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Qualcomm, altra tegola: addio all’uomo delle CPU server

Sette giorni fa Bloomberg riportava voci sulla possibile uscita di Qualcomm dal settore dei server, a pochi mesi dalla presentazione della sua prima gamma di chip, le soluzioni Centriq 2400 basate su architettura ARM a 64 bit. Quella voce di corridoio assume sempre più concretezza con l'addio all'azienda di Anand Chandrasekher, l'uomo che ha guidato e […]

Sette giorni fa Bloomberg riportava voci sulla possibile uscita di Qualcomm dal settore dei server, a pochi mesi dalla presentazione della sua prima gamma di chip, le soluzioni Centriq 2400 basate su architettura ARM a 64 bit.

Quella voce di corridoio assume sempre più concretezza con l'addio all'azienda di Anand Chandrasekher, l'uomo che ha guidato e voluto fortemente l'ingresso di Qualcomm in un settore dominato da Intel, in cui dopo anni sta cercando di riaffacciarsi AMD con le proposte EPYC.

anand chandraseker

A confermare la notizia è stato proprio Chandrasekher con un tweet. "Ultimo giorno in Qualcomm. In sei anni abbiamo compiuto alcune grandi cose – abbiamo dimostrato che ARM può fornire prestazioni/watt migliori rispetto a Intel. Lascio con alcuni bei ricordi".

Qualcomm non ha commentato la notizia, ma per tornare al destino della sua divisione server, nei giorni scorsi si vociferava di due opzioni: la chiusura o la vendita al miglior offerente.

Nelle scorse settimane il CEO Steve Mollenkopf ha manifestato la volontà di ridurre le spese nelle aree "non centrali". E a oggi i server non sono un'area centrale di Qualcomm, anche se forse – con il tempo – sarebbero potuti diventarlo.

Evidentemente i vertici di Qualcomm la pensano diversamente e seppur non ci siano ancora notizie ufficiali, il futuro di Centriq e della divisione server sembra segnato.

Ricordiamo quindi le caratteristiche dei Centriq 2400: si tratta di soluzioni basate su architettura ARM personalizzata (nome in codice Falkor) con 18 miliardi di transistor in 398 mm2, realizzati con processo produttivo a 10 nanometri FinFET da Samsung.

Il processore migliore integra 48 core single-thread a 64 bit con una frequenza massima di 2,6 GHz. I core sono connessi a un ring bus segmentato bidirezionale con un bandwidth aggregato di 250 GBps per evitare colli di bottiglia sotto massimo carico.

All'interno del chip ci sono 512 KB di cache L2 condivisa a coppie di due core e 60 MB di cache L3 unificata distribuita sul die. Un controller di memoria DDR4 a sei canali supporta fino a 768 GB di DRAM. Presenti 32 linee PCI Express 3.0 e sei controller PCIe.

Secondo Qualcomm i Centriq 2400 "sono in grado di raggiungere prestazioni eccezionali consumando meno di 120 watt. Con un prezzo di listino di 1995 dollari il Qualcomm Centriq 2460 con 48 core offre prestazioni per dollaro quattro volte superiori e prestazioni per watt migliori fino al 45% rispetto al processore Skylake di Intel con le prestazioni più alte, lo Xeon Platinum 8180".

Adesso il destino dell'architettura ARM in ambito server è nelle mani di Cavium, che ha appena presentato i ThunderX2 e dalla neonata Ampere, azienda guidata dall'ex Intel Renée James. Per ora Intel può dormine sonni relativamente tranquilli, anche se si deve guardare dalla competitiva offerta EPYC di AMD e soprattutto da un altro pericolo, ossia che aziende come Google, Facebook e Apple inizino a progettarsi internamente i chip per i proprio server, in modo da non dipendere più da Intel e dalla sua gamma Xeon, oggi piuttosto costosa e segmentata.