DENUNCIA

TSMC non ci sta: GlobalFoundries ha infranto 25 brevetti!

TSMC porta in tribunale GlobalFoundries, restituendo il guanto di sfida lanciato dal produttore di chip statunitense – il principale azionista è una società di investimento del governo di Abu Dhabi.

Tutto ha origine sul finire di agosto, quando GlobalFoundries denunciò TSMC la presunta infrazione di molteplici brevetti. La fonderia taiwanese, che realizza chip per conto di Apple, AMD, Nvidia e molti altri, aveva preannunciato che si sarebbe difesa “vigorosamente, usando tutte le opzioni”. Detto, fatto.

TSMC ha depositato diverse cause nella giornata di ieri contro GlobalFoundries negli Stati Uniti, in Germania e a Singapore per l’infrazione di 25 brevetti che interessano i processi produttivi a 40, 28, 22, 14 e 12 nanometri, anche se non è detto questa lista si allunghi in futuro.

Il produttore taiwanese di chip per conto terzi chiede delle ingiunzioni per bloccare la produzione e la vendita dei semiconduttori creati da GlobalFoundries che infrangerebbero le sue proprietà intellettuali. TSMC vuole inoltre un risarcimento economico “consistente” per la condotta della rivale.

I 25 brevetti di TSMC sono relativi a un ampio insieme di tecnologie che includono la progettazione di transistor FinFET e metodi litografici come il double patterning. “Queste specifiche tecnologie coprono le funzionalità di base di un processo produttivo avanzato e maturo”, scrive TSMC. I brevetti chiamati in causa sono solo una minima parte di un portfolio che supera quota 37.000.

“Per il terzo anno consecutivo siamo nella top 10 delle aziende con brevetti riconosciuti negli Stati Uniti. Con il nostro lavoro abbiamo permesso la creazione di un’industria legata alla progettazione e senza fabbriche produttive per centinaia di miliardi di dollari negli Stati Uniti”.

“Giochiamo inoltre un ruolo chiave nella filiera globale dei semiconduttori. Ad esempio collaboriamo con dozzine di fornitori di macchinari statunitensi. […] Abbiamo acquistato 20 miliardi di dollari in macchinari e servizi dai fornitori statunitensi negli ultimi 5 anni”.

TSMC sembra voler far intendere come le schermaglie in atto vadano oltre la semplice disputa con un’azienda concorrente, ma che sottotraccia vi sia qualcosa in azione che riguarda sfere più alte.

“Stiamo inoltre lavorando a stretto contatto sulla prossima generazione di semiconduttori con clienti, fornitori e università prestigiose con sede negli Stati Uniti. Le filiali TSMC gestiscono un sito produttivo nello Stato di Washington insieme a uffici in California e Texas con oltre un migliaio di dipendenti”, aggiunge l’azienda taiwanese.

La sfida tra TSMC e GlobalFoundries è solo all’inizio. Come andrà è difficile dirlo, molte volte questi procedimenti si risolvono con accordi extragiudiziali. L’unica cosa certa è che una schiera di avvocati avrà molto da fare, ma anche tanto da incassare.