CPU ARM

I processori ARM puntano ai supercomputer del prossimo decennio

ARM e il Los Alamos National Laboratory degli Stati Uniti hanno siglato un accordo per sviluppare congiuntamente architetture di calcolo più efficienti e ottimizzate, destinate a soddisfare gli enormi requisiti di potenza del laboratorio.

La collaborazione verterà in particolare sul risolvere le sfide relative al collegamento di un sempre maggior numero di processori all’interno di HPC (High Performance Computer) che nel corso degli anni diventano più grandi e potenti.

“Oggi stiamo progettando i supercomputer che saranno installati nel prossimo decennio, perciò avere processori efficienti e sistemi ottimizzati per i nostri specifici carichi di lavoro è importante per mantenere la nostra leadership nazionale negli HPC”, ha affermato Stephen Poole, chief HPC architect del Los Alamos National Laboratory.

Gli HPC svolgono un ruolo fondamentale nella missione del laboratorio Los Alamos, che è quella di occuparsi delle scorte nucleari statunitensi e comprendere la fisica complessa tramite simulazioni su scala estrema che oggi possono richiedere mesi per essere completate sui sistemi più veloci.

Oltre al Los Alamos, anche aziende di altri settori trarranno vantaggio dai futuri supercomputer. L’industria petrolifera li usa per simulare e analizzare i giacimenti petroliferi sotterranei e i substrati geologici per decidere dove investire e lavorare. Anche l’industria cinematografica si affida ai sistemi HPC per creare e renderizzare le animazioni che vedete nei film di maggior successo.

Le architetture di calcolo di ARM si sono dimostrate estremamente flessibili, tanto che le ritroviamo in qualsiasi ambito, dall’IoT ad appunto i sistemi HPC. La collaborazione tra il laboratorio Los Alamos e ARM espanderà ulteriormente questa duttilità, permettendo ad ARM – azienda nelle mani della giapponese Softbank – di ampliare il suo raggio d’azione.