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SSD 840 EVO e degrado prestazioni, presto un nuovo firmware: come funziona

Sono ormai oltre sei mesi che i prodotti SSD 840 EVO manifestano un bug con le prestazioni in lettura. Queste si riducono sensibilmente leggendo vecchi blocchi di dati. Samsung, un mese dopo la scoperta del bug, rilasciò un firmware che doveva sistemare le cose, ma così non andò. Il problema emerse nuovamente nel giro di poche settimane.

ssd 840 evo

Il bug, riscontrato da diversi possessori del prodotto, è legato al decadimento della carica delle celle NAND (un comportamento corretto, entro certi limiti) e a un malfunzionamento degli algoritmi di gestione, che effettuano operazioni di read-retry in modo aggressivo con un impatto estremamente negativo sulle prestazioni.

Ora c'è un nuovo firmware (EXT0DB6Q), o meglio sarà disponibile entro questo mese, ma l'azienda l'ha distribuito ad alcune testate, tra cui PC Perspective, che l'hanno messo alla prova per capire se può sistemare la situazione. Il nuovo firmware è accompagnato anche da una nuova versione del software Magician (4.6).

test prima firmware ssd 840 evo
Test con vecchio firmware, clicca per ingrandire

Il nuovo firmware effettua un refresh periodico – ossia una riscrittura – dei vecchi dati. Questo permette di riportare la carica della cella allo stato originario e fa sì che non vi siano operazioni di read-retry o ECC a impattare sulle prestazioni. Samsung afferma che l'operazione di refresh non danneggia le prestazioni, quindi si tratta di un processo in bassa priorità che probabilmente si attiva con l'SSD in idle.

Per quanto riguarda il nuovo software Magician 4.6, c'è una funzione chiamata Advanced Performance Optimization. Si tratta di un comando che dice all'SSD di riscrivere tutti i dati al suo interno, che resetta tutta la carica delle celle e ristabilisce le corrette prestazioni.

test dopo firmware ssd 840 evo
Test con il nuovo firmware, clicca per ingrandire

È uno strumento supplementare in quanto l'aggiornamento firmware dovrebbe essere più che sufficiente. Nel caso in cui le prestazioni non dovessero tornare ai livelli sperati, lo strumento può essere usato per forzare il refresh della carica delle celle. I test di PC Perspective indicano che il nuovo firmware sembra risolutivo, anche senza dover usare lo strumento di ottimizzazione.

test ottimizzato ssd 840 evo
Test con Advanced Performance Optimization, clicca per ingrandire

Il sito statunitense non ha lasciato all'SSD la possibilità di entrare in idle dopo l'aggiornamento firmware, quindi l'update sembra piuttosto efficace. C'è da chiedersi però se le prestazioni rimarranno elevate sul lungo periodo. Per quello bisognerà aspettare, ma secondo il funzionamento spiegato da Samsung non dovrebbero più esserci problemi perché i dati non diventeranno mai veramente vecchi.

La riscrittura dei dati impatta poco sui cicli di programmazione e cancellazione della memoria NAND Flash, quindi i possibili timori non sussistono. "Sappiamo che la NAND TLC a 19 nm di Samsung è attestata a 1000 cicli di programmazione e cancellazione, quindi se il drive effettua un refresh di tutte le celle una volta alla settimana, persino in tale situazione dovrebbe consumare solo 52 cicli all'anno. In cinque anni di tempo si parla di un totale di 260 cicli, il che vi lascia con 740 cicli per scrivere i dati – si tratta di 52 GB di scritture NAND al giorno per cinque anni con l'SSD 840 EVO da 120 GB", spiega Anandtech.

Samsung SSD 850 EVO da 120 GB Samsung SSD 850 EVO da 120 GB
Samsung SSD 840 EVO da 120 GB Samsung SSD 840 EVO da 120 GB

In attesa della distribuzione ufficiale del firmware, la soluzione di Samsung appare in linea teorica efficace. Se anche questa misura dovesse fallire potrebbero non esserci altre soluzioni. Incrociamo quindi le dita.