Nel mondo del modding estremo, dove la creatività degli appassionati di PC non conosce limiti, emerge periodicamente un progetto capace di far alzare un sopracciglio anche ai veterani più incalliti del settore. Il canale YouTube Billet Labs ha realizzato quello che potrebbe essere uno dei progetti custom più audaci degli ultimi anni: un intero sistema a liquido integrato in un antico radiatore in ghisa di epoca vittoriana, trasformato in un PC funzionante a tutti gli effetti. Non si tratta semplicemente di estetica retrò sovrapposta a componenti moderni, ma di un'impresa ingegneristica che ha richiesto mesi di lavoro, competenze avanzate di idraulica e una buona dose di tenacia.
Il cuore del progetto è un radiatore in ghisa da 18 litri (circa 4,75 galloni USA), un pezzo autentico dell'era vittoriana dal peso complessivo di 99 chilogrammi. La scelta non è casuale: Billet Labs, appassionato di raffreddamento a liquido, ha riconosciuto in questo massiccio oggetto di design industriale d'epoca il contenitore ideale per un loop personalizzato di assoluto livello. Dopo una pulizia accurata della superficie esterna, il progettista ha proceduto con la scansione 3D della base del radiatore, realizzando successivamente un supporto stampato in 3D capace di agganciarsi dal basso e ospitare tutti i componenti elettronici al sicuro, nascosti alla vista.
La scelta delle tubazioni in rame per il circuito del liquido è stata quella che ha fatto tremare i polsi alla comunità tech. Il rame e la ghisa, in presenza di acqua, generano una coppia galvanica fortemente corrosiva. Billet Labs non è però un neofita: residente nel Regno Unito, è ben consapevole che questa combinazione di materiali è comunissima negli impianti di riscaldamento domestico britannici, e ha quindi adottato un inibitore di corrosione specifico per sistemi misti ferro-rame, escludendo qualsiasi impiego di acqua distillata semplice.
La preparazione del radiatore per l'uso nel circuito idraulico si è rivelata un percorso a ostacoli documentato in un video di oltre un'ora. L'intera operazione di pulizia interna ha richiesto quasi una settimana, con cicli ripetuti di riempimento e svuotamento utilizzando acido citrico e detergente per piatti, fino a quando l'acqua non è uscita completamente trasparente. In una fase particolarmente critica, il sistema è stato pressurizzato accidentalmente con idrogeno gassoso, un dettaglio che dà la misura delle sfide tecniche affrontate.
Superata la fase di pulizia, i problemi non erano affatto finiti. I trucioli di rame prodotti durante la lavorazione delle tubazioni hanno danneggiato la pompa, che è stata sostituita. Successivamente, bolle d'aria persistenti nel circuito hanno rivelato guarnizioni non sufficientemente ermetiche, costringendo il builder a rifare l'intero loop più volte. Infine, i filtri si intasavano in pochi minuti anziché in settimane, causando un calo di pressione continuo: un problema che ha richiesto interventi ripetuti prima di trovare una soluzione stabile.
La configurazione hardware scelta per questo progetto è di assoluto riferimento: un AMD Ryzen 7 9800X3D — attualmente tra le CPU più ambite dagli appassionati di gaming grazie alla tecnologia 3D V-Cache — lavora in coppia con una NVIDIA GeForce RTX 5080, una delle schede video di ultima generazione della famiglia Blackwell. Come primo test di gioco, Billet Labs ha avviato Halo 3, titolo nato su Xbox 360, registrando frame rate medi nell'ordine dei 400 FPS in risoluzione 4K nativa: un risultato scontato data la leggerezza del gioco, ma utile a verificare la stabilità del sistema.
Le prestazioni termiche del radiatore in ghisa mostrano un quadro interessante. La massa termica del sistema è enorme, e per un utilizzo casual con le ventole completamente spente il comportamento è del tutto accettabile. Tuttavia, sotto stress massimo con Cinebench e Furmark in esecuzione simultanea — uno dei test di carico più impegnativi che si possano eseguire — la CPU ha manifestato throttling termico e la GPU ha mostrato temperature elevate, con le ventole al 10% di velocità. Il punto di forza del radiatore vittoriano è quindi l'accumulo di calore (thermal mass), non la dissipazione attiva: un aspetto da considerare per chi volesse replicare il concetto.
Dal punto di vista estetico, il risultato è straordinario. Billet Labs ha realizzato a mano involucri in rame per i manometri analogici e i termometri integrati nel sistema, mentre la mascherina I/O della scheda madre è stata bruciata con un cannello per ottenere una patina artificiale perfettamente in linea con l'estetica del radiatore. Un interruttore di accensione personalizzato completa il quadro visivo d'insieme, rendendo il build coerente in ogni dettaglio.