. La disponibilità di queste schede era fissata per fine maggio, ma è meglio orientarsi per fine giugno, metà luglio.

La MSI B460M-Mortar, favorevole per chi ha dei limiti di budget da rispettare o non vuole investire cifre assurde in schede madri più blasonate, offre già tutto quelle che serve, comprese porte USB3.2 Gen1, di cui una Type-C (5,0Gbps), una soluzione Realtek RTL8125B per una LAN a 2,5Gbps e due slot M.2 per soluzioni di archiviazione con interfaccia NVMe.

Oltre ad ovviamente un serio reparto di alimentazione dotato di controller digitale PWM a 12+1+1 fasi e un sistema esteso di dissipazione termica. Un ottimo prodotto, insomma, che aspettiamo fiduciosi di vedere in commercio. Qui il link alla pagina del produttore.

La dissipazione termica è stata garantita da un sistema a liquido AIO (All-in-One) dotato di radiatore da 360mm, soluzione ormai comune. Questo per ovviare a divergenze atipiche dovute a fenomeni di throttle termico, ovvero quando la CPU “va in panico” per troppo calore e abbassa istantaneamente e a ciclo continuo le proprie frequenze.

Ritornando alla simulazione di prova, il team di MSI Insider ha utilizzato l’applicazione Intel XTU, Extreme Tuning Utility, per configurare i due Core i9-10900K con differenti setup. Uno dei due è stato configurato secondo le specifiche del Core i9-10900, col il limite PL1 impostato a 65W e il limite PL2 impostato a 225W, con il parametro TAU ( delta tempo di funzionamento in PL2) a 28 secondi, che rappresentano il set energetico di riferimento.

Il secondo Core i9-10900K è stato configurato con un PL1 di 255W e un PL2 di altrettanti 255W, per portarsi al limite energetico più estremo che MSI possa offrire con le sue schede madri. Per completezza di informazione, MSI dichiara che la massima corrente supportata dalla linea B460 è di 210A, mentre sulla linea H410 la stessa è di massimo 180A. Entrambe le CPU della prova sono state impostate con la le frequenze stock del Core i9-10900: base di 2,80GHz, Thermal Velocity Boost a 5,20GHz su singolo core e 4,60GHz su tutti e dieci i core.

Questa tipologia di test è atta a verificare con quale periodicità la CPU raggiunge questo target di frequenze: avendo un limite energetico più elevato, ci si aspetta che le suddette frequenze vengano raggiunte più spesso e mantenute più a lungo rispetto a configurazioni con profili energetici di riferimento.

Intel Core i9-10900K

Una considerazione di massima e particolarmente esaustiva senza addentrarsi nei dati sintetici dei vari benchmark effettuati: la CPU con i valori PL stock ha completato i carichi di lavoro con una frequenza su tutti i core di 3,2GHz, poco al di sopra della frequenza base di 2,8GHz, ad una temperatura di 36°C e un consumo di 65W; la CPU con PL modificato ha lavorato a 4,6GHz su tutti i core, ad una temperatura di 60°C ed un consumo di 170W.

Una netta e sostanziale differenza, che si ripercuote ovviamente anche nei risultati sintetici: in Cinebench R20 la CPU stock ha totalizzato 4308 punti mentre la PL over limitata ha toccato quota 5820, per un guadagno superiore al 35%. In Prime95, le due CPU hanno raggiunto i loro limiti di assorbimento elettrico: frequenza di 2,8GHz per la CPU con PL standard, 4,4GHz per la controparte a 255W.

MSI Insider rimarca anche che il processore con i valori PL di riferimento sia comunque soggetto ai tagli di frequenza impostati dal parametro TAU e dal minore valore di PL2 oltre che al basso PL1 che la CPU continua a prediligere come reale target energetico, mentre la CPU con profili energetici a 255W mantenga le altissime frequenze per un tempo illimitato, visti i vincoli assenti.

Il team di MSI Insider ha effettuato delle prove anche con il dissipatore di calore fornito da Intel, ma per ovvi motivi che condividiamo non è da ritenersi adeguato per un terget energetico di 255W. Con valori PL1 di 80W e PL2 di 125W, la CPU in PL2 raggiunge i 4,20-4,30GHz per 28 secondi ed un consumo energetico di 125W, per poi calare a 3,50-3,60GHz quando entra in PL1, con temperature che variano da 70 a 80 °C.

Il suggerimento, credo condivisibile all’unanimità, è di seriamente considerare un impianto di raffreddamento a liquido nel caso vogliate accoppiare un processore Intel Core di decima generazione non K ad una scheda madre come la MSI B460M-Mortar in grado di sfruttare tutta la potenzialità di questi processori.

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