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Pro
- Design discreto
- Qualità fotocamera
- Autonomia di 8 ore in uso misto
- Ricarica rapida al 50% in 20 minuti
- Sistema audio con 5 microfoni
- IA integrata utile
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Contro
- Clip video limitate a 3 minuti
- Resistenza solo IPX4
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Gli occhiali smart sono ormai usciti dalla fase embrionale: non sono più brutti e ingombranti, e non richiedono più compromessi. È così che i Ray-Ban Meta Wayfarer di seconda generazione diventano dei compagni d'uso quotidiani di cui è difficile fare a meno dopo averli provati. Nonostante questo, non sono un prodotto per tutti. Vediamo come è andata la nostra prova e chi dovrebbe acquistarli.
Recensione in un minuto
I Ray-Ban Meta Gen 2 fanno tutto ciò che promettono, e lo fanno meglio rispetto alla generazione precedente: la fotocamera da 12 MP cattura video in 3K UHD, la batteria dura il doppio e il sistema audio con 5 microfoni gestisce chiamate e musica in modo convincente. L'integrazione con l'assistente Meta AI funziona davvero, anche in italiano, e la custodia di ricarica porta l'autonomia complessiva fino a 56 ore totali.
Per quanto riguarda i limiti, i video si interrompono dopo 3 minuti, la resistenza all'acqua si ferma a IPX4 (schizzi, non pioggia intensa), e la posizione fissa della fotocamera sull'angolo superiore destro dell'occhiale non è sempre ideale per l'inquadratura. Chi cerca un dispositivo AR con display sovrapposto alla realtà deve guardare altrove: questi occhiali non hanno nessuna componente visiva proiettata. Chi invece vuole un paio di occhiali da vista/sole discreti, con audio integrato, fotocamera sempre pronta e IA che funziona, ha trovato probabilmente il prodotto più riuscito in questa categoria.
Come sono fatti
Il telaio è quello del Wayfarer classico e pesa 52 grammi, circa il doppio di un occhiale da sole standard ma distribuiti in modo tale da non creare pressione anomala sul naso o sulle orecchie durante l'uso prolungato. I materiali non si discostano dall'estetica Ray-Ban tradizionale e la versione Matte Black con lenti trasparenti (c'è la versione transition) è la più neutrale tra quelle disponibili, adatta sia in ambienti chiusi sia all'aperto. Le altre varianti includono occhiali da sole, con lenti color grafite e verde.
La fotocamera da 12 MP è posizionata nell'angolo superiore destro del frontale e scatta foto a 3024x4032 pixel oppure a 2203x2938 (6,5 MP nella modalità standard). I video arrivano a 3K UHD a 30 fps, ma sono disponibili anche le modalità 1080p a 30 e 60 fps. La durata massima di ogni clip è fissata a 3 minuti. La memoria interna è di 32 GB, che Meta dichiara sufficienti per oltre 1000 foto e oltre 100 video da 30 secondi ciascuno.
La connettività si basa su Bluetooth 5.3 e Wi-Fi 6, con trasferimento dei file tramite l'app Meta View disponibile per Android e iOS. Il sistema di microfoni è composto da 5 unità, migliorato rispetto alla prima generazione per la cattura audio nei video e per le chiamate. Gli speaker sono integrati nelle aste e restituiscono audio con supporto Dolby Atmos, che nella pratica significa una resa più spaziale rispetto a un classico auricolare con driver singolo. La certificazione IPX4 garantisce resistenza agli schizzi d'acqua ma non all'immersione, quindi l'uso sotto la pioggia è tollerato mentre una caduta in acqua non lo è.
L'autonomia dichiarata è di 8 ore in uso misto. La custodia di ricarica aggiunge fino a 48 ore di autonomia aggiuntiva e supporta la ricarica rapida al 50% in 20 minuti, un dato rilevante per chi esce di casa rapidamente. Il confronto con la Gen 1 è netto: Ray-Ban Stories si fermava a 4 ore di uso misto, 32 ore con la custodia e 12,5 ore in standby.
Esperienza d'uso
Durante i test, la prima cosa che si nota è quanto sia normale indossarli. A differenza di altri dispositivi wearable che dichiarano la discrezione ma poi si vedono da lontano, i Wayfarer Gen 2 passano inosservati nella maggior parte dei casi. Siccome ho usato il modello con lenti trasparenti transition, le persone con cui mi vedo solitamente mi hanno semplicemente chiesto "da quando indossassi gli occhiali", senza nemmeno accorgersi della fotocamera. Il peso di 52 grammi si sente nelle prime ore, poi si normalizza. Chi è abituato a occhiali da vista o da sole tutto il giorno non troverà nulla di strano. Nel mio caso, non abituato, i primi giorni mi sono ritrovato con un po' di fastidio dopo un'intera giornata d'uso, ma poi ci si abitua.
La fotocamera si attiva con un tocco sul pulsante fisico nell'asta di destra, mentre per girare un video bisogna tenere il pulsante premuto per un secondo; in alternativa potete dire "Hey Meta, scatta una foto" o "Hey Meta registra un video". Il risultato è una foto / video dal punto di vista di chi guarda, catturata nel momento esatto in cui accade qualcosa. In condizioni di luce buona, la qualità delle foto è adeguata per i social network e per la condivisione rapida. In condizioni di scarsa illuminazione, il sensore mostra i suoi limiti con un rumore visibile, ma si comporta meglio rispetto alla generazione precedente grazie a un processore di immagine aggiornato. Per il mio lavoro da Creator, ho usato questi occhiali anche per riprendere clip in prima persona, con ottimi risultati, anche in ambienti interni con illuminazione artificiale. Il formato verticale non è proprio il massimo se poi si vogliono usare le clip in un formato 16:9 classico, ma è possibile usare la porzione centrale della scena senza rinunciare a molto.
I video in 3K sono il miglioramento più evidente rispetto alla Gen 1. La stabilizzazione riduce in modo apprezzabile i tremolii durante il movimento, il che rende i video camminando o in bicicletta effettivamente guardabili. Il limite dei 3 minuti per clip è però qualcosa da considerare. Se si tratta di riprendere scene per video social veloci, o più clip separate (come nel mio caso), allora non vi renderete nemmeno conto di questa soglia; in caso contrario, allora, sarà una seccatura. Questo limite impostato via software è quasi certamente legato a potenziali problemi di surriscaldamento durante lunghe sessioni di registrazione; in ogni caso, puntare a "lungometraggi" con una dotazione di memoria di 32 GB sarebbe ugualmente sconsigliabile. Chi vorrà registrare video più lunghi potrà usare la diretta streaming, fino a 30 minuti, che è però limitata alla risoluzione 720p e pensata per contesti differenti dalla classica registrazione video.
L'audio è la funzione che ha sorpreso di più in positivo. I 5 microfoni gestiscono le chiamate in modo affidabile anche in ambienti rumorosi, come una strada trafficata o un locale con musica di sottofondo. La riproduzione musicale è soddisfacente per uso quotidiano, con una resa che supera quella di molti auricolari open-ear entry level, anche se chi cerca isolamento acustico deve orientarsi altrove, perché il suono è aperto per definizione.
L'assistente Meta AI risponde al comando "Hey Meta" e permette di fare foto, avviare chiamate, inviare messaggi su WhatsApp e Instagram, e porre domande contestuali. La funzione "Look and Ask" consente di chiedere informazioni su ciò che si sta guardando. Se state osservando un oggetto in un ambiente molto ampio, il risultato sarà insoddisfacente, poiché l'IA tenderà a descrivere tutta la scena. Portando invece l'oggetto vicino agli occhiali (o nel caso stiate guardando un oggetto molto grande, come un monumento), allora la risposta sarà più soddisfacente. In ogni caso, dopo che Meta AI vi ha risposto, potrete affinare la domanda per avere informazioni più accurate. Insomma, funziona.
Un aspetto che merita attenzione riguarda la privacy: un LED bianco si accende quando la fotocamera è attiva, ma nelle situazioni affollate e dinamiche non è sempre visibile dalle persone nelle vicinanze. Chi usa questi occhiali in luoghi pubblici deve essere consapevole del quadro normativo locale e del fatto che la discrezione del dispositivo può creare situazioni ambigue.
Verdetto
I Ray-Ban Meta Wayfarer Gen 2 sono il prodotto più riuscito in questa categoria di occhiali smart con fotocamera integrata. Il miglioramento rispetto alla Gen 1 è sostanziale su tutti i fronti: qualità video, autonomia, audio e funzionalità AI. A 419 euro (o più se sceglierete lenti graduate o Transition) non sono un acquisto impulsivo, ma il prezzo è giustificato se si considera che sostituiscono contemporaneamente un paio di occhiali da sole, degli auricolari e una action cam leggera.
I punti a favore sono la forma discreta e indossabile tutto il giorno, la fotocamera da 12 MP con video 3K, la batteria da 8 ore con custodia che arriva a 56 ore complessive, il sistema audio con Dolby Atmos, la connettività Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.3, e l'IA che funziona. Tra i contro, ci sono il limite dei 3 minuti per clip video, la resistenza IPX4 non adatta all'immersione, la posizione fissa della fotocamera che non sempre garantisce l'inquadratura desiderata.
Sono consigliati a chi si muove molto, crea contenuti in mobilità, vuole rispondere a messaggi o fare chiamate senza estrarre lo smartphone, e non disdegna l'estetica Wayfarer. Non sono consigliati a chi cerca un display AR, a chi fa sport in acqua, o a chi si aspetta una fotocamera con la flessibilità di uno smartphone. Chi ha già la Gen 1 troverà il salto generazionale convincente. Chi parte da zero ha di fronte il punto di riferimento attuale della categoria. Per tutti questi motivi, conferiamo ai Meta Ray-Ban Wayfarer (Gen 2) il nostro Award.