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Periferiche di Rete

Un supercomputer fatto con più di 1000 Raspberry Pi

Sfruttando un migliaio di Raspberry Pi 3 Model B+, Oracle è riuscita a creare un supercomputer con Oracle Autonomous Linux. Si tratta però di un mero esercizio di stile.

Come ben saprete, un singolo Raspberry Pi può essere sufficiente per creare un bel server web, ma cosa succede se ne si mettono insieme più di 1.000? Nel corso della convention Oracle OpenWorld, l’azienda ha sfoggiato un supercomputer Raspberry Pi che combina ben 1.060 Raspberry Pi in un potente cluster.

Il supercomputer presenta decine di rack con 21 Raspberry Pi 3 B+ ciascuno. Per far funzionare il tutto insieme è stato usato Oracle Autonomous Linux che è stato presentato nel corso della stessa convention ed è il primo sistema operativo autonomo al mondo, nel cloud, completamente autonomo.

Basato su un’immagine Oracle Linux preconfigurata offre aggiornamenti automatici giornalieri del pacchetto, ottimizzazione dei parametri del sistema operativo e raccolta della diagnostica del sistema operativo.

Tornando al cluster, gli ingegneri Oracle hanno collegato i Raspberry Pi a una serie di switch (Ubiquiti UniFi Switch 48s) e li hanno collegati a loro volta con ricetrasmettitori SFP + 10GbE. Per alimentare tutti questi Raspberry Pi è stata necessaria una serie di alimentatori USB.

Ogni unità si collega a un singolo server Supermicro 1U Xeon, che funge da server di archiviazione centrale per l’intero supercomputer. Il team di Oracle ha anche creato staffe personalizzate stampate in 3D per sostenere i Raspeberry Pi e i componenti usati per il collegamento.

Un cluster di Raspberry Pi non è certamente la migliore soluzione per avere alte prestazioni, ma a volte creare progetti apparentemente poco sensati è utile perché permette di fare nuove esperienze.

Questo “supercomputer” non sarà mai disponibile sul mercato, ma è un ulteriore esempio di ciò che si può fare con un computer che ha un prezzo di circa 40 euro.